Il Governo romeno ha posto la fiducia sul primo pacchetto fiscale
L’esecutivo di Bucarest ha posto la fiducia sul primo pacchetto di misure fiscali di austerità.
Corina Cristea, 08.07.2025, 13:48
Con l’indesiderato primato di Paese con il più alto deficit di bilancio dell’UE – il 9,3% del PIL, la Romania si trova in una situazione che richiede l’urgente applicazione di misure di riequilibrio finanziario. Bruxelles, ma anche le agenzie di rating, stanno monitorando attentamente le mosse dei governanti di Bucarest, che hanno esaminato la situazione e le opzioni di ripresa e hanno deciso per il momento di porre la fiducia in Parlamento sul primo pacchetto di misure fiscali.
La Romania contrae ingenti prestiti ogni giorno per funzionare e, se non cessa, finiremo per essere etichettati come Paese non raccomandato per gli investimenti, ha avvertito il capo dell’esecutivo, Ilie Bolojan, che ha presentato lunedì in plenaria che cosa prevede il pacchetto fiscale: “Questo pacchetto mira principalmente ai seguenti aspetti: la riorganizzazione dell’imposta sul valore aggiunto. L’aliquota standard sarà del 21%, quella ridotta dell’11%, per generi alimentari di base, medicinali, legna da ardere, libri, fognature, energia termica e ospitalità, almeno temporaneamente. Il necessario aumento di alcune accise. Le accise aumenteranno del 10% su alcolici e carburanti. Aumenteranno anche le accise sui tabacchi. I pensionati che ricevono pensioni superiori a 3.000 lei dovranno pagare contributi all’assicurazione sanitaria, per la parte che supera la soglia menzionata. L’obiettivo è aumentare il numero di contribuenti alle assicurazioni sanitarie. Oggi abbiamo poco più di 6 milioni di contribuenti e oltre 16 milioni di beneficiari. Il sistema non può funzionare in queste condizioni. Tassazione dei grandi capitali. L’imposta sui dividendi dal 1° gennaio 2026 salirà al 16%. Gli utili aggiuntivi delle banche e delle società di giochi d’azzardo saranno tassati di più e le vincite ai giochi d’azzardo saranno soprattassate. Congelamento di alcune spese pubbliche. Nel 2026 non potremo più aumentare stipendi e pensioni nel settore pubblico. Non esiste più la capacità di finanziamento per questo. Anche le assunzioni e i bonus ingiustificati saranno limitati.”
Misure impopolari ma assolutamente necessarie, affermano i governanti, dato che quasi il 40% del deficit è generato da spese permanenti, in particolare stipendi, e la Romania è, d’altra parte, tra i Paesi con il gettito fiscale più basso dell’UE – inferiore al 30% del PIL, rispetto a circa il 40% dell’Europa Occidentale. “Saremo in una situazione migliore alla fine del prossimo anno”, afferma il premier, il quale ha inoltre annunciato che l’Esecutivo sta preparando un secondo pacchetto di misure che sarà presentato al Parlamento entro la fine del mese. Secondo Ilie Bolojan, le misure mirano alla riforma delle pensioni speciali, alla riforma delle compagnie statali, ma anche a quella dell’amministrazione locale e centrale. Per ora, il primo pacchetto fiscale sarà considerato adottato se, entro tre giorni, l’opposizione non inoltrerà una mozione di sfiducia contro il governo Bolojan, una mozione che dovrebbe essere anche approvata in Parlamento. Grazie al numero consistente di parlamentari della coalizione governativa, l’esecutivo non teme tuttavia di essere sciolto.