Prelibatezze di Buzău
La provincia di Buzău si distingue per alcuni prodotti a denominazione d’origine, ciascuno con una storia legata alle sagre organizzate in un’area situata nell’est della Romania, caratterizzata da un intenso traffico commerciale, che collegava le tre grandi province storiche romene: Valacchia, Moldavia e Transilvania.
Ștefan Baciu, 18.02.2026, 13:30
Buzău è o può diventare un brand gastronomico? Se prendiamo in considerazione i prodotti che aggiungono in etichetta “di Buzău”, sembrerebbe proprio di sì. Esistono le ciambelle di Buzău, piccole, con un diametro di 7–8 centimetri, vendute “a filo”, cioè legate con uno spago e appese alla porta della panetteria. Sono preparate con impasto lievitato e cotte tradizionalmente in forni a legna su pietra. Pare che siano comparse all’inizio del XIX secolo, grazie ai mercanti greci stabilitisi nella zona. Queste ciambelle venivano offerte nelle taverne insieme alla bevanda ordinata.
Esistono anche due tipi di salsicce specifiche della zona: il babic di Buzău e le salsicce di Pleşcoi. Certamente prelibatezze simili a base di carne macinata sono state prodotte anche in altre aree, ma queste sono diventate famose proprio grazie alle sagre locali.
La più conosciuta era quella di Drăgaica, che si teneva a giugno. Documenti risalenti ai primi dell’Ottocentofanno riferimento ai prezzi ai quali venivano venduti il pastrami di pecora e le salsicce, prodotti provenienti dai villaggi di Berca e Pleşcoi. In origine, le salsicce di Pleşcoi erano preparate con carne di pecora, tritata con la mannaia, mescolata con grasso ovino e condita con aglio, timo e basilico. Il composto veniva insaccato in budelli sottili di pecora e successivamente affumicato. In seguito, nella ricetta è stata introdotta anche la carne bovina, in proporzione minore rispetto a quella ovina.
L’arrivo nella zona di Buzău di rifugiati di nazionalità bulgara e serba alla fine del XVIII secolo, a causa delle guerre russo-turche, modificò anche la ricetta delle salsicce. Essi si stabilirono nella zona, dove continuarono a fare ciò che sapevano fare meglio: coltivare ortaggi.
La loro preferenza per l’uso del peperoncino rosso piccante portò alla trasformazione della ricetta delle salsicce di Pleşcoi. Così sarebbe nato il babic di Buzău o babic serbo di Buzău, preparato però non con carne di pecora o di manzo, bensì con carne di maiale, probabilmente come forma di opposizione simbolica agli ottomani.
Il metodo di preparazione del babic è simile a quello delle salsicce di pecora: la carne di maiale, di solito coscia, viene tritata con la mannaia. Si aggiunge il sale, poi si condisce con paprika dolce e piccante; il composto viene insaccato in budelli più spessi e modellato in forma di salsiccia. Le salsicce vengono lasciate asciugare, poi affumicate e infine pressate, assumendo una forma piatta. Successivamente vengono lasciate essiccare.
Per abbreviare il processo di essiccazione, la ricetta è stata modificata includendo anche carne bovina nella composizione. Nella zona di Buzău si prepara anche una minestra di babic, ricca di verdure e, naturalmente, con fettine di salsiccia tagliate molto, molto sottili. Buon appetito!