Protesta violenta a Bucarest
Una protesta dei farmers nel centro della capitale della Romania è degenerata in violenze.
Mihai Pelin, 16.09.2026, 11:24
La protesta organizzata martedì dai farmers nel centro di Bucarest, davanti alla sede del governo, è degenerata in violenti scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Gli allevatori, in particolare quelli di ovini e caprini, sono arrivati nella capitale insoddisfatti della decisione presa dalla Commissione Europea a giugno di estendere fino alla fine dell’anno il divieto di esportazione di ovini e caprini dalla Romania verso paesi terzi. Nel corso della giornata, tuttavia, la protesta è diventata violenta, dopo che alcuni partecipanti hanno cercato di forzare i cordoni della gendarmeria, lanciando diversi oggetti contro le forze dell’ordine, che hanno reagito con gas lacrimogeni. A seguito degli scontri, decine di persone sono state fermate e interrogate dalla polizia, mentre alcuni gendarmi e manifestanti hanno avuto bisogno di cure mediche.
Alla manifestazione hanno partecipato anche persone che non erano allevatori di pecore e capre. Răzvan Răducan, farmer e rappresentante di una federazione degli allevatori di ovini, ha dichiarato che alcune persone si sono infiltrate nella protesta. Ha sottolineato che queste persone non rappresentano i farmers e ha invitato gli allevatori a non rispondere alle provocazioni. Per quanto riguarda gli agitatori presenti alla manifestazione, ha affermato di non aver notato sul posto alcun piano per provocare scontri violenti.
Răducan ha sottolineato, allo stesso tempo, che le persone che hanno iniziato a rompere le transenne e ad agitare i bastoni provenivano dall’esterno, richiamando l’attenzione sul fatto che negli ultimi anni i problemi si sono accumulati e che le persone sono ormai allo stremo delle forze. Răzvan Răducan ha spiegato che gli allevatori di ovini sono arrivati preparati a protestare per giorni. Nel corso della giornata, il traffico a Piazza della Vittoria e sulle strade adiacenti è rimasto completamente bloccato a causa della protesta e ripreso soltanto in serata, dopo l’intervento della gendarmeria e della polizia.
Dopo le violenze a Piazza della Vittoria, i leader politici hanno diffuso messaggi nei quali hanno condannato l’escalation del conflitto. Il presidente Nicușor Dan ha definito le azioni estremamente gravi e ha criticato fermamente il tentativo di trasformare una protesta legittima in scontri di strada. Il capo dello stato ha sostenuto che altrettanto grave e condannabile è il tentativo di alcuni politici irresponsabili di amplificare artificialmente la tensione sociale. Il premier ad interim liberale Ilie Bolojan ha rivolto un appello alla cessazione delle violenze e ha precisato di aver discusso presso il Ministero dell’Agricoltura le soluzioni per rispondere ai problemi segnalati dagli allevatori di pecore e capre.
Il leader del PSD, Sorin Grindeanu, ha precisato che il dialogo con i rappresentanti dei farmers avrebbe potuto impedire l’escalation del conflitto e ha accusato forze estremiste di approfittarne per creare caos. George Simion, il leader dell’AUR (opposizione populista e ultranazionalista), ha dichiarato che i manifestanti che hanno partecipato alla protesta violenta a Piazza della Vittoria “sono stati buoni e fin troppo pazienti”.