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Scorte sufficienti di carburanti in Romania

Nel contesto del conflitto in Medio Oriente, le autorità romene assicurano di disporre di scorte sufficienti di carburanti per far fronte a qualsiasi grave crisi di approvvigionamento.

Foto: IADE-Michoko / pixabay.com
Foto: IADE-Michoko / pixabay.com

, 05.03.2026, 10:57

I prezzi internazionali del greggio sono aumentati notevolmente dopo che Israele e gli Stati Uniti d’America hanno attaccato l’Iran, situazione che ha influenzato il trasporto dei prodotti petroliferi dalla regione del Golfo Persico. In questo contesto, in Romania si è diffuso lo scenario secondo cui i prezzi dei carburanti potrebbero raggiungere la soglia di 10 lei al litro nel caso in cui il prezzo del barile superasse i 120 dollari. La Romania dispone tuttavia di riserve sufficienti di carburanti per affrontare qualsiasi crisi importante di approvvigionamento, ha dichiarato a Radio Romania il ministro dell’Energia, Bogdan Ivan, spiegando che il Paese può resistere quasi mezzo anno senza importazioni o produzione interna.

“Abbiamo scorte molto chiare: 3,2 milioni di tonnellate di carburanti nelle scorte tecniche e nelle riserve di sicurezza. Ciò significa che, anche se non raffinassimo nulla in Romania e non importassimo nemmeno una molecola di carburante, per cinque mesi avremmo scorte sufficienti per far fronte alle necessità del paese. Oggi produciamo il doppio della quantità di benzina che consumiamo e circa il 60% del gasolio che utilizziamo. La differenza, naturalmente, proviene dalle importazioni”, ha detto Bogdan Ivan.

Per quanto riguarda le importazioni, il ministro ha spiegato che circa il 20% del consumo di benzina e gasolio della Romania proviene dall’Arabia Saudita e che le consegne non sono disturbate dalla guerra, poiché i carburanti vengono trasportati attraverso il Canale di Suez e non attraverso lo Stretto di Hormuz, situato nell’area del conflitto. Bogdan Ivan ha inoltre sottolineato che attualmente solo poco più del 25% del petrolio raffinato in Romania è estratto nel paese. Il resto proviene dal Kazakistan, dall’Azerbaigian, dallo Yemen e dalla Turchia. Il ministro ha aggiunto che la diversificazione delle fonti di approvvigionamento è una delle misure adottate da Bucarest per limitare l’impatto dell’evoluzione di sicurezza sui prezzi della benzina e del gasolio venduti nel paese.

Bogdan Ivan ha precisato che il governo e il Consiglio della concorrenza stanno facendo tutto il possibile per evitare situazioni in cui il prezzo alla pompa aumenti in modo speculativo a seguito di movimenti nei mercati finanziari. Ha inoltre affermato che, nel caso del gas naturale, anche se il prezzo sui mercati internazionali è aumentato di quasi il 60%, i cittadini romeni non sentiranno questo aumento. Ha precisato che il governo ha già preparato il quadro giuridico per mantenere le bollette della popolazione al prezzo attuale.

“Il governo adotterà l’ordinanza che prevede il tetto, da produttore, trasportatore, distributore, fornitore, per il prezzo base lungo tutta la catena, per non superare il price cap di 0,31 lei per kWh, che è in vigore oggi. Voglio essere molto chiaro: vedo notizie sensazionalistiche in tutta la stampa che parlano di un raddoppio dei prezzi. Sì, il prezzo in borsa è raddoppiato ieri, ma in Romania abbiamo preso una misura che sarà adottata effettivamente dal governo e grazie alla quale il prezzo per i consumatori domestici non aumenterà, almeno fino ad aprile 2027”, ha aggiunto il ministro.

In questo contesto di volatilità dei prezzi, la Confederazione degli Operatori e dei Trasportatori Autorizzati della Romania chiede al governo di ridurre almeno alla metà le accise su gasolio e benzina. Lo stato romeno incassa circa il 56% del prezzo di un litro di carburante attraverso tasse, accise e IVA.

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