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La finanziaria per il 2019, contestata alla Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale della Romania esaminerà il 6 marzo prossimo la notifica inoltrata dal presidente il quale considera la finanziaria per quest’anno contraria alla Costituzione. Il capo dello stato sostiene, tra l’altro, che è stata adottata con la trasgressione del ruolo e degli attributi del Consiglio Fiscale e che nella scheda relativa al percorso legislativo del documento non si ritrova una dichiarazione di assunzione della responsabilità da parte della premier e del ministro delle finanze, come prevede la legislazione. In più, non sarebbero rispettati gli obblighi assunti dalla Romania nei confronti dell’UE, sarebbero trasgrediti alcuni diritti fondamentali e intaccati i principi del decentramento e della sussidiarietà.

La finanziaria per il 2019, contestata alla Corte Costituzionale
La finanziaria per il 2019, contestata alla Corte Costituzionale

, 25.02.2019, 14:12

La Corte Costituzionale della Romania esaminerà il 6 marzo prossimo la notifica inoltrata dal presidente il quale considera la finanziaria per quest’anno contraria alla Costituzione. Il capo dello stato sostiene, tra l’altro, che è stata adottata con la trasgressione del ruolo e degli attributi del Consiglio Fiscale e che nella scheda relativa al percorso legislativo del documento non si ritrova una dichiarazione di assunzione della responsabilità da parte della premier e del ministro delle finanze, come prevede la legislazione. In più, non sarebbero rispettati gli obblighi assunti dalla Romania nei confronti dell’UE, sarebbero trasgrediti alcuni diritti fondamentali e intaccati i principi del decentramento e della sussidiarietà.



Venerdì, Klaus Iohannis ha definito la finanziaria una “della vergogna nazionale”, non-realistica e sopravalutata. Il capo dello stato ha attaccato duramente il PSD — il principale partito della coalizione governativa — affermando che questo partito è incapace di governare la Romania e lo fa esclusivamente nell’interesse del leader socialdemocratico, Liviu Dragnea. Klaus Iohannis ha lamentato anche la mancanza di fondi per le comunità locali, gli ospedali regionali, l’istruzione e gli investimenti. Ha accennato pure ai cambiamenti nella giustizia, accusando il PSD di voler risolvere i fascicoli penali dei membri di partito tramite la politicizzazione della giustizia. In risposta, i socialdemocratici smentiscono le critiche del presidente e sostengono che le sue dichiarazioni siano elettorali e prive di una base reale.



I membri del Governo attirano l’attenzione che il ritardo nella promulgazione della finanziaria può influire negativamente sull’attività in più settori. La vicepresidente del PSD, Doina Pană: “Il Presidente contesta la finanziaria alla Corte Costituzionale affinché siano ritardati gli investimenti, affinché non possano essere aumentati gli stipendi e le pensioni, affinché i bambini non possano incassare gli assegni aumentati a cominciare dal 1° marzo e tutto quello che abbiamo previsto nella finanziaria. Solo tramite la Legge sui limiti massimali siamo riusciti a modificare il deficit di bilancio, in modo da trovare la fonte per poter aumentare gli assegni familiari.”



L’opposizione liberale considera invece che la decisione del presidente di attaccare alla CCR la finanziaria sia un’azione legittima e fondamentata. Il presidente del PNL, Ludovic Orban è del parere che la finanziaria non sia seria e non abbia alla base cifre reali. Ludovic Orban: “Abbiamo ammonito la coalizione governativa che questo budget è bugiardo, si basa su dati falsi e non è fondato sulle realtà economiche. Tutti questi ammonimenti del PNL sono stati ignorati dalla coalizione governativa che ha la maggioranza nel Parlamento. Hanno tracciato una bozza della finanziaria che non offre alcuna garanzia allo sviluppo della Romania e che rischia di far entrare il Paese in crisi.”



La finanziaria per il 2019 è basata su una crescita economica del 5,5%, un deficit del 2,76% e un PIL di mille miliardi di lei (circa 200 miliardi de euro).

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