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ʺLa Romania senza violenzaʺ

Nel Parlamento di Bucarest è stata istituita una commissione speciale per contribuire a inasprire la legislazione in materia di violenza domestica.

Sursa foto: Annie Spratt / unsplash.com
Sursa foto: Annie Spratt / unsplash.com

, 25.09.2025, 08:00

Recentemente, è stata istituita per la prima volta nel Parlamento di Bucarest, nel contesto dell’elevato numero di casi di violenza, in generale, e domestica, in particolare, la commissione speciale “La Romania senza violenza”. L’iniziativa è stata sostenuta da tutti i gruppi parlamentari. La commissione, infatti, comprende 25 rappresentanti di tutti i partiti rappresentati in Parlamento. Per un anno, con possibilità di proroga, analizzerà la legislazione in materia, approverà le iniziative in discussione o proporrà miglioramenti alle leggi in vigore, inclusa l’introduzione di pene più severe. Saranno invitati a esprimere il proprio parere sull’argomento rappresentanti delle autorità pubbliche, della magistratura, del mondo accademico, di organizzazioni non governative e internazionali accreditate con esperienza nella prevenzione e nella lotta alla violenza domestica, nonché le vittime di violenza domestica. Ma lasciamo che sia l’ideatrice del progetto, la deputata del PSD Silvia Mihalcea, a spiegare di cosa si occuperà la commissione: ʺQuesta commissione speciale sarà il laboratorio attraverso il quale il Parlamento analizzerà e migliorerà la legislazione esistente, collaborerà con organizzazioni non governative, istituzioni statali, esperti e porterà le buone pratiche europee al dibattito pubblico. Saranno proposte soluzioni concrete per la protezione delle vittime. In questa sede verrà discusso anche il progetto relativo alla criminalizzazione del femminicidio, un passo estremamente importante per il riconoscimento e la sanzione di questa grave forma di violenza.ʺ

L’urgenza di istituire questa commissione – ha affermato la deputata Alina Gorghiu, che la guiderà – è confermata dagli oltre 70mila casi di violenza denunciati nei primi otto mesi di quest’anno, dagli oltre 30 casi di femminicidio dall’inizio del 2025 e da un aumento di oltre il 110% del mancato rispetto degli ordini di protezione negli ultimi quattro anni. I dati Eurostat mostrano che oltre il 25% delle donne in Romania, più del doppio della media dell’Unione Europea di quasi l’11%, ha subito violenza fisica dai propri partner e quasi il 49% delle donne romene che hanno mai avuto un partner ha subito almeno una volta nella vita qualche tipo di violenza: verbale, psicologica, fisica, sessuale, economica, sociale, spirituale o informatica. Alina Gorghiu: “Da oggi vi assicuro che non nasconderemo più la violenza sotto il tappeto, che il Parlamento, attraverso questa commissione, sarà la voce delle vittime, sarà la voce della società civile, sarà la voce delle donne e dei bambini abusati dai familiari, dai partner, dai coniugi, dai propri cari, dalle persone a cui tengono di più.”

Dedicata alla lotta contro la violenza domestica e al sostegno alle vittime è anche la Carovana “Romania senza violenza”, il cui primo evento ha riunito, l’11 settembre, a Snagov, vicino a Bucarest, politici, rappresentanti della società civile e vittime. In questa occasione, il Vice Primo Ministro e Ministro dell’Interno, Cătălin Predoiu, ha affermato che la lotta per combattere la violenza domestica deve rappresentare una priorità nazionale, indicando diverse direzioni in cui sono state intraprese azioni per preparare gli agenti di polizia a tali casi. Cătălin Predoiu ha sottolineato: “Non credo che la questione tecnica sia la più importante. Questo è compito delle istituzioni, del Parlamento, dei governi e così via. Credo che ciò a cui dovremmo puntare, qui, insieme – semplicemente le persone interessate a questo fenomeno, questa piaga sociale, una piaga per l’anima, se vogliamo, della nazione, ovvero la violenza contro le madri, le donne, i bambini, gli anziani – sia rimanere uniti, continuare il dialogo e la cooperazione tra istituzioni pubbliche e aziende private, associazioni governative, influencer, psicologi, specialisti, madri e mogli, signori e signore… e quanti più uomini possibile per sollevare questo problema in modo strutturato, con perseveranza e mettere insieme tutte le risorse che abbiamo, ognuno dove ci troviamo, consapevoli che si tratta di un problema nazionale. E puntare a qualcosa che non credo sia irraggiungibile: eliminare questo problema almeno nei prossimi anni”.

La carovana “Romania senza violenza” farà tappa in tutte le province del Paese e a Bucarest, perché la violenza domestica non è solo una questione familiare, ma una questione di sicurezza pubblica e rispetto della dignità umana, quindi un problema dello Stato, che deve garantire la protezione delle vittime secondo gli standard europei. Tuttavia, l’istituzione della commissione parlamentare speciale “Romania senza violenza” rappresenta un impegno comune affinché il Paese diventi un luogo più sicuro per donne, bambini e famiglie, ha sottolineato la deputata socialdemocratica Silvia Mihalcea.

Secondo l’Ispettorato Generale della Polizia romena, il numero di reati registrati nell’ambito della violenza domestica a livello nazionale è diminuito del 19% nei primi sette mesi del 2025, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Percosse o altre violenze” rimane il reato con la quota più alta, rappresentando oltre un quarto del totale. Tuttavia, sebbene in calo, il numero di casi di violenza domestica tradotti in reati rimane elevato. A questi si aggiungono gli innumerevoli casi non tradotti in reati: spintoni, insulti, violenza verbale… il che dimostra che c’è ancora molto, moltissimo lavoro da fare in Romania.

Castelul Banffy (sursă foto: @
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