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PNRR e l’economia romena

La Romania ha ricevuto quasi 11 miliardi di euro attraverso il PNRR, ovvero circa la metà dell’importo totale rinegoziato.

Foto: Tumisu / pixabay.com
Foto: Tumisu / pixabay.com

, 04.02.2026, 10:59

La crescita economica della Romania nel periodo 2022-2024 sarebbe stata inferiore di 1,2 punti percentuali senza il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, secondo una pubblicazione della Banca Nazionale di Romania. In base al documento, i fondi europei, sia quelli relativi al PNRR sia quelli del quadro finanziario pluriennale standard, hanno contribuito ad attenuare gli effetti negativi della pandemia di COVID-19 e hanno facilitato la ripresa economica. Il documento evidenzia tuttavia che l’attuazione del PNRR è stata influenzata da ritardi dovuti alla sovrapposizione con forti shock avversi, tra cui aumenti generalizzati dei prezzi generati dalle perturbazioni delle catene globali di approvvigionamento e dalla guerra in Ucraina. A questi si sono aggiunte limitazioni legate alla capacità amministrativa di attuazione di tali programmi.

Nel caso della Romania, queste difficoltà si sono riflesse in una dinamica lenta degli investimenti e delle riforme, che ha portato a ritardi nella presentazione delle richieste di pagamento e, successivamente, alla rinegoziazione del PNRR, come indicato nello studio della BNR. Gli autori menzionano che, fino alla fine di novembre dello scorso anno, la Romania aveva attratto circa la metà dell’allocazione rinegoziata del PNRR, pari a 21 miliardi di euro. Il 2026 sarà decisivo per il completamento delle riforme e degli investimenti finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e la Romania si concentrerà sui progetti che possono essere ultimati entro il mese di agosto di quest’anno, informa il Ministero degli Investimenti e dei Progetti Europei. Il ministero riconosce quanto rilevato anche dallo studio della BNR, ossia che l’attuazione del PNRR è stata segnata da una serie di difficoltà amministrative.

Tra i principali ostacoli segnalati dai coordinatori delle riforme e degli investimenti figurano la ridotta capacità amministrativa, la carenza di personale specializzato in rapporto alla specificità e alla complessità degli investimenti realizzati, la durata delle procedure di appalto rispetto al tempo limitato per l’implementazione del PNRR, nonché l’insufficienza dei crediti di bilancio necessari a sostenere il flusso di attuazione dei progetti. Tra i problemi più frequentemente segnalati dai beneficiari del PNRR vi sono ritardi nel trattamento delle richieste di trasferimento, che possono portare a interruzioni nell’attuazione dei progetti, problemi di coordinamento e comunicazione tra le autorità centrali e locali, nonché ritardi nell’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per l’attuazione dei progetti.

Secondo i dati del ministero, i progetti già contrattualizzati e quelli in fase di contrattualizzazione rappresentano il 100% dell’allocazione dell’Unione Europea per i programmi 2021-2027, creando così le premesse per l’assorbimento di tutti i fondi assegnati alla Romania tramite la Politica di Coesione. Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Romania ha ricevuto complessivamente 10,72 miliardi di euro, di cui 6,4 miliardi di euro per la componente di assistenza finanziaria a fondo perduto e 4,32 miliardi di euro per quella rimborsabile.

 

Foto: Tumisu / pixabay.com
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