Il cavolo sposa molto bene la carne nella cucina romena. La verza tritata, dolce o in salamoia, viene abbinata a carne di maiale, di pollo, di tacchino o persino al pesce. Dalle foglie di verza e dalla carne macinata risultano le “sarmale”, piatto rappresentativo della cucina romena.
La gelatina di maiale, chiamata in romeno “piftie”, è uno dei piatti tipici delle festività invernali, immancabile dal menu di Natale o di Capodanno. Per l’Epifania c’è la tradizione di mangiare gelatina di maiale e grano bollito, accompagnate da vino rosso.
Il pan di zenzero, in romeno “turtă dulce”, si trova tra i dolci offerti ai bambini in questo periodo. In molti Paesi è un dessert tipico delle feste invernali, avendo talvolta anche il ruolo di decorare l’albero di Natale. In Romania, il pan di zenzero trova posto anche negli stivaletti dei bambini per San Nicola.
Dal 14 novembre, per i cristiani ortodossi è iniziato il Digiuno della Natività. Rispetto alla Quaresima, è un periodo più leggero, poiché prevede il permesso di consumare pesce il sabato e la domenica, ma anche in altri giorni di festa.
Nonostante la concorrenza con hamburger e altri prodotti simili di tipo fast food, le chiftele (polpette) restano ancora tra i piatti preferiti dei romeni. Sono preparate con carne macinata o con verdure, hanno una forma rotonda, appiattita o allungata e vengono fritte in olio, in padella o nel paiolo. Possono essere servite sia come antipasto, sia come piatto principale, accompagnate da salsa e contorno.
Poiché le prugne violacee, dolci e succose, si trovano in abbondanza nei mercati agroalimentari della Romania, vi proponiamo due varianti di dolce con questo frutto autunnale.
Anche se è raramente presente nelle dispense o nei negozi, la confettura di anguria viene preparata anche in Romania. È un processo laborioso e il risultato può sembrare scoraggiante, poiché da un’anguria grande si ottiene una quantità ridotta di confettura.
Servono quattro melanzane, una cipolla, quattro cucchiai di olio, sale e pepe.