Misure per i romeni bloccati nelle zone di conflitto
Il rimpatrio dei cittadini romeni che si trovano nell’area di conflitto in Medio Oriente rappresenta la massima priorità per Bucarest.
Roxana Vasile, 03.03.2026, 10:55
Fin dal primo giorno del conflitto esteso nel Medio Oriente, le autorità di Bucarest hanno dichiarato che la priorità è riportare a casa tutti i romeni rimasti bloccati nella regione. In vacanza, per lavoro o residenti, il numero di coloro che si trovano lì è elevato. Poiché la situazione si sta aggravando, a partire da sabato, di ora in ora, i ministeri di Bucarest si coordinano per garantire ai cittadini romeni l’assistenza necessaria, considerando che alcuni di loro non hanno nemmeno la certezza dell’alloggio per i giorni successivi. Vengono monitorati anche casi medici gravi. Secondo la ministra degli Esteri, Oana Țoiu, solo negli Emirati Arabi Uniti si trovano circa 14.000 romeni. Oana Țoiu li ha esortati a segnalare la propria presenza per una registrazione il più possibile accurata.
“La soluzione è compilare il modulo su econsulat.ro, utilizzare l’applicazione sul telefonino oppure uno dei numerosi numeri di telefono disponibili. Ad alcuni numeri rispondono i colleghi di Dubai, ad altri quelli di Bucarest, che, sia a Dubai sia a Bucarest, potranno fornire un insieme limitato di informazioni, perché né loro, né noi, né un altro stato membro dell’Unione Europea possiamo fornire informazioni sulla riapertura dello spazio aereo finché non lo faranno le autorità competenti”, ha detto la ministra.
I romeni sono stati invitati a seguire, in primo luogo, le indicazioni ufficiali ricevute nei Paesi in cui si trovano. Nel frattempo, in patria, le autorità si coordinano con le agenzie di viaggio, i tour operator e le compagnie aeree per facilitare i rimpatri. È stato annunciato il lancio di due canali WhatsApp: uno attraverso il quale saranno raccolte informazioni dalle missioni diplomatiche e l’altro dedicato ai romeni che si trovano in Medio Oriente, per facilitare il loro accesso alle informazioni ufficiali. È stato inoltre aumentato il numero di operatori nel call center centrale del Ministero degli Esteri. A livello europeo è stato attivato anche il meccanismo di protezione civile per le emergenze.
“Significa coordinarsi con gli altri stati membri dell’Unione Europea affinché, nel momento in cui uno stato membro può inviare un aereo civile o militare, si valuti in che misura possiamo includere in quei trasporti, sia noi sia gli altri stati membri disponibili a farlo, anche casi urgenti di cittadini di altri stati. Si cerca la soluzione più rapida per ciascun caso urgente. In alcuni casi può essere insieme a un altro stato membro, così come nel loro caso possiamo anche noi, in base ai posti disponibili, essere di aiuto. È inoltre un meccanismo per garantire congiuntamente le risorse finanziarie necessarie a tale scopo”, ha aggiunto Oana Țoiu.
Sebbene la situazione sia estremamente difficile, le autorità trasmettono ai romeni che si trovano in Medio Oriente di essere prudenti, mantenere la calma e avere pazienza, assicurando che stanno analizzando tutte le opzioni per il loro rimpatrio.