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Emergenza Covid-19: reazioni psicologiche

Decretato a metà marzo a causa della pandemia di COVID-19, lo stato di emergenza in Romania ha portato a varie misure restrittive applicate gradualmente.

Emergenza Covid-19: reazioni psicologiche
Emergenza Covid-19: reazioni psicologiche

, 15.04.2020, 08:00

Decretato a metà marzo a causa della pandemia di COVID-19, lo stato di emergenza in Romania ha portato a varie misure restrittive applicate gradualmente. Probabilmente la più impopolare è quella relativa alla libertà di circolazione che impone sia distanziamento sociale, che la riduzione drastica degli spostamenti. Inizialmente colpiti dalla paura del contagio, poi dalla paura dellisolamento domiciliare, i romeni, come, del resto, tutti gli europei, stanno attraversando una situazione unica, non riscontrabile più da generazioni. Le reazioni psicologiche individuali e di gruppo sono già state notate dagli specialisti che considerano normale un certo livello di allerta. Il sociologo Ciprian Grădinaru ha notato che, allinizio della crisi sanitaria, molti romeni sono stati colti da unondata di panico.



“Cè stata quella corsa alla spesa assolutamente inutile e allora sono scomparsi, in modo inspiegabile, prodotti come la carta igienica. I romeni hanno fatto scorte a lungo termine, ma la situazione è stata identica in tutto il mondo. Dapperttutto si fanno adesso battute sulla corsa allaccaparramento della carta igienica. Scomparsi anche i disinfettanti. Si fa fatica a trovare alcol denaturato. Rincarati anche i prezzi di certi prodotti a causa della speculazione che si manifesta in tempi di panico, ma anche a causa della crescita della domanda. In tutto questo periodo, la società nel suo insieme si è concentrata sulla crisi creata da questo virus. In una prima fase, prima dellistituzione delle misure di quarantena, credo che ci sia stata una confusione generale. Inclusivamente negli ipermercati cera un affollamento indescrivibile perchè tutti cercavano di fare scorte. Era, quindi, lambiente ideale per la diffusione del virus. Man mano abbiamo capito meglio di cosa si trattasse e ci siamo adattati: adesso facciamo la fila allingresso nei negozi. Questa confusione è, però, normale, in quanto si tratta di una situazione con cui nessuno di noi si è mai incontrato”, ci ha detto Ciprian Grădinaru.



Il panico ha, però, due conseguenze possibili: può fare del male, ma può fare anche del bene, in quanto diventiamo più cauti e più attenti alle informazioni diffuse dai medici e dalle autorità. Tra queste, si sono annoverate le decisioni che restringevano il diritto di spostamento, cosa che, però, non ha suscitato molte proteste, nota Ciprian Grădinaru. “Ci sono state istituzioni che hanno criticato queste decisioni, ma non cè stata una forte reazione sociale contraria proprio perchè ciascuna persona si rende conto che può essere colpita direttamente da questo virus. Mi aspetto che man mano che passa il tempo la gente si abitui allidea e che il livello di stress persino diminuisca.”



Le altre aspettative dei sociologi riguardano i cambiamenti che questa crisi sanitaria provocherà nella mente collettiva. “In modo chiaro qualcosa cambierà. Innanzittutto, a lungo termine, ci saranno cambiamenti anche nelleconomia e nel nostro diritto di circolare. Cambieranno probabilmente anche le abitudini di consumo. E nei due mesi passati in prevalenza in casa cambierà pure la percezione sullimportanza della vita sociale e familiare”, ha spiegato il sociologo Ciprian Grădinaru.



Cambiamenti ci saranno anche a livello individuale e si verificheranno contemporaneamente a meccanismi di gestione dellansia, spiega la psicologa Diana Stănculeanu. “Una certa dose di ansia è normale. È una risposta adattativa del cervello che ci dice che qualcosa non va e che abbiamo bisogno di prepararci. E sono queste emozioni di ansia e paura che rappresentano il motore di questi preparativi. È un primo passo verso laccettazione del fatto che non possiamo essere completamente rilassati in questo periodo. Andando oltre, è importante scoprire quali sono le attività che possiamo svolgere da casa per evitare un sovraccarico dello stato di ansia e non esserne sopraffattti oppure vivere stati di panico o disperazione. Da questo punto di vista, io raccomando di sviluppare una routine che ci aiuti ad avere un po di controllo e prevedibilità. Questa routine non devessere molto complicata ed è bene che contenga tutte le nostre abitudini di cura fisica e corporea. Ad esempio, abbiamo bisogno di cambiare i nostri abiti e non restare per tutto il giorno in pigiama. Inoltre, va aggiunta una routine per la cura della mente e dellanima, una serie di attività che dobbiamo svolgere per continuare la nostra vita professionale. Nellufficio a casa dobbiamo portare anche alcuni compiti di servizio, essendo, però, consapevoli che in questo periodo non possiamo funzionare entro i soliti parametri di efficienza. A tutto ciò va aggiunto il relax attraverso la lettura o i film. È importante avere attività che disciplinino il corpo, soddisfino la mente e lanima cosicchè possiamo restare in una zona gestibile delle angosce”, ci ha detto Diana Stănculeanu.



Cambiamenti di mentalità a lungo termine si intravvedono anche a livello individuale, ritiene la psicologa Diana Stănculeanu. “In mezzo alle tante attività che svolgevamo prima del distanziamento sociale e dellisolamento, ci proponevamo sempre di incontrarci con gli amici, di chiamare più spesso i genitori, di prendere più pause caffè per interagire con i compagni di lavoro. Erano cose della cui importanza eravamo consapevoli, ma che non facevamo per mancanza di tempo oppure non le facevamo costantemente. Ma, adesso, in isolamento, questi desideri diventano ancora più importanti. Giungiamo a rimpiangere la routine di socializzazione di prima e, di conseguenza, è importante ricordarcelo, affinchè, allorquando torneremo alla normalità, siamo consapevoli dellimportanza della socializzazione non solo teoricamente e la onoriamo anche tramite linterazione diretta e costante con le persone care. Fino allora è bene mantenere dei rituali digitalizzati perchè sono gli unici a disposizione in questo momento e farsi unabitudine del chiamarsi e vedersi, se si ha la possibilità tecnica, in questo modo con genitori, parenti e amici. Parlo del tipo di interazione che prima perdeva terreno davanti agli obblighi quotidiani”, ha precisato Diana Stănculeanu.



Secondo gli esperti di psicologia e sociologia, questa sarebbe una delle conseguenze desiderabili del periodo di distanziamento sociale: la valorizzazione dei contatti umani veramente importanti e la loro prioritizzazione davanti alle attività professionali, a volte, sopraffacenti.




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