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Quattro anni di guerra in Ucraina

L’aggressione ingiustificata e non provocata della Russia contro l’Ucraina è entrata nel quinto anno.

Foto: LukasJohnns / pixabay.com
Foto: LukasJohnns / pixabay.com

, 24.02.2026, 11:46

Il compimento di quattro anni dall’avvio, da parte di Vladimir Putin, dell’invasione su larga scala dell’Ucraina trova Mosca e Kiev ancora lontane dalla pace attesa da tutti. Con lo stallo sulla linea del fronte e il ritorno al potere del presidente americano Donald Trump, l’attenzione si è spostata sui negoziati volti a determinare le due parti a firmare un accordo di pace. Un accordo che, tuttavia, sembra impossibile da concretizzare: il punto delicato riguarda le cessioni territoriali richieste da Mosca e respinte da Kiev con la stessa fermezza.

 

Nel frattempo, quella che il leader del Cremlino definiva nel 2022 “un’operazione militare speciale” si è trasformata in un conflitto di logoramento, con ampie implicazioni militari, economiche e umanitarie. Un bilancio realizzato dal Centro per gli Studi Strategici e Internazionali stima che, sebbene le cifre ufficiali fornite dalle due parti siano molto più basse, il numero totale delle perdite militari combinate — morti, feriti o dispersi — per le forze ucraine e russe si collocherebbe tra 1,8 e 2 milioni di persone, con due terzi delle vittime tra le forze russe.

 

I monitoraggi dell’ONU indicano oltre 15.000 vittime civili confermate. A tutto ciò si aggiungono quasi 4 milioni di rifugiati all’interno dell’Ucraina e quasi 6 milioni di ucraini partiti all’estero. Una parte si trova in Romania che, in quanto membro dell’UE e della NATO, ma anche come paese confinante, è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio del conflitto.

 

A Bucarest, la Camera dei Deputati ha osservato un momento di raccoglimento in memoria dei cittadini ucraini uccisi nel conflitto. Per segnare il compimento di quattro anni di guerra ingiustificata e non provocata in Ucraina, diverse organizzazioni civiche hanno organizzato eventi pubblici in varie città della Romania, mentre a Constanța (sud-est) i rifugiati ucraini hanno commemorato le vittime della guerra, riaffermando la loro fedenella giustizia e in un futuro vissuto in pace e ringraziando la Romania per il sostegno umanitario e militare offerto.

 

I quattro anni dall’inizio della guerra hanno significato per la Romania un terremoto economico caratterizzato da un’inflazione elevata, pressioni di bilancio e costi energetici importanti, ma anche un riposizionamento strategico che ha trasformato il Paese in un fondamento logistico ed energetico nell’Europa orientale, afferma il consulente economico Adrian Negrescu. Il problema più grande è stato quello generato dall’inflazione, causata dall’esplosione dei prezzi dell’energia, che ha agito come una tassa nascosta sui redditi della popolazione, erodendo il potere d’acquisto.

 

Secondo lo specialista, la buona notizia è che la vicinanza al fronte non ha allontanato il capitale straniero: gli investitori hanno cercato la stabilità garantita dalla NATO, ritirandosi dalla Russia e dall’Ucraina e rilocalizzando capacità produttive nei Paesi vicini e sicuri. Attualmente, aggiunge l’analista economico, la Romania ha davanti a sé un’opportunità storica: diventare la piattaforma logistica per il processo di ricostruzione dell’Ucraina, un affare stimato in 1.400 miliardi di dollari.

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