Hârlău, in provincia di Iaşi
Hârlău, una piccola città nella parte settentrionale della Moldavia, vanta una chiesa ortodossa che ha fatto da modello alle chiese della Bucovina, con affreschi sia all’interno che all’esterno. La chiesa di San Giorgio è un obiettivo che ricorda la corte principesca di Hârlău.
Ștefan Baciu, 22.09.2026, 07:00
Situata a circa 70 km da Iași, capoluogo dell’omonima provincia, la città di Hârlău è un punto di riferimento degli itinerari culturali e religiosi del nord della Moldavia. Nel Medioevo qui si trovò, per un certo periodo, la corte principesca della Moldavia, come testimoniano le rovine delle mura che circondano un monumento storico, la Chiesa di San Giorgio. La prima menzione documentaria della «fiera di Hârlău» si trova in un documento del 1384 che menziona il fatto che in questo luogo si trovava la residenza della signora Margareta Muşata, madre dei principi di Moldavia Petru I Muşat e Roman I Muşat. Il parroco, il dott. Dumitru Tincu, ci ha parlato dell’importanza storica di Hârlău: “Se esaminiamo i documenti della Moldavia, a parte Suceava, dove c’era la fortezza principesca, costruita da uno dei voivodi nati proprio qui a Hârlău, Petru I Mușat, i documenti successivi, in termini di numero, sono stati emessi da Hârlău, il che significa che il principe e il Consiglio principesco soggiornassero molto spesso qui a Hârlău. Ciononostante, oggi Hârlău è meno conosciuta. Il centro politico ed economico si spostò dapprima verso Suceava, sotto l’influenza polacca, poi verso Rădăuți e Siret. E in seguito, con l’affermarsi dell’influenza ottomana, si è spostato verso Iași. Il centro di Hârlău fu molto importante e rimase attivo finché la Moldavia restò sotto l’influenza ungherese. Qui si svolsero numerosi eventi, come le incoronazioni dei principi; qui furono firmati i migliori trattati della Moldavia. Vi faccio un esempio. A seguito della battaglia nei boschi di Cosmin, nel 1497, tra Stefano il Grande e Giovanni Alberto, il trattato fu firmato a Hârlău due anni dopo, nel 1499. È il miglior trattato che la Moldavia abbia mai avuto, con le clausole più favorevoli. Probabilmente qui, vicino a questa chiesa, dove sorgevano anche le dimore principesche, erano conservati i documenti firmati tra la Moldavia e i regni circostanti. Molti di questi trattati sono oggi pubblicati e li troviamo negli archivi della Moldavia. Sono chiaramente datati: «datum Bahlovia», vi è scritto, poiché un altro nome di Hârlău era Bahlovia. E, in base alla loro datazione, vediamo che i principi erano presenti a Hârlău soprattutto nel giorno di San Giorgio, il 23 aprile.” – ha detto Dumitru Tincu.
Il monumento emblematico è la chiesa di Hârlău, dentro la quale si trovano diverse tombe, tra cui una appartenente a un pittore greco, Gheorghe, proveniente da Trikala. È lui che ha dipinto la chiesa sia all’interno che all’esterno, e questo stile si è poi diffuso nelle chiese affrescate della Bucovina, alcune delle quali fanno parte del patrimonio dell’UNESCO. Purtroppo, la chiesa di Hârlău, che era in uno stato avanzato di degrado, ha perso gli affreschi esterni durante i lavori di restauro realizzati alla fine del XIX secolo.
La facciata della chiesa è stata ricostruita con mattoni a vista e dischi ceramici ed è stata riportata allo stato in cui si presenta oggi. Un ruolo importante nello sviluppo della Corte principesca di Hârlău lo ebbe il principe di Moldavia, Stefano il Grande (1457 – 1504), che ne intuì il ruolo strategico sulla mappa del principato. Il parroco, dott. Dumitru Tincu ha dichiarato: “Questa chiesa è dedicata a San Giorgio. Fu costruita nel 1492. Sotto l’attuale chiesa si trovano le rovine di altre due chiese. Una, in ordine cronologico di costruzione, è in stile romanico. Le rovine sono state scoperte durante gli scavi archeologici e saranno valorizzate nell’ambito di un progetto a cui stiamo lavorando attualmente. La seconda chiesa, in ordine cronologico di costruzione, risale probabilmente all’epoca di Stefano I Voivoda o di Alessandro il Buono. Il cronista Grigore Ureche riferisce che Stefano «sbarcò» a Târgu Hârlău nel 1486. Tuttavia, nell’iscrizione della chiesa si afferma che essa fu costruita nel 1492, il che significa che Stefano il Grande fece costruire due volte la Corte principesca di Hârlău.”
Nei due secoli successivi, con il progressivo declino della sua importanza, la Corte principesca cadde in rovina; le mura furono abbattute nel XIX secolo, quando gli abitanti utilizzarono la pietra per costruire case e pavimentare le strade. La chiesa di San Giorgio rappresenta oggi un obiettivo turistico, così come il Museo della Vigna e del Vino, situato a breve distanza. L’edificio che ospita il museo ha funzionato come ufficio postale per oltre un secolo.