Molti bambini in Romania sentono la mancanza di tempo da trascorrere in famiglia, di riposo e di attività all’aperto
Quanto tempo resta a un bambino per sé dopo la fine della giornata scolastica? È questa la domanda alla base di una nuova indagine condotta dall'organizzazione „Save the Children”.
Ion Puican, 17.09.2026, 21:25
La ricerca ha coinvolto un campione di quasi 1.500 bambini e ragazzi di età compresa tra i 9 e i 16 anni. L’indagine delinea il ritratto di una generazione divisa tra gli impegni scolastici e il richiamo degli schermi. La conclusione è semplice: un bambino su tre desidera semplicemente più tempo da trascorrere con la famiglia e più ore all’aria aperta. Inoltre, quasi la metà afferma di aver bisogno di dormire di più. Un bambino dedica circa 8 ore al giorno alla scuola e ai compiti, una cifra che sale a dieci ore giornaliere per 4 bambini su 10. A ciò si aggiungono le lezioni private: quasi la metà dei bambini segue corsi extra, una percentuale che sfiora il 60% a Bucarest e nelle principali città. In questo contesto, il tempo libero si riduce drasticamente. Gabriela Alexandrescu, Presidente Esecutivo di Save the Children, parla della giornata tipo di un bambino in età scolare e dell’indagine fatta. “Il nostro sondaggio mostra che, nella maggior parte dei casi, una tipica giornata scolastica si svolge così per i bambini: trascorrono 5-6 ore a scuola e meno di un’ora per gli spostamenti casa-scuola. Dedicano 1-2 ore ai compiti e allo studio. Passano 3-4 ore a navigare in rete, interagire con gli amici o giocare online, e ne dedicano una – al massimo due – all’interazione diretta con la famiglia. In altre parole, nello scenario più comune, un bambino dedica circa 8 ore al giorno alla scuola e ai compiti, sebbene per 4 bambini su 10 questo impegno raggiunga le 10 ore giornaliere. Se consideriamo esclusivamente il tempo trascorso a interagire con la famiglia, notiamo che quasi la metà dei bambini vi dedica non più di 2 ore. Di conseguenza, non sorprende che un bambino su tre desideri più tempo da trascorrere con la famiglia. … L’indagine rivela inoltre che quasi 3 bambini su 5 affermano di decidere autonomamente come trascorrere il proprio tempo libero, mentre un altro 30% dichiara di prendere tale decisione insieme ai genitori. Come prevedibile, il coinvolgimento dei genitori nella gestione del tempo libero dei figli diminuisce con l’età, passando dall’82% nella scuola primaria al 22% tra gli studenti delle scuole superiori.”
Quali sono gli effetti principali che le eccessive richieste scolastiche, i compiti a casa e le lezioni private hanno sul benessere emotivo e mentale dei bambini? “I bambini riferiscono di sentirsi stanchi. … Di fatto, quando viene chiesto loro a quali attività vorrebbero dedicare più tempo, quasi un bambino su due risponde di desiderare più tempo per dormire. Questa pressione eccessiva influisce anche sullo stato emotivo dei bambini: un quarto di loro si sente spesso triste e un terzo afferma di provare entusiasmo raramente o molto raramente. … L’ansia è il disturbo della salute mentale più diffuso tra i bambini. Seguono i disturbi emotivi e le difficoltà legate alla genitorialità — ad esempio, molti bambini vivono il divorzio dei genitori. Vi sono poi i disturbi dell’apprendimento, la dipendenza dagli schermi e persino l’abuso di sostanze e i tentativi di suicidio”, ha spiegato Gabriela Alexandrescu.
Tre quarti dei bambini trascorrono meno di cinque ore a settimana all’aperto – ovvero meno di un’ora al giorno – mentre il 13% non esce affatto. Gli schermi stanno guadagnando terreno: il 62% dei bambini trascorre almeno tre ore al giorno online e un quarto di loro supera le sei ore. Inoltre, più i bambini crescono, più tempo passano su Internet. Cosa stanno facendo i genitori al riguardo? “Solo un genitore su dieci limita il tempo che i figli trascorrono online utilizzando un’app. Un altro 25% ha dichiarato di imporre dei limiti a voce. Per quasi 8 ragazzi su 10 di età superiore ai 12 anni, i siti web visitati non sono soggetti ad alcuna restrizione da parte dei genitori. Quasi un quarto dei ragazzi ha persino ammesso di utilizzare app per nascondere la propria attività online, in modo che i genitori non si accorgessero che erano al computer invece di leggere o studiare”, ha spiegato sempre Gabriela Alexandrescu, Presidente esecutivo dell’organizzazione Save the Children.
Un terzo dei ragazzi non legge nulla al di fuori del programma scolastico e un terzo non pratica alcuna attività sportiva durante una settimana tipo. Come si può invertire questa tendenza? „Per quanto riguarda la lettura, la nostra indagine mirava a valutare quella svolta a scopo ricreativo. È emerso che il 30% dei bambini non dedica alcun tempo alla lettura al di fuori del programma scolastico e che, tra coloro che lo fanno, la maggior parte vi impiega meno di due ore a settimana. … Quanto alle attività all’aperto, la nostra indagine ha rivelato che il 75% dei bambini vi dedica meno di cinque ore a settimana: in media, meno di un’ora al giorno. …” , ha precisato Gabriela Alexandrescu.
Esistono differenze significative tra i bambini delle grandi città e quelli delle aree rurali in termini di pressione scolastica e tempo libero? Una ricerca di Save the Children ha evidenziato diverse differenze tra i bambini delle aree rurali e quelli delle grandi città. Ad esempio, varia il tempo dedicato ai compiti: mentre quattro studenti su dieci a Bucarest o nelle grandi città dedicano più di tre ore al giorno ai compiti, lo stesso vale solo per un terzo degli studenti delle zone rurali… Gabriela Alexandrescu, Presidente Esecutiva dell’organizzazione, ci ha illustrato le misure proposte da Save the Children. “Ritengo fondamentale prendere in seria considerazione le misure proposte direttamente dai bambini. … 1. Tempo per il riposo, gli hobby e la crescita personale. … Vogliamo un orario scolastico più equilibrato. 2. Aiuto per trascorrere meno tempo davanti agli schermi e più tempo in attività del mondo reale; in altre parole, avere delle alternative. … 3. Accesso al supporto psicologico. Per quanto riguarda il diritto alla protezione e alla sicurezza online, i bambini ci hanno detto di aver bisogno di programmi moderni di educazione digitale e che la sicurezza online venga trattata come una priorità nazionale. … Hanno inoltre bisogno di informazioni chiare sugli effetti di un uso eccessivo del telefono: informazioni rivolte sia ai bambini che ai genitori.”
L’indagine di Save the Children non punta il dito; al contrario, solleva una domanda che tutti noi — genitori, insegnanti e l’intera comunità — dovremmo porci: come possiamo restituire a bambini e adolescenti lo spazio per vivere la loro infanzia, per giocare e per stare insieme?