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Iniziative riguardanti la legge sulla retribuzione unitaria

In Romania è attualmente in discussione pubblica il progetto di una nuova legge sulla retribuzione, un traguardo previsto nel PNRR.

foto: pixabay.com
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, 08.05.2026, 11:21

Una delle più importanti riforme amministrative ed economiche della Romania dopo l’adesione all’Unione Europea, la legge sulla retribuzione unitaria ha come obiettivo principale l’istituzione di un sistema unico e coerente di remunerazione per tutti i dipendenti pagati con fondi pubblici, al fine di ridurre le disparità tra istituzioni e settori. I primi tentativi di riforma risalgono agli anni 2009-2010, ma solo nel 2017 il Parlamento di Bucarest ha adottato la legge che ha sostituito i precedenti sistemi salariali e ha introdotto una griglia unica per i dipendenti del settore pubblico – inclusi quelli dell’istruzione, della sanità, dell’amministrazione e della giustizia.

Il personale medico è stato tra i principali beneficiari degli incrementi salariali, nel tentativo di ridurre la migrazione verso i paesi dell’Europa occidentale. Anche gli insegnanti sono tra coloro che hanno beneficiato di importanti aumenti dopo il 2017, ma i sindacati sostengono che il livello salariale rimanga al di sotto della media europea e insufficiente per attrarre i giovani nel sistema. Si tratta solo di un esempio del malcontento che persiste in relazione alla legge ancora in vigore. Sebbene essa si basi su alcuni principi fondamentali – equità, trasparenza, gerarchizzazione e sostenibilità di bilancio – in pratica sono emerse numerose difficoltà, come persistenti differenze salariali tra istituzioni, l’aumento eccessivo di alcuni bonus, un forte impatto sul bilancio dello stato, applicazione non uniforme e numerosi processi.

Pertanto è stata preparata una nuova riforma salariale, inclusa come traguardo nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che condiziona l’ottenimento di importanti fondi. Le iniziative per ultimare e promuovere il progetto della nuova legge sulla retribuzione unitaria, attualmente in consultazione pubblica, continuano anche nelle attuali condizioni, assicura il ministro ad interim dei Fondi Europei e del Lavoro, Dragoș Pîslaru. Ciò avviene nell’attuale contesto di instabilità politica a Bucarest. La nuova legge dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2027 e il ministro afferma che il progetto necessita di sostegno politico quanto più ampio, poiché non può essere promosso da un governo ad interim tramite ordinanza, ma può essere adottato solo dal Parlamento come disegno di legge.

“Insieme al team della Banca Mondiale abbiamo redatto un breve documento di due pagine contenente i principi e gli elementi essenziali come base per questo progetto, per il quale, come ho già annunciato, desidero che vi sia un accordo politico più ampio, per vedere che esiste una maggioranza parlamentare pronta a sostenerlo. In questo momento, il governo non ha la possibilità di emanare ordinanze d’urgenza. Pertanto, l’unico quadro attraverso cui possiamo adottarlo è un disegno di legge o un’iniziativa parlamentare. Dal punto di vista dei tempi, spero che, una volta le cose si calmeranno, la prossima settimana possiamo avere una reazione dai partiti su questo elenco di principi”, ha detto Dragoș Pîslaru.

Ha inoltre aggiunto che, dopo l’adozione di questa legge, “l’equazione chiave” riguarderà lo spazio fiscale disponibile e le risorse finanziarie necessarie. Ciò che dobbiamo fare è non ripetere la lezione che la Romania ha ricevuto quando ha adottato una legge sulle pensioni che non era non sostenibile, con aumenti che non potevano essere sostenuti dal bilancio dello stato e che si sono concretizzati in un aumento del deficit, ha spiegato il ministro.

foto: © European Union - Source: EC - Audiovisual Service / Photographer: Christophe Licoppe
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