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Modifiche della legislazione elettorale

Fra un anno, in Romania ci saranno elezioni amministrative e i cittadini eleggeranno i loro sindaci e decideranno la struttura dei consigli locali e provinciali. Anche i presidenti dei consigli provinciali verranno eletti di nuovo tramite il voto diretto dei cittadini, secondo un’ordinanza d’urgenza adottata, lunedì, dal governo. Stando all’esecutivo, aumenterà così la legittimità, la rappresentatività e, implicitamente, la responsabilità dei presidenti di consigli provinciali, che attualmente sono nominati dai consiglieri, in seguito ai negoziati tra partiti. Il vicepremier socialdemocratico Dan Suciu: La nostra intenzione è di portare i cittadini molto vicini all’atto decisionale. Quindi, la persona che ricopre una delle più importanti e rappresentative cariche nel distretto, quella di presidente del Consiglio Provinciale, deve essere eletta direttamente, tramite voto segreto, da tutti i cittadini, appunto per legittimare e responsabilizzare ogni esponente locale della provincia”.



A sostegno della misura, l’esecutivo di sinistra PSD — ALDE ha invocato una richiesta di cui afferma che è stata inoltrata da 30 presidenti di consigli provinciali, inclusi quelli dell’opposizione, ovvero tre quarti sul numero totale. Sempre dal PSD, Marcel Ciolacu, presidente della Camera dei Deputati, ha spiegato che la modifica poteva essere adottata solo tramite ordinanza d’urgenza, ai fini di poter essere applicata alle prossime elezioni. La modifica intempestiva della legge elettorale è stata criticata con veemenza. I presidenti dei consigli provinciali sono tra i vertici dei distretti e da loro dipende, in gran parte, l’erogazione di fondi ai comuni. È una carica alla quale ambiscono tutti i partiti politici, mentre la modifica della legge elettorale non farebbe altro che essere a vantaggio degli attuali presidenti dei consigli, è del parere il presidente Klaus Iohannis.



È una concessione che la premier Viorica Dăncilă avrebbe fatto ai baroni locali del PSD, ha detto il portavoce della Presidenza, Mădălina Dobrovolschi: Il PSD non ha capito nulla di queste elezioni (europee — n red), che ha perso con una percentuale catastrofica, e cerca di nuovo di agganciarsi alle ordinanze d’urgenza nel tentativo di cambiare le regole del gioco durante il gioco, una cosa inaccettabile”.



A causa della stessa ordinanza d’urgenza sono rivoltati anche i liberali, i quali hanno annunciato già che sollecitano all’Avvocato del Popolo di contestarla alla Corte Costituzionale. Sulla stessa posizione si piazza anche il presidente PRO Romania, Victor Ponta, il quale afferma che il PSD non ha capito che i romeni non vogliono più sistemazioni tramite ordinanze d’urgenza. Al recente referendum indetto dal presidente in contemporanea con le elezioni europee, la stragrande maggioranza dei romeni ha votato per il divieto dell’amnistia e della concessione della grazia nei casi di corruzione e per il divieto di emanare ordinanze d’urgenza in materia di giustizia. La decisione dell’esecutivo giunge dopo le elezioni europee, perse dal PSD a favore del PNL. I liberali saranno rappresentati nel Parlamento europeo da 10 eurodeputati, il PSD da 9, mentre l’Alleanza 2020 USR — PLUS, all’opposizione, da 8. PRO Romania, il Partito Movimento Popolare e l’UDMR avranno due eurodeputati ciascuno.

Modifiche della legislazione elettorale
Modifiche della legislazione elettorale

, 04.06.2019, 15:13

Fra un anno, in Romania ci saranno elezioni amministrative e i cittadini eleggeranno i loro sindaci e decideranno la struttura dei consigli locali e provinciali. Anche i presidenti dei consigli provinciali verranno eletti di nuovo tramite il voto diretto dei cittadini, secondo un’ordinanza d’urgenza adottata, lunedì, dal governo. Stando all’esecutivo, aumenterà così la legittimità, la rappresentatività e, implicitamente, la responsabilità dei presidenti di consigli provinciali, che attualmente sono nominati dai consiglieri, in seguito ai negoziati tra partiti. Il vicepremier socialdemocratico Dan Suciu: La nostra intenzione è di portare i cittadini molto vicini all’atto decisionale. Quindi, la persona che ricopre una delle più importanti e rappresentative cariche nel distretto, quella di presidente del Consiglio Provinciale, deve essere eletta direttamente, tramite voto segreto, da tutti i cittadini, appunto per legittimare e responsabilizzare ogni esponente locale della provincia”.



A sostegno della misura, l’esecutivo di sinistra PSD — ALDE ha invocato una richiesta di cui afferma che è stata inoltrata da 30 presidenti di consigli provinciali, inclusi quelli dell’opposizione, ovvero tre quarti sul numero totale. Sempre dal PSD, Marcel Ciolacu, presidente della Camera dei Deputati, ha spiegato che la modifica poteva essere adottata solo tramite ordinanza d’urgenza, ai fini di poter essere applicata alle prossime elezioni. La modifica intempestiva della legge elettorale è stata criticata con veemenza. I presidenti dei consigli provinciali sono tra i vertici dei distretti e da loro dipende, in gran parte, l’erogazione di fondi ai comuni. È una carica alla quale ambiscono tutti i partiti politici, mentre la modifica della legge elettorale non farebbe altro che essere a vantaggio degli attuali presidenti dei consigli, è del parere il presidente Klaus Iohannis.



È una concessione che la premier Viorica Dăncilă avrebbe fatto ai baroni locali del PSD, ha detto il portavoce della Presidenza, Mădălina Dobrovolschi: Il PSD non ha capito nulla di queste elezioni (europee — n red), che ha perso con una percentuale catastrofica, e cerca di nuovo di agganciarsi alle ordinanze d’urgenza nel tentativo di cambiare le regole del gioco durante il gioco, una cosa inaccettabile”.



A causa della stessa ordinanza d’urgenza sono rivoltati anche i liberali, i quali hanno annunciato già che sollecitano all’Avvocato del Popolo di contestarla alla Corte Costituzionale. Sulla stessa posizione si piazza anche il presidente PRO Romania, Victor Ponta, il quale afferma che il PSD non ha capito che i romeni non vogliono più sistemazioni tramite ordinanze d’urgenza. Al recente referendum indetto dal presidente in contemporanea con le elezioni europee, la stragrande maggioranza dei romeni ha votato per il divieto dell’amnistia e della concessione della grazia nei casi di corruzione e per il divieto di emanare ordinanze d’urgenza in materia di giustizia. La decisione dell’esecutivo giunge dopo le elezioni europee, perse dal PSD a favore del PNL. I liberali saranno rappresentati nel Parlamento europeo da 10 eurodeputati, il PSD da 9, mentre l’Alleanza 2020 USR — PLUS, all’opposizione, da 8. PRO Romania, il Partito Movimento Popolare e l’UDMR avranno due eurodeputati ciascuno.

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