S&P mantiene il rating della Romania
L’agenzia di valutazione finanziaria Standard&Poor's ammonisce che potrebbe declassare i rating della Romania.
Mihai Pelin, 18.05.2026, 10:41
L’agenzia di valutazione finanziaria Standard & Poor’s ha confermato i rating del debito a lungo e a breve termine della Romania, tuttavia l’outlook associato rimane negativo, il che colloca il paese a un passo dalla categoria “non raccomandato per gli investimenti”. L’azione è stata non programmata, essendo al di fuori del calendario annunciato all’inizio dell’anno, a causa dell’evento straordinario determinato dallo scioglimento del governo di coalizione guidato dal liberale Ilie Bolojan, in seguito al voto di sfiducia nel Parlamento della Romania. S&P conferma così i progressi fiscali nel 2026, inclusa la riduzione del deficit di bilancio nel primo trimestre e gli effetti delle misure di consolidamento adottate in precedenza. I fondi europei sono considerati un elemento chiave di stabilità, con entrate stimate fino a circa 15 miliardi di euro nel 2026, che possonosostenere gli investimenti e il finanziamento dell’economia.
D’altra parte, l’outlook negativo riflette l’opinione dell’agenzia secondo cui i rischi di attuazione legati al consolidamento delle finanze pubbliche e alla riduzione dei deficit esterni del paese rimarranno elevati nei prossimi sei-dodici mesi. S&P segnala che potrebbe declassare i rating della Romania se l’impasse governativa dovesse protrarsi, il che porterebbe all’incapacità di ridurre ulteriormente i deficit fiscali nel 2027.Se il governo romeno non riuscirà a ottenere i previsti fondi europei nel prossimo periodo, le prospettive di crescita economica potrebbero risultare limitate, complicando il processo di consolidamento fiscale e aumentando i rischi per la bilancia dei pagamenti, precisa l’agenzia.
Tuttavia, l’agenzia potrebbe anche prendere in considerazione una revisione al rialzo dell’outlook dei rating della Romania, da negativo a stabile, se i deficit esterno e fiscale del paese si riducono in modo sostanziale, sostenuti dalla ripresa della crescita economica. Ciò potrebbe realizzarsi soltanto attraverso un ampio consenso fiscale tra i partiti-chiave a sostegno di ulteriori misure di consolidamento nel 2026 e nel 2027, inclusa l’approvazione di un bilancio credibile per il 2027, nonostante lo scioglimento della coalizione a meno di un anno dalla sua formazione. Allo stesso tempo, le autorità romene sono chiamate a proseguire l’attuazione delle riforme strutturali necessarie per attrarre i fondi europei e rafforzare la disciplina di bilancio, anche in settori sensibili come le retribuzioni nel settore pubblico e la pubblica amministrazione.
S&P precisa che l’economia della Romania potrebbe attraversare un periodo temporaneo di stagnazione nel 2026, influenzato anche dagli sviluppi dei mercati energetici internazionali. La stima di S&P per il deficit di bilancio è del 6,25% quest’anno, un livello ancora molto elevato rispetto ai valori registrati in Europa. Per il 2027 è prevista una ripresa dell’economia, con una crescita stimata al 2,5%, grazie all’attuazione delle riforme e all’accelerazione degli investimenti, fattori che potrebbero portare a un miglioramento degli indicatori macroeconomici e alla riduzione degli squilibri esterni.