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Malcontento nel sistema educativo

I sindacalisti dell’istruzione romena sono oggi in sciopero bianco, scontenti delle proposte recentemente ipotizzate riguardo ad alcune misure di riduzione della spesa pubblica nel sistema.

foto: pixabay.com
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, 18.06.2025, 12:00

I sindacalisti del sistema educativo romeno sono in sciopero bianco, per esprimere il loro dissenso verso le proposte avanzate dai partiti parlamentari per ridurre il disavanzo, che secondo loro li colpirebbero direttamente. Martedì, si sono incontrati con il ministro dell’Istruzione, Daniel David, al quale hanno comunicato il loro rifiuto di qualsiasi taglio alla spesa pubblica che comporti ripercussioni sui redditi del personale docente.

Essi chiedono il mantenimento dell’attuale carico orario di insegnamento e considerano irresponsabile la proposta di aumentarlo a 8 ore al giorno, sostenendo che gli insegnanti sono già sovraccarichi di attività didattiche ed extracurricolari, di formazione continua e compiti amministrativi. Inoltre, i docenti ritengono che l’abbassamento della soglia salariale in base alla quale vengono assegnati i buoni vacanza e l’indennità di mensa porterà all’eliminazione di questi diritti per un numero significativo di dipendenti e provocherà un calodel potere d’acquisto, soprattutto per gli insegnanti all’inizio della carriera, per il personale didattico ausiliario e quello amministrativo.

I sindacalisti si oppongono anche alla riduzione del personale negli istituti nazionali di ricerca e sviluppo e nelle istituzioni dell’Accademia Romena. Infine, non sono d’accordo con l’eliminazione dell’indennità per il titolo scientifico di dottore di ricerca, misura che potrebbe ridurre il reddito di coloro che ne sono in possesso di circa 550 lei netti (quasi 110 euro).

Il presidente della Federazione “Spiru Haret”, Marius Nistor, ha spiegato che l’azione di protesta si svolge in scuole e licei, nelle istituzioni di istruzione superiore, nelle biblioteche universitarie centrali e negli istituti di ricerca. “Le persone indosseranno dei badge con slogan strettamente legati alle motivazioni della protesta. Le lezioni si svolgeranno regolarmente. La nostra azione non avrà alcun impatto sugli studenti. Non si tratta di compromettere gli esami in corso, ma una volta di più, la classe politica deve capire chiaramente: non si può continuare a prendere in giro all’infinito il sistema educativo. Se ignoreranno i nostri avvertimenti, non dimentichino che non è impossibile rivivere ciò che è accaduto nel 2023”, ha detto Marius Nistor.

A sua volta, il presidente della Federazione dei Sindacati Liberi dell’Istruzione, Simion Hăncescu, ha dichiarato che i sindacati non escludono uno sciopero generale, qualora non si trovino soluzioni alle loro richieste. “Abbiamo detto anche al presidente della Romania che ha tutti gli strumenti per intervenire, nel caso in cui constasti che chi prenderà le redini del governo adotterà misure sbagliate che danneggeranno il sistema educativo. Abbiamo detto che è possibile che l’inizio del prossimo anno scolastico sia perturbato da proteste, se verranno prese misure che colpiranno i nostri colleghi”, ha detto Simion Hăncescu.

Venerdì scorso, i sindacati dell’istruzione hanno pubblicato un comunicato con cui hanno espresso il loro disaccordo riguardo le misure che potrebbero essere adottate per ridurre il deficit di bilancio. Il ministro dell’Istruzione ha dichiarato in quell’occasione che il motivo del malcontento del personale docente deriva da un mix di aspetti irrilevanti, voci di corridoio e interpretazioni errate.

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