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Il Museo delle Uova di Vama, in Bucovina

Radio Romania Internazionale vi invita a scoprire museo speciale, il più grande del genere in Romania, unico come allestimento e valore degli oggetti esposti.

Il Museo delle Uova di Vama, in Bucovina
Il Museo delle Uova di Vama, in Bucovina

, 18.04.2019, 15:49

Radio Romania Internazionale vi invita a scoprire un museo speciale, il più grande del genere in Romania, unico come allestimento e valore degli oggetti esposti. Le collezioni del Museo delle Uova appartengono alla professoressa Letiţia Orşivschi, un’artista romena riconosciuta a livello nazionale e internazionale, rappresentante della Romania a fiere internazionali, saloni e mostre, pluripremiata a concorsi internazionali e collaboratrice di numerosi musei e istituzioni culturali nel Paese e all’estero. Ammirerete oltre 7000 uova dipinte, sia della Bucovina che dei più vari angoli del mondo. Quasi 3.500 di varie dimensioni, dipinte con tecniche e stili diversi, provengono da 82 Paesi di tutti e cinque i continenti, spiega Letiţia Orşivschi.

Vi si aggiungono le ben note e belle uova della Bucovina. Praticamente, il visitatore scopre un’evoluzione dell’uovo lungo il tempo. In Bucovina, una volta veniva adoperata la tecnica semplice, con un elemento unico, dominante, ma negli stessi colori della terra, che si trovano ancora in questa regione su tappeti e costumi tradizionali. I colori erano preparati da erbe, foglie di cipolla, barbabietola rossa e carbone. Scoprirete anche uova appartenute alla mia famiglia, vecchie dai 50 fino ai 100 anni. Erano uova piene e, non laccate, che lasciavano evaporare l’albume attraverso i pori del guscio e la coagulazione del tuorlo all’interno. Erano tenuti nelle case tradizionali soprattutto per i giorni di tuoni e fulmini. L’uovo benedetto a Pasqua veniva messo alle finestre per proteggere chi stava dentro dal male che poteva venire da fuori, spiega Letiţia Orşivschi.

La prima tecnica di dipingere adoperava tre bagni successivi di colori. Era usata principalmente nell’Europa orientale. Successivamente, in Bucovina, è emersa una tecnica speciale, aggiunge la curatrice del Museo delle Uova di Vama. In Bucovina, viene adoperata la seconda tecnica di decorare le uova con cera a rilievo. E’ unica al mondo. C’è un linguaggio di colori e motivi. Quando l’elemento è unico e dominante sull’intera superficie dell’uovo, il messaggio è per l’intera vita, ma è destinato ad un’unica persona. In Bucovina, gli elementi raddoppiati rappresentano la coppia, e triplicati la famiglia con i figli. Sul corpo delle uova sarà sempre raffigurato un simbolo di vita, rappresentato dall’elemento base, il rombo, che in Bucovina è viene chiamato fazzoletto. Significa la nascita, la maturità e la fine del ciclo della vita. La successione delle losanghe simboleggia la successione delle generazioni, il che ha ispirato Constantin Brâncuşi nella creazione della Colonna senza Fine. Secondo lo scultore, l’uovo è la madre di tutte le forme e l’infinito è solo la sua cintura, aggiunge Letiţia Orşivschi.

Prima c’erano solo i colori della terra, i colori del costume popolare, che, nella cultura della Bucovina, rappresentavano l’abbondanza, la prosperità, il frutto del lavoro umano. Successivamente,la tecnica si è diversificata ed è emerso un vero linguaggio dei colori.

Le piccole comunità attorno ai monasteri iniziarono a lavorare le uova nel colore dominante dei rispettivi affreschi. Così, apparvero i colori che durante l’occupazione austro-ungarica cominciarono ad essere tessuti sugli abiti popolari. Inoltre, per la prima volta, il tricolore veniva cucito sulla cintura del costume, al fine di dimostrare agli abitanti della Bucovina che appartenevano a questi luoghi. Il rosso ha sempre rappresentato il colore della divinità per la Bucovina, il giallo è il colore del benessere e della prosperità, e il blu simboleggia la pace dell’anima. Lungo il tempo, le donne hanno aggiunto anche il verde, il colore della vita e della salute, ma soprattutto la speranza, la speranza di rimanere sempre qui in Bucovina. È il verde di Sucevita. Inoltre, hanno cominciato anche a lavorare le uova multicolori, entrate, però, tardi nella nostra cultura, conclude la professoressa Letiţia Orşivschi.

Il Museo delle Uova di Vama è visitabile dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 18.00, e la domenica dalle 9.00 alle 14.00.

Foto: Iulia Opran/RRI
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