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La via Colțea della vecchia Bucarest

Ogni grande città ha un chilometro 0 da cui inizia simbolicamente e fisicamente la misurazione delle distanze e l’organizzazione dello spazio urbano. Questo chilometro 0 di Bucarest si trova sulla vecchia via Colțea, dove sembra che sia nata l’attuale Bucarest.

Virgil Madgearu
Virgil Madgearu

, 25.10.2024, 11:12

Ogni grande città ha un chilometro 0 da cui inizia simbolicamente e fisicamente la misurazione delle distanze e l’organizzazione dello spazio urbano. Questo chilometro 0 di Bucarest si trova sulla vecchia via Colțea, dove sembra che sia nata l’attuale Bucarest.

Tra il 1703 e il 1707, il comandante dell’esercito Mihail Cantacuzino fece costruire un ospedale e una scuola sulla tenuta di Colțea Doicescu, incaricato dell’approvvigionamento della corte principesca. Il nome di questo grande boiardo è rimasto fino ad oggi nella topografia della città, costituendo un punto di riferimento fondamentale. La tenuta di Colțea si stendeva a nord dell’attuale chilometro 0 e su di essa fu costruito il centro dell’odierna Bucarest. A partire dalla fine del XIX secolo, la tenuta venne sistematizzata e una strada laterale dell’odierno viale Brătianu, tra l’ospedale e la chiesa di San Giorgio dove si trova il monumento del chilometro 0, si intitola ancora “strada Colței”, una piccola reliquia urbana di quella che era stata quasi 150 anni fa.

Su quella che un tempo era l’antica via Colțea, con la sua famosa torre situata al centro dell’odierno viale Brătianu, torre demolita nel 1888, è nata l’asse centrale dell’attuale Bucarest, all’incrocio degli attuali viali Carol ed Elisabetta, in direzione est-ovest, e Brătianu e Magheru, in direzione nord-sud. La strada Colței avrebbe aiutato la nuova Bucarest a respirare meglio alleggerendo Calea Victoriei, la prima asse nord-sud della capitale.

Il museografo Cezar Buiumaci del Museo del Municipio di Bucarest è responsabile del progetto sulla memoria dell’antica via Colțea. Con una mappa davanti agli occhi, è molto più semplice seguire il percorso di una volta della famosa strada. Ma Buiumaci fornisce tutti i dettagli che aiutano a costruire una mappa mentale facendo uso delle opere d’arte degli artisti del XIX secolo che hanno dipinto la via Colțea della vecchia Bucarest. Dal palazzo Suțu, di fronte alla chiesa Colțea, con l’aiuto dell’immaginazione, tutto prende forma più chiaramente: “Qui siamo sul vialetto di Colțea, di fronte c’è la chiesa Colțea, c’erano i bassifondi e la torre di Colțea, tutto ciò si trova oggi nel cuore della città, ma ad un determinato momento erano in periferia. Questa strada tortuosa è la via Colțea. Qui c’erano la Corte Reale, la locanda Colțea, la torre Colțea, noi ci troviamo qui, una strada che partiva dalla Piazza San Giorgio, dalla chiesa di San Giorgio, dall’incrocio con la via Lipscani, e finiva in via Clemenței. Finiva laddove oggi si trova la via C. A. Rosetti.”

Una passeggiata a piedi per Bucarest aiuta ancora di più a ripristinare la memoria dell’antica via Colțea. Cezar Buiumaci ci ha raccontato fino a dove è arrivata ad estendersi Bucarest a partire dalle nuove assi tracciate ai tempi del sindaco Pache Protopopescu, un nome che va menzionato: “Qui, dove finiva la via Colțea, terminava anche la città. Era la zona periferica dell’attuale strada che parte dalla Stazione Ferroviaria Nord, prosegue sulla strada Titulescu e arriva a Piazza Victoriei. Si prosegue su Iancu de Hunedoara, sulla strada Ștefan cel Mare e così via, è la strada che circonda la città, una strada periferica costruita sul modello di quelle francesi. Come era la via Colței una volta progettata? Ciò avvenne nella seconda metà del XIX secolo, verso la fine, quando fu costruito il viale, l’asse est-ovest che collegava le zone di Obor e Cotroceni. Fu il primo viale, non aveva nemmeno un nome, si chiamava il Viale, era l’unico. E su di esso furono costruiti gli edifici più importanti del giovane Stato romeno come i ministeri, il Ministero dell’Agricoltura, il Ministero della Guerra. Di fronte c’è l’ospedale, il primo della Valacchia, c’è l’Università, con la Piazza dell’Università che si trova di fronte all’edificio dell’Università. Era quella piazza semicircolare dove troviamo le statue disposte come in un pantheon nazionale. Il viale venne allestito così perché qui venivano organizzate le sfilate del 10 maggio, festa nazionale.”

La Bucarest del Regno di Romania sotto la corona e lo scettro del re Carol I stava diventando una città sempre più europea. Cezar Buiumaci segnala solo alcuni dei punti di riferimento essenziali che appaiono sui nuovi viali che emergono dalla via Colțea: “La statua di Michele il Bravo fu collocata lì nel 1874, 150 anni fa. Risale a quel momento la dichiarazione di Carlo I, che si assumeva l’unione di tutti i romeni sotto il suo regno, ci furono anche dichiarazioni di indipendenza e unificazione che Carlo fece durante il suo regno. Più avanti ci sono alcune istituzioni abbastanza importanti, tipografie, c’è il Circolo Militare, di fronte c’è un albergo, il Grand Hotel du Boulevard, un albergo che prende il nome dal viale, cioè era il grande albergo sul viale. Poi abbiamo altre istituzioni importanti, il Consiglio direttivo degli ospedali civili, una serie di istituzioni militari, la Casa delle Donazioni, e poi la Gazzetta Ufficiale, ma anche il Parco Cișmigiu e una serie di ristoranti e le sale dove si facevano proiezioni grazie all’invenzione dei fratelli Lumière.”

La via Colțea della vecchia Bucarest non è più visibile oggi, ma è quella che ha dato vita alla città. E le fonti iconografiche dell’epoca la mantengono ancora viva.

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