Il governo Bolojan destituito tramite mozione di sfiducia
Il governo di Bucarest guidato dal liberale Ilie Bolojan è stato destituito martedì tramite una mozione di sfiducia, con un forte sostegno parlamentare.
Daniela Budu, 06.05.2026, 11:12
Il governo di Bucarest guidato dal liberale Ilie Bolojan è stato destituito martedì, in seguito all’approvazione della mozione di sfiducia avviata da PSD, AUR e PACE – Romania Prima. Sono stati registrati 281 voti a favore, 4 contrari e 3 annullati, nel contesto in cui il PNL e l’USR avevano annunciato che non avrebbero partecipato al voto. Erano necessari 233 voti affinché il testo fosse adottato e il governo venisse destituito.
L’esecutivo ha così perso il sostegno del Parlamento e diventa ad interim per un periodo massimo di 45 giorni, con poteri limitati. I dibattiti nell’aula legislativa sono stati tesi. I promotori della mozione hanno criticato le misure adottate dal governo, affermando che hanno portato a recessione economica e povertà, accuse respinte da Ilie Bolojan. Egli ha denunciato quella che ha definito “l’ipocrisia” degli ex partner di governo socialdemocratici, che hanno preso parte alle misure di riduzione della spesa pubblica.
Dopo il voto sulla mozione e la destituzione del governo, il Partito Nazionale Liberale ha deciso, in riunione, di passare all’opposizione, “svolgendo un ruolo attivo, responsabile e costruttivo nell’interesse dei cittadini e della stabilità economica”, come annunciato dai rappresentanti della formazione. Ilie Bolojan ha affermato che il PNL è un partito con dignità, che costruirà un polo di modernizzazione, una Romania moderna, uno stato che crea condizioni di prosperità per i cittadini.
Neanche l’USR vuole più governare insieme al PSD e, dopo una riunione d’urgenza, ha proposto una collaborazione più stretta con i liberali e un coordinamento tra i due partiti per le consultazioni con il presidente. Il leader Dominic Fritz ha assicurato che il suo partito continuerà sulla direzione riformatrice e proporrà ai liberali un accordo politico per un approccio comune nel periodo immediatamente successivo.
Dall’altra parte, il leader del PSD, Sorin Grindeanu, ha dichiarato che il voto schiacciante sulla mozione rappresenta un sostegno più ampio del previsto e ritiene che i partiti debbano trovare rapidamente una soluzione per collaborare. Il presidente dell’AUR, George Simion, ha precisato che il suo partito, nazionalista e attualmente all’opposizione, è pronto ad assumersi la responsabilità di un futuro governo.
Uno dei leader dell’UDMR, Tánczos Barna, ritiene che saranno necessarie settimane o forse mesi per formare una nuova maggioranza parlamentare. Dopo la destituzione dell’esecutivo di Bucarest, il presidente Nicușor Dan, che ha svolto un ruolo chiave nella formazione del precedente governo di coalizione, ha annunciato in una dichiarazione stampa l’inizio dei negoziati per un nuovo esecutivo. Il capo dello stato ha assicurato che la Romania avrà un nuovo governo filo-occidentale in tempi ragionevoli, escludendo la possibilità di elezioni anticipate. “La Romania è uno stato stabile, le istituzioni funzionano e la Romania ha una direzione che sta seguendo”, ha aggiunto Nicușor Dan.