Inflazione in lieve calo in Romania
In Romania, il 2025 si è concluso con un tasso medio annuo di inflazione del 7,3%, dopo che l’indicatore ha registrato una lieve diminuzione alla fine dell’anno.
Daniela Budu, 15.01.2026, 11:16
L’inflazione in Romania ha segnato una leggera diminuzione alla fine del 2025, dopo aver superato la soglia psicologica a due cifre. Secondo i dati pubblicati mercoledì dall’Istituto Nazionale di Statistica, il tasso d’inflazione annuo nel mese di dicembre 2025, rispetto a dicembre 2024, è stato del 9,7%. Nell’intero anno passato, l’inflazione si è attestata al 7,32%, rispetto al 5,6% del 2024, con gli aumenti maggiori registrati nelle tariffe dei servizi, seguite dai prezzi dei beni non alimentari e da quelli dei generi alimentari.
Secondo l’INS, ai primi posti nella classifica dei rincari si collocano l’energia elettrica, con quasi il 61%, il trasporto ferroviario e il caffè, con circa il 24%, l’energia termica e il trasporto aereo, con aumenti superiori al 18% ciascuno. Se si guarda al mese di novembre 2025, quando la Romania era il paese con la più alta inflazione dell’Unione Europea, i dati dell’INS mostrano una lieve diminuzione dell’indicatore nell’ultimo mese dell’anno rispetto al mese precedente. Gli analisti finanziari affermano che stiamo assistendo all’inizio di un lento processo di riduzione dell’inflazione. Tuttavia, aggiungono, resta elevato il rischio di nuovi aumenti delle tasse nel corso di quest’anno, nel contesto degli sforzi del governo di Bucarest di ridurre il deficit di bilancio.
“Vediamo a dicembre la prima riduzione più consistente del tasso d’inflazione, anche se estremamente piccola, ma rispetto ai mesi precedenti più significativa. Assistiamo, di fatto, all’inizio di questo processo disinflazionistico, che sarà lento. Non dobbiamo aspettarci che l’inflazione scenda rapidamente e in modo marcato, ma che diminuisca lentamente, con risultati più importanti nella seconda parte di quest’anno. Abbiamo avuto aumenti delle tasse anche a partire da quest’anno. Per automobili, appartamenti e case tali aumenti non si riflettono nell’inflazione, perché non rientrano in alcuna componente, ma riducono chiaramente il potere d’acquisto. Invece, le accise sui carburanti, aumentate dal 1° gennaio, si rifletteranno nell’inflazione di gennaio. Dunque, la politica fiscale rimane il principale rischio. Noi del CFA Romania ci aspettiamo di arrivare a fine anno con un’inflazione compresa tra il 6 e il 7%, se non ci saranno nuovi aumenti fiscali significativi”, ha dichiarato a Radio Romania l’analista finanziario Adrian Codirlașu, presidente del CFA Romania, l’organizzazione dei professionisti degli investimenti del paese.
Secondo la più recente previsione della Banca Nazionale di Romania, l’inflazione annua dovrebbe ridursi in modo significativo a partire dal mese di agosto, dopo l’esaurimento degli effetti dell’aumento dell’IVA. Dovrebbe poi raggiungere il 3,7% alla fine di quest’anno e potrebbe rientrare nel target della Banca Nazionale, ossia 1,5–3,5%, solo nel primo trimestre del 2027.