La cintura verde di Bucarest
Bucarest, una delle capitali più congestionate d'Europa, sta muovendo passi concreti verso uno sviluppo urbano sostenibile grazie al progetto della "Cintura Verde".
Daniel Onea, 25.09.2026, 22:24
Bucarest, una delle capitali più congestionate d’Europa, sta muovendo passi concreti verso uno sviluppo urbano sostenibile grazie al progetto della “Cintura Verde”. L’iniziativa mira a creare un anello di vegetazione attorno alla città per contrastare l’inquinamento e gli effetti del cambiamento climatico. Concepito come una vera e propria “maschera a ossigeno” per una città soffocata dal traffico, il progetto prevede un investimento stimato di 50 milioni di euro. Secondo i documenti ufficiali, l’avvio delle principali operazioni di esproprio e di rimboschimento è previsto per il 2027, con un orizzonte temporale per la piena realizzazione che arriva fino al 2050. Oltre alla semplice piantumazione di alberi, il progetto punta a creare corridoi ecologici fondamentali e a tutelare le zone umide.
Ciprian Gălușcă, Direttore Esecutivo della Piattaforma per l’Adattamento Climatico, sottolinea la complessità di questa iniziativa e il suo ruolo fondamentale per il futuro dell’area metropolitana: “La Cintura Verde è un progetto tanto ambizioso quanto necessario. Si tratta di sviluppare una copertura vegetale che svolga un ruolo chiave nell’attenuare gli effetti negativi del cambiamento climatico, integrandosi in un piano di pianificazione territoriale complessivo per l’area metropolitana di Bucarest. Puntiamo inoltre a includere elementi che favoriscano le attività ricreative. Possiamo immaginare un futuro non troppo lontano in cui trascorrere un intero fine settimana nei pressi di Bucarest, all’interno di questa Cintura Verde. In estate, potremmo sfuggire all’effetto ‘isola di calore’ urbana rilassandoci a una distanza compresa tra i 30 e i 50 chilometri dalla città. Tuttavia, per dare vita a questa infrastruttura, è innanzitutto necessario un piano”.
Attualmente, quando si parla di “Cintura Verde”, ognuno ha una percezione leggermente diversa del concetto. Ciprian Gălușcă, Direttore Esecutivo della Piattaforma per l’Adattamento Climatico, afferma che i timori riguardo a un possibile arresto dell’economia causato da questo anello ecologico sono del tutto infondati. « Alcuni sindaci dell’area metropolitana, ad esempio, temono che un progetto del genere possa ostacolare lo sviluppo locale. Si tratta di un’idea errata: gli esempi provenienti dall’Europa occidentale dimostrano il contrario, mostrando come la creazione di infrastrutture di questo tipo abbia stimolato la crescita economica e gettato le basi per un’economia sostenibile. Un esempio concreto: la Cintura Verde potrebbe diventare un punto d’incontro dove i produttori locali e i residenti di Bucarest — visitando aree specifiche della cintura — possano fare acquisti. Potremmo raggiungere in bicicletta il bosco o uno dei laghi vicino alla città, fermandoci lungo il percorso in un mercato di prodotti locali. In altre parole, la priorità è definire una visione per questa cintura. A tal fine, è necessario il contributo di tutti gli attori coinvolti: autorità locali, imprese, residenti di Bucarest e comunità che vivono in prossimità dell’infrastruttura. Dobbiamo definire collettivamente la meta e le aspirazioni per la Cintura Verde, trattandosi di un processo a lungo termine che non si concluderà nel giro di uno o due anni. Possiamo prendere esempio da Vienna, che sviluppa le infrastrutture verdi attorno alla capitale da oltre un secolo. La Cintura Verde è un organismo vivo; abbiamo bisogno di una visione di sviluppo solida, chiara e coerente prima di passare alla fase di realizzazione. »
Le basi per questo progetto esistono già sul territorio, ma è necessario un approccio unitario per trasformarlo in una rete funzionale, osserva l’esperto di adattamento climatico. “Nella prima fase, partiamo dai circa 26.000 ettari di foresta nella provincia di Ilfov. Attualmente, queste aree non sono gestite secondo i criteri auspicati per una ‘Cintura Verde’, ovvero privilegiando la funzione sociale, la resilienza e l’adattamento climatico. È quindi necessario ripensare l’attuale modello di gestione forestale. C’è poi la rete di laghi e pascoli che, purtroppo, ha perso la sua connessione con le foreste. A causa dell’intensa espansione edilizia e dello sviluppo delle infrastrutture stradali nell’area metropolitana, dovremo trovare soluzioni per collegare tra loro queste zone naturali. L’obiettivo è renderle accessibili – in modo sostenibile – ai residenti locali e a tutti i cittadini dell’area metropolitana. Innanzitutto, dobbiamo garantire un’esperienza piacevole a chi visita questi luoghi. Disponiamo di aree naturali sufficienti per avviare questo progetto e sviluppare una visione, un piano operativo e un ente incaricato di gestire l’infrastruttura. In una fase successiva, potremo discutere di un ampliamento e di nuove campagne di rimboschimento”.
Modelli europei di successo dimostrano che è necessario accelerare le misure di tutela ambientale per salvaguardare il futuro dei grandi centri urbani, sottolinea Ciprian Gălușcă. “Proteggere la città è una priorità. Se vogliamo una Bucarest vivibile tra 20 o 30 anni – o forse anche prima – dobbiamo agire. Avremmo dovuto farlo già da tempo, ma ora è necessario muoversi molto più rapidamente. Ad esempio, in seguito alle ondate di calore letali dei primi anni 2000, Parigi ha attuato una serie di misure estremamente ambiziose: ha ampliato le aree verdi urbane e introdotto piani di risposta rapida per le ondate di calore. Oggi la città è molto più preparata rispetto a vent’anni fa. Non c’è bisogno di reinventare la ruota: la vegetazione, le foreste e le aree naturali all’interno e nei pressi dei centri abitati rappresentano le soluzioni migliori e più accessibili per adattarsi ai cambiamenti climatici”.
Il successo della Cintura Verde dipende da una stretta collaborazione tra tutte le parti interessate e dal coraggio delle autorità nel trasformare gli spazi naturali esistenti in una rete coerente. Si tratta di uno sforzo collettivo, fondamentale non solo per la qualità dell’aria, ma anche per la salute futura di tutti i residenti dell’area di Bucarest.