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Coronavirus: Indagine sull’acquisto di vaccini

La Direzione Nazionale Anticorruzione di Bucarest sta verificando il modo in cui la Romania ha acquistato i vaccini anti-Covid. Ci sono sospetti di abuso d’ufficio e appropriazione indebita per sé o per altri, ma al momento nessuna delle persone indagate è sospetta o incolpata. Secondo la DNA, è in corso un’indagine preliminare sul reato. La Romania ha ricevuto finora 18,5 milioni di vaccini anti-Covid fra i quattro accreditati e ha ancora in deposito 3,7 milioni – ha precisato il coordinatore della campagna vaccinale nazionale. Il medico militare Valeriu Gheorghiţă ha aggiunto che l’acquisto da parte di tutti i Paesi dell’Unione Europea, la Romania compresa, è sottoposto alle procedure stabilite dalla Commissione di Bruxelles.



Il ministro delle Finanze, Dan Vîlceanu, afferma di non essere in possesso di informazioni relative ad acquisti di sieri anti-Covid oltre a quelli realizzati tramite il meccanismo messo a punto dalla Commissione Europea, a prezzi negoziati a livello comunitario. Invece, Vlad Voiculescu, ex ministro della Salute per circa cinque mesi, ritiene l’indagine benvenuta, affermando che la decisione di ordinare i vaccini è stata presa dal suo capo, il premier Florin Cîţu, e comunicata alla Commissione, senza tener conto del parere del Ministero della Salute.



L’ex ministro afferma inoltre che la Romania abbia ordinato in maniera “irragionevole” troppe dosi e sia stata poi costretta a vendere o a donare più milioni di vaccini di qualsiasi altro Paese europeo, non per ragioni umanitarie, ma perché altrimenti sarebbero scadute. “Se non sentissero di essere ingannati e mentiti costantemente, i romeni si fiderebbero forse di più di coloro che chiedono loro di vaccinarsi sempre più insistentemente e alzando la voce” — ha scritto ancora, su Facebook, Vlad Voiculescu.



I vaccini anti-Covid vengono acquistati in base ai contratti firmati dalla Commissione Europea con le compagnie farmaceutiche, mentre la quantità viene stabilita in base alla domanda di ciascuno stato membro. Il numero dei vaccini può essere aggiustato a seconda delle necessità. La pubblicazione online Hotnews ricorda che, a metà luglio, il premier Florin Cîțu dichiarava pubblicamente che la Romania aveva ordinato 120 milioni di dosi di vaccino anti-Covid per più anni.



Circa 5,4 milioni di persone sono state inoculate finora, mentre sui 18.5 milioni di vaccini già consegnati, quasi 2,1 milioni sono stati donati e oltre 2,2 milioni venduti. I beneficiari sono stati: Moldova, Serbia, Ucraina, Tunisia, Egitto, Vietnam, Corea del Sud e Danimarca. Inoltre, quasi 750 mila dosi sono scadute, mentre altre circa 178 mila scadono il 31 ottobre.

Coronavirus: Indagine sull’acquisto di vaccini
Coronavirus: Indagine sull’acquisto di vaccini

, 22.09.2021, 13:04

La Direzione Nazionale Anticorruzione di Bucarest sta verificando il modo in cui la Romania ha acquistato i vaccini anti-Covid. Ci sono sospetti di abuso d’ufficio e appropriazione indebita per sé o per altri, ma al momento nessuna delle persone indagate è sospetta o incolpata. Secondo la DNA, è in corso un’indagine preliminare sul reato. La Romania ha ricevuto finora 18,5 milioni di vaccini anti-Covid fra i quattro accreditati e ha ancora in deposito 3,7 milioni – ha precisato il coordinatore della campagna vaccinale nazionale. Il medico militare Valeriu Gheorghiţă ha aggiunto che l’acquisto da parte di tutti i Paesi dell’Unione Europea, la Romania compresa, è sottoposto alle procedure stabilite dalla Commissione di Bruxelles.



Il ministro delle Finanze, Dan Vîlceanu, afferma di non essere in possesso di informazioni relative ad acquisti di sieri anti-Covid oltre a quelli realizzati tramite il meccanismo messo a punto dalla Commissione Europea, a prezzi negoziati a livello comunitario. Invece, Vlad Voiculescu, ex ministro della Salute per circa cinque mesi, ritiene l’indagine benvenuta, affermando che la decisione di ordinare i vaccini è stata presa dal suo capo, il premier Florin Cîţu, e comunicata alla Commissione, senza tener conto del parere del Ministero della Salute.



L’ex ministro afferma inoltre che la Romania abbia ordinato in maniera “irragionevole” troppe dosi e sia stata poi costretta a vendere o a donare più milioni di vaccini di qualsiasi altro Paese europeo, non per ragioni umanitarie, ma perché altrimenti sarebbero scadute. “Se non sentissero di essere ingannati e mentiti costantemente, i romeni si fiderebbero forse di più di coloro che chiedono loro di vaccinarsi sempre più insistentemente e alzando la voce” — ha scritto ancora, su Facebook, Vlad Voiculescu.



I vaccini anti-Covid vengono acquistati in base ai contratti firmati dalla Commissione Europea con le compagnie farmaceutiche, mentre la quantità viene stabilita in base alla domanda di ciascuno stato membro. Il numero dei vaccini può essere aggiustato a seconda delle necessità. La pubblicazione online Hotnews ricorda che, a metà luglio, il premier Florin Cîțu dichiarava pubblicamente che la Romania aveva ordinato 120 milioni di dosi di vaccino anti-Covid per più anni.



Circa 5,4 milioni di persone sono state inoculate finora, mentre sui 18.5 milioni di vaccini già consegnati, quasi 2,1 milioni sono stati donati e oltre 2,2 milioni venduti. I beneficiari sono stati: Moldova, Serbia, Ucraina, Tunisia, Egitto, Vietnam, Corea del Sud e Danimarca. Inoltre, quasi 750 mila dosi sono scadute, mentre altre circa 178 mila scadono il 31 ottobre.

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