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Deficit di bilancio in calo

Nel 2025, il deficit del bilancio di stato in Romania è diminuito di un punto percentuale rispetto a quello dell’anno precedente.

Photo: jarmoluk / pixabay.com
Photo: jarmoluk / pixabay.com

, 28.01.2026, 12:24

Dalla metà dello scorso anno, la gente comune è costretta ad affrontare misure di austerità dure ed estremamente impopolari, per un enorme deficit di bilancio, il più alto dell’Unione Europea, a causa del quale la Romania rischierebbe di essere declassata dalle agenzie finanziarie internazionali nella categoria “junk”, cioè non raccomandata agli investimenti. Almeno finora, questo scenario è rimasto solo sulla carta. Tuttavia, il 13 febbraio la Fitch dovrebbe pubblicare la propria decisione sul rating della Romania, da cui dipende anche il livello dei tassi di interesse ai quali il governo si indebita sui mercati esteri.

In questa prospettiva, il ministro delle Finanze, Alexandru Nazare, ha comunicato che Bucarest punta non solo al mantenimento dell’attuale rating, ma anche, nel periodo successivo, al miglioramento delle performance e della valutazione. Le autorità romene hanno presentato all’agenzia Fitch le misure che hanno permesso la correzione del deficit di bilancio al di sotto dell’obiettivo assunto nei confronti della Commissione Europea. Più precisamente, il 2025 si è concluso con un deficit di bilancio cash, ossia una differenza tra il livello totale delle spese e quello delle entrate, di poco superiore a 146 miliardi di lei (circa 29 miliardi di euro), pari al 7,65% del Prodotto Interno Lordo. Si tratta quindi di una riduzione del deficit di oltre un punto percentuale rispetto a quello registrato nel 2024, ma anche rispetto a quello assunto con la Commissione Europea, pari all’8,4%.

Il ministro Alexandru Nazare spiega questi risultati attraverso gli investimenti significativi finanziati da fondi europei non rimborsabili e mediante misure di disciplina fiscale. Inoltre, l’aumento delle entrate di bilancio, anche a seguito degli incrementi fiscali, ha contribuito alla registrazione di un deficit di bilancio più contenuto. In questo senso, gli incassi derivanti dall’imposta sui salari e sui redditi hanno registrato una crescita di quasi il 20% rispetto al 2024, mentre quelli dell’imposta sugli utili, dell’IVA e dei contributi alla previdenza hanno segnato aumenti superiori al 10% ciascuno.

D’altra parte, anche le spese sono aumentate, comprese quelle per l’assistenza sociale e per beni e servizi, così come le spese per il personale, queste ultime leggermente ridotte in termini di percentuale del PIL. Le spese per gli interessi hanno superato, lo scorso anno, i 50 miliardi di lei (10 miliardi di euro), mentre quelle per gli investimenti hanno raggiunto i 138 miliardi di lei (circa 28 miliardi di euro).

Le misure amministrative ferme adottate nella seconda metà dello scorso anno e la rinegoziazione del PNRR hanno portato a questa performance, che ha permesso anche lo stanziamento di somme record per gli investimenti, ha detto il ministro delle Finanze, ricordando che la Romania continua a pagare interessi elevati sui prestiti di cui ha bisogno per coprire spese che, negli ultimi anni, superano in modo significativo le entrate. Sebbene la situazione sia migliorata rispetto all’anno scorso, qualsiasi governo arriverà a tenere le redini del paese – ha aggiunto Alexandru Nazare – dovrà gestire una situazione difficile, a causa dell’elevatissimo debito pubblico.

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