Il "Babic di Buzău" ha ottenuto un riconoscimento europeo con la sua iscrizione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Diventa il 17º prodotto romeno protetto nello spazio comunitario, che beneficia della certificazione di Indicazione Geografica Protetta (IGP).
I piselli rappresentano una delle tentazioni gastronomiche all'inizio dell'estate, quando si possono trovare anche sui banchi dei mercati in Romania.
Sono arrivate le ciliegie, perciò vi proponiamo un dessert tipico. Occorrono circa 250 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, un bicchiere di latte, 50 grammi di burro o margarina, due uova, lievito per dolci e, naturalmente, ciliegie snocciolate.
La polenta, chiamata in romeno “mămăligă”, è considerata un piatto tradizionale romeno, che in passato sostituiva il pane nelle zone rurali più povere o presso gli ovili situati sui pascoli montani, dove non esistevano le condizioni necessarie per la panificazione. La troviamo, con nomi diversi, in tutta l’area balcanica e nello spazio geografico della Romania, ma anche in Italia e in alcuni paesi dell’America del Sud. Abbinata a formaggi, carne o verdure, la polenta è presente in numerose pietanze della gastronomia romena.
Colazione dei ritardatari o sostituto occasionale del panino, la ciambella fa parte della cultura gastronomica dei romeni, che la chiamano “covrig”. A volte fanno la fila per comprare una ciambella semplice, con semi di papavero o con sesamo.
Lo stufato di pollo e salsa di pomodoro della cucina tradizionale romena, chiamato “ostropel”, può essere preparato in poco tempo e senza utilizzare molti ingredienti.
Una settimana prima di Pasqua, nella Domenica delle Palme, per i cristiani ortodossi, che quest’anno celebrano la Pasqua il 12 aprile, è permesso il consumo del pesce. Tra i piatti tradizionali della primavera si trovano anche quelli a base di alosa.
Il 25 marzo si celebra l’Annunciazione, festa importantissima del calendario cristiano. Il giorno dell’Annunciazione e quello della Domenica delle Palme sono gli unici durante la Quaresima in cui i cristiani ortodossi praticanti hanno il permesso di consumare pesce. Ecco alcune idee per i pasti di queste ricorrenze.
Il cavolo fermentato viene utilizzato sia nei piatti del periodo delle festività invernali, sia durante la primavera, durante la Quaresima, quando si preparano piatti di magro.
Durante la Quaresima, ad eccezione di alcuni giorni in cui è consentito il consumo di pesce, i fedeli ortodossi mangiano esclusivamente cibi di origine vegetale.
La provincia di Buzău si distingue per alcuni prodotti a denominazione d’origine, ciascuno con una storia legata alle sagre organizzate in un’area situata nell’est della Romania, caratterizzata da un intenso traffico commerciale, che collegava le tre grandi province storiche romene: Valacchia, Moldavia e Transilvania.
La Transilvania è caratterizzata, dal punto di vista gastronomico, da piatti ricchi di grassi, influenzati dalla cucina austriaca e ungherese. In alcune minestre viene aggiunto il dragoncello, una pianta aromatica arrivata con tutta probabilità tramite la comunità sassone.
Il cavolo sposa molto bene la carne nella cucina romena. La verza tritata, dolce o in salamoia, viene abbinata a carne di maiale, di pollo, di tacchino o persino al pesce. Dalle foglie di verza e dalla carne macinata risultano le “sarmale”, piatto rappresentativo della cucina romena.
La gelatina di maiale, chiamata in romeno “piftie”, è uno dei piatti tipici delle festività invernali, immancabile dal menu di Natale o di Capodanno. Per l’Epifania c’è la tradizione di mangiare gelatina di maiale e grano bollito, accompagnate da vino rosso.
Il pan di zenzero, in romeno “turtă dulce”, si trova tra i dolci offerti ai bambini in questo periodo. In molti Paesi è un dessert tipico delle feste invernali, avendo talvolta anche il ruolo di decorare l’albero di Natale. In Romania, il pan di zenzero trova posto anche negli stivaletti dei bambini per San Nicola.