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Misure fiscali all’esame del Parlamento

Il ministro delle Finanze romeno, Ionuţ Mişa, ha dichiarato, lunedì, nella plenaria della Camera dei Deputati, che la scissione nel pagamento dell’IVA, che sarà applicata dall’anno prossimo, sarà obbligatoria solo per gli operatori economici in procedura di insolvenza o per quelli che hanno accumulato debiti. Egli ha detto che tale misura diminuirà la frode fiscale, però l’opposizione ha chiesto che si rinunci del tutto allo Split payment dell’IVA. Il ministro ha spiegato che la Romania registra un record negativo tra gli stati membri dell’UE per quanto riguarda la differenza tra l’imposta sul valore aggiunto che dovrebbe arrivare alle casse dello stato e quella realmente incassata.

Misure fiscali all’esame del Parlamento
Misure fiscali all’esame del Parlamento

, 24.10.2017, 13:37

Il ministro delle Finanze romeno, Ionuţ Mişa, ha dichiarato, lunedì, nella plenaria della Camera dei Deputati, che la scissione nel pagamento dell’IVA, che sarà applicata dall’anno prossimo, sarà obbligatoria solo per gli operatori economici in procedura di insolvenza o per quelli che hanno accumulato debiti. Egli ha detto che tale misura diminuirà la frode fiscale, però l’opposizione ha chiesto che si rinunci del tutto allo Split payment dell’IVA. Il ministro ha spiegato che la Romania registra un record negativo tra gli stati membri dell’UE per quanto riguarda la differenza tra l’imposta sul valore aggiunto che dovrebbe arrivare alle casse dello stato e quella realmente incassata.



Mişa ha sottolineato, inoltre, che nell’applicazione della misura relativa allo Split payment dell’IVA sono prese in considerazione le sollecitazioni dell’ambiente d’affari: “I contribuenti che, attualmente, pagano le somme dovute come IVA al budget dello stato saranno vantaggiati dall’eliminazione o dalla diminuzione significativa della concorrenza sleale da parte degli altri contribuenti che non pagano i propri obblighi e debiti allo stato e utilizzano le risorse finanziarie provenienti dall’IVA per altri scopi”.



La posizione del ministro è stata sostenuta durante i dibatti dai gruppi PSD e ALDE. D’altra parte, l’opposizione ha chiesto all’esecutivo di rinunciare del tutto alla scissione nel pagamento dell’IVA. Il deputato liberale, Lucian Ovidiu Heiuş: “L’ordinanza del governo ha destato panico nell’ambiente d’affari e, con la sua applicazione, rischia di bloccare l’economia della Romania e spingere al fallimento qualche decina di migliaia di società commerciali, soprattutto piccole e medie. Con questa ordinanza, trasferite praticamente l’incapacità del governo di gestire la raccolta dell’IVA ai contribuenti”.



Anche il leader liberale, Ludovic Orban, ha dichiarato che la misura ha destato panico tra gli imprenditori ed ha chiesto al premier di destituire il ministro delle finanze. Dal canto suo, anche il deputato del PMP, Eugen Tomac, ha chiesto le dimissioni del ministro delle finanze. Eugen Tomac: “Disperati per la situazione degli incassi al budget, avete inventato nuove tasse che rischiano di distruggere la Romania, cacciare via gli investitori dal Paese e la maggiore invenzione del PSD in questo campo è lo Split payment dell’IVA”.



Anche l’UDMR chiede il ritiro dell’ordinanza sulla scissione nel pagamento dell’IVA, che nell’opinione del deputato Istvan Erdei avrà conseguenze nefaste sull’ambiente d’affari. In replica, il deputato socialdemocratico Marius Budăi sostiene che tutte le misure importanti che riguardano l’ambiente d’affari sono sottoposte al dibattito pubblico. Marius Budăi: “L’Opposizione dice che il governo non prende misure chiare per contrastare l’evasione fiscale. Ed è sempre l’Opposizione a criticare che il livello d’incasso delle tasse non è quello dovuto, ma quando il governo propone misure per diminuire l’evasione e aumentare l’incasso delle tasse, ci accusate di danneggiare l’ambiente d’affari”.



Fra altri contributi e tasse, il governo di Bucarest ha in piano per il 2018 anche una controversa tassa di solidarietà che tutti i datori di lavoro dovranno pagare al budget dello stato — il 2% del fondo stipendiale lordo. (tr. G.P.)

Foto: Radio Romania International
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