La casa-atelier della famiglia Storck
La casa-atelier della famiglia Storck, che ospita il Museo Storc - parte del Museo del Municipio di Bucarest (MMB) - situata nella zona centrale della capitale, è una delle case-atelier più preziose conservate integralmente in Romania.
Ion Puican, 28.04.2026, 07:00
Costruito tra il 1911 e il 1913 su progetto dell’architetto svizzero Alexandru Clavel, l’edificio fu concepito come residenza e spazio creativo per lo scultore Frederic Storck (1872–1942) e sua moglie, la pittrice Cecilia Cuțescu-Storck (1879–1969). Lo scultore Frederic Storck, figlio dello scultore Karl Storck (considerato il fondatore della scultura romena moderna), fu anche un importante rappresentante della scultura romena all’inizio del XX secolo e professore presso l’Accademia di Belle Arti di Bucarest. Frederic realizzò numerosi busti, monumenti e opere decorative. Sua moglie, Cecilia Cuțescu-Storck, è stata una delle più importanti pittrici romene e la prima donna a ricoprire il ruolo di professoressa in un’accademia d’arte statale in Europa. Insieme, gli Storck trasformarono la loro casa in uno spazio di creazione, un luogo di dialogo artistico e una vera e propria opera d’arte che ancora oggi si può ammirare. Dal 1951, la casa ospita il Museo Frederic Storck e Cecilia Cuțescu-Storck, un museo nato dalla donazione della famiglia alla città di Bucarest.
Elena Olariu, vicedirettrice del MMB, ci ha raccontato di questa casa-studio d’artista unica nel panorama museale di Bucarest: “Accanto al Viale Kiseleff, in via Vasile Alecsandri, si trova una delle case-studio d’artista più spettacolari di Bucarest. Gli artisti vi hanno lasciato un’impronta indelebile, progettando due grandi studi d’artista, situati proprio all’ingresso nel cortile, che permettevano ai visitatori di ammirare la casa indipendentemente dall’abitazione principale della famiglia, che si trovava dietro gli atelier. Questi studi d’artista furono costruiti appositamente per essere grandiosi e imponenti, poiché la famiglia Storck aveva forti legami con l’élite dell’epoca. Le principesse venivano a far visita, gli Storck erano amici della regina Maria. La famiglia Storck, in generale, godeva di grande stima presso la Casa Reale. Cecilia Cuțescu-Storck, proprio nelle sue memorie, “Affresco di una vita”, racconta di aver impartito lezioni d’arte alla principessa Ileana, che scendeva per la strada e l’intera via si animava con gli ammiratori della principessa, desiderosi di vederla partecipare alle sue lezioni di disegno e pittura nella casa degli Storck.” – ha raccontato Elena Olariu.
L’edificio colpisce per il suo stile neogotico anglo-normanno, raro nell’architettura di Bucarest. Siamo attratti dalle facciate rosse con travi a vista e dai dettagli scultorei realizzati dallo stesso Frederic Storck. La particolarità della casa-atelier Storck è la conservazione dell’atmosfera autentica di una dimora d’artista: al piano terra si trovano lo studio di scultura di Frederic Storck e quello di pittura di Cecilia, decorati con affreschi monumentali, vetrate, mobili originali e opere d’arte. La collezione del museo comprende inoltre oltre 2.300 opere appartenenti alla famiglia Storck: sculture, dipinti, disegni, medaglie e oggetti decorativi.
Elena Olariu ci ha parlato dei dettagli architettonici e artistici della casa-atelier, nonché dei due studi d’artista: “Innanzitutto, i materiali di altissima qualità, come ad esempio il vestibolo in marmo che conduce a una sorta di galleria di sculture, la quale a sua volta porta direttamente allo studio dell’artista. Ma ciò che colpisce maggiormente è lo studio, anch’esso decorato in modo spettacolare. Cecilia Cuțescu-Storck, infatti, era anche una celebre artista decorativa, una figura di spicco nel campo delle arti decorative monumentali, come diremmo oggi. E ha dipinto questa casa con opere di straordinaria bellezza. Inoltre, proprio all’ingresso dello studio si erge un monolite in marmo, una colonna di marmo verde di eccezionale imponenza, con capitello in bronzo, che ricorda quelli della Basilica di San Marco a Venezia. Anche i tre gradini che conducono allo studio sono in marmo, e i lampadari in bronzo, con bracci decorati con uccelli bizantini, richiamano in qualche modo le influenze presenti nell’arte di Cecilia Cuțescu-Storck. La grande arte europea si riflette dunque attraverso queste influenze provenienti da Venezia e l’arte tradizionale romena. Nello studio, infatti, si trova una monumentale fontana in pietra, che richiama anche l’antica chiesa nel cortile dell’Ospedale Colței. Le porte intagliate dello studio riprendono i motivi dei monasteri medioevali romeni. Proprio sul soffitto dell’ingresso si trova un altro dipinto parietale di straordinaria bellezza, che l’artista ha intitolato “Il Giardino del Paradiso”. Ha lavorato a questo dipinto per due anni, come raccontava lei stessa, proprio per dimostrare l’importanza che attribuiva al suo atelier. Lo studio dello scultore è un po’ più sobrio e, diceva lei, più legato all’attività di uno scultore. È uno studio che sembra semplice, ma in cui si è svolto un lavoro intenso. In effetti, questa casa, come affermava l’artista Cecilia Cuțescu-Storck, aveva quell’aura di un luogo incantato, perché l’attività artistica che vi si svolgeva era davvero molto intensa. La casa, oltre ai due atelier, aveva anche un soggiorno decorato con numerosi dipinti di vari artisti, acquistati da Frederic. Ciò che rende ancora più spettacolare questa casa, e che il Museo del Municipio di Bucarest ha riportato all’attenzione del pubblico, è il fatto che Cecilia Cuțescu-Storck, alla vigilia delle sue principali mostre, inaugurava piccole mostre, diciamo, preparatorie, proprio nella Casa Storck. Queste mostre conferivano alla casa un fascino particolare. La casa, che è stata classificata anche come patrimonio architettonico di Bucarest, è diventata ed è tuttora una delle case più importanti di Bucarest, un vero e proprio focolaio di cultura.” – ha aggiunto Elena Olariu.
Il Museo Frederic Storck e Cecilia Cuțescu-Storck rimane un luogo in cui architettura, pittura e scultura si incontrano in modo naturale, mantenendo viva l’atmosfera di un’epoca in cui l’arte arricchiva la vita quotidiana. Uno spazio che racconta la storia della Bucarest culturale di una volta.