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Alla scoperta della provincia di Buzău

Questa volta andiamo alla scoperta di una zona nel sud-est della Romania, all'interferenza delle province storiche di Valacchia, Moldavia e Transilvania: la provincia di Buzău, chiamata con orgoglio "una piccola Romania" per la diversità delle sue forme di rilievo.

I vulcanetti di fango / Foto: RRI
I vulcanetti di fango / Foto: RRI

, 17.01.2025, 18:55

Questa volta andiamo alla scoperta di una zona nel sud-est della Romania, all’interferenza delle province storiche di Valacchia, Moldavia e Transilvania: la provincia di Buzău, chiamata con orgoglio “una piccola Romania” per la diversità delle sue forme di rilievo. È una zona pittoresca, ma anche piena di leggende che ricordano tempi antichi e le sue attrazioni naturali sono uniche. Iniziamo a scoprirle insieme a Ruxandra Cernat, guida turistica. La prima tappa, i Vulcanetti di Fango. “Sono un fenomeno raro, perché la lava è fredda e nera e hanno la forma di un cono vulcanico. Si tratta di un fenomeno naturale specifico di questa zona di Buzău, e le emanazioni di gas dalle profondità della terra spingono infatti in superficie le acque sotterranee, le quali, immagazzinando l’argilla delle rocce che incontrano lungo il percorso, danno origine ai vulcanetti di fango. Si tratta dei cosiddetti Pâcle Mari, Pâcle Mici e Fierbătorea, dove l’acqua gorgoglia nei coni. La provincia di Buzău, dichiarata patrimonio dell’UNESCO, nel 2022, è facilmente raggiungibile in auto, che si può noleggiare a Bucarest. Bucarest è ovviamente un hub importante, che dispone dell’aeroporto internazionale Henri Coandă, quindi è facilmente raggiungibile da qualsiasi angolo del mondo.”

Nella zona montuosa della povincia di Buzau ci sono anche delle cascate molto belle. Tra cui, la cascata di Cașoca, che affascina i turisti indipendentemente dalla stagione. “Una delle cascate più belle di tutti i Carpazi romeni, la cascata Cașoca appare in alcuni documenti anche con il nome Prancea. Le acque cadono in una vasca profonda da un’altezza di otto metri. Il posto ha un fascino particolare in ogni stagione. È facilmente raggiungibile perché la strada è stata asfaltata, e i turisti scopriranno nelle vicinanze bancarelle con prodotti tradizionali tipici, marmellate e sciroppi naturali, creme cosmetiche, ma anche terapeutiche. Il posto è molto popolare non solo tra i fotografi, ma anche tra le giovani coppie che vogliono scattare lì le foto di matrimonio.”

Molto vicino alla cascata Cașoca ci sono il lago e la diga Siriu, con un belvedere assolutamente fantastico, come ci ha raccontato la guida turistica Ruxandra Cernat. “È la seconda diga della Romania ed è costruita interamente con materiali naturali provenienti da questa zona. I lavori sono durati quasi 20 anni. La strada statale venne leggermente deviata e gli insediamenti della zona furono trasferiti, ma questo progetto  garantì la fonte d’acqua per i paesi a valle. I viadotti e la strada tortuosa realizzati sono di straordinaria bellezza. La diga è alta 122 metri e lunga 570 metri, mentre il lago è lungo 11,5 km. Non è adatto per la balneazione, perché è profondo 120 metri.”

E dall’acqua passiamo al fuoco. “Le emanazioni di gas, quando arrivano in superficie dalle profondità della terra, fanno sì che al contatto con l’aria appaiano delle fiamme che bruciano continuamente. Forse più spettacolari di notte, le fiamme sono innescate dai raggi del sole. A volte sono alte, a volte molto basse. Dipende anche dalla pressione del gas dall’interno, ma anche dal tempo. Probabilmente nella stagione molto piovosa possono spegnersi temporaneamente, ma si può vedere l’acqua ribollire nei punti in cui i gas affiorano in superficie. L’intera area in cui si verifica questo fenomeno ha una superficie di 25 metri quadrati.”

Sempre nella provincia di Buzău c’è un museo unico in Romania. Il Museo dell’Ambra di Colți è dedicato all’ambra risalente a 40-60 milioni di anni fa. E’ una tappa d’obbligo per i turisti che arriva nella zona, secondo Ruxandra Cernat. “Sul territorio della Romania l’ambra è stata sfruttata per molto tempo, ora non più. È una gemma molto bella e preziosa, perché in questa resina di vari colori dal giallastro al bruno-rossastro si possono vedere piante e insetti che sono rimasti perfettamente incastonati durante queste decine di milioni di anni. Si dice che quando piove molto forte, la gente del posto possa ancora trovare pezzi di ambra nei letti dei fiumi. Il museo ci mostra tutti i modi in cui veniva sfruttata l’ambra in Romania, oltre a rare collezioni di gioielli. C’è anche una sala molto carina per gli appassionati di rocce e cristalli, un’esposizione di cristalli di questa zona.”

Ultimo ma non meno importante, si può fare un giro per i monasteri, che nel passato avevano anche ruolo difensivo. La fortezza-monastero di Bradu sarebbe la prima tappa proposta. “Si dice che da qui Michele il Bravo, colui che che uni’ per la prima volta i Principati romeni nel 1600, sarebbe partito per le battaglie di Şelimbăr. Sempre in questa zona si trova il Monastero di Măgura, del XVIesimo secolo e le cui icone sono dipinte dal famoso pittore Gheorghe Tătărăscu, maestro del grande Nicolae Grigorescu. E accanto al monastero, sul suo terreno, è stato allestito il Campo di scultura Măgura, intitolato al comune da cui venne portato il materiale per le sculture. Le sculture sono contrassegnate con codici QR, grazie ai quali si può vedere esattamente chi, quando e quale titolo ha dato alla scultura. È anche un posto molto carino per fare un picnic perché tutto avviene sulle colline con noci. Ci si piò fare una bella passeggiata anche d’inverno.”

La provincia di Buzău è diventata nota negli ultimi anni anche grazie a un progetto chiamato Slow Food Buzău, che promuove la gastronomia artigianale e il turismo culinario sostenibile nel Geoparco UNESCO della provincia di Buzău.

Foto: fb.com / Il Museo Nazionale della Bucovina
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