Grave crisi della vaccinazione
La Romania si confronta con la più grave crisi vaccinale degli ultimi decenni.
Corina Cristea, 17.02.2026, 11:03
Carenza di informazioni, disinformazione sui social media, nonché barriere sistemiche come l’eccessiva burocrazia, la mancanza di risorse materiali, l’abolizione della vaccinazione nelle scuole e l’isolamento delle aree rurali stanno portando a situazioni drammatiche per quanto riguarda il morbillo: nel 2025, meno della metà dei bambini era vaccinata con la prima dose. Questo è il quadro della Romania, che affronta la più grave crisi vaccinale degli ultimi decenni, come sottolineano i rappresentanti di Save the Children Romania.
Da 36 anni, l’organizzazione sviluppa programmi sociali, politiche pubbliche e pratiche solide a beneficio dei bambini in Romania e, secondo uno studio pubblicato lunedì, i tassi di copertura per il vaccino MPR – Morbillo, Parotite e Rosolia – sono diminuiti progressivamente, soprattutto per la seconda dose somministrata a 5 anni. Gli effetti non hanno tardato a manifestarsi: lo scorso anno, il maggior numero di casi di morbillo in Europa è stato registrato in Romania. Più precisamente, su oltre 32.000 casi segnalati negli ultimi tre anni, più di 27.500 provenivano dalla Romania, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Al secondo posto si è collocata l’Italia, con meno di 1.100 casi. Nello stesso periodo, in Romania sono stati registrati 30 decessi causati dal morbillo, secondo l’Istituto Nazionale di Pubblica Sanità.
Non è l’unico vaccino per il quale la Romania presenta criticità: tutti i valori previsti dal regime vaccinale nazionale sono al di sotto dell’obiettivo del 95% raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo le conclusioni della riunione della Commissione Regionale di Verifica dell’Eliminazione del Morbillo e della Rosolia, tenutasi lo scorso settembre, la Romania figura tra i 13 paesi della Regione Europea dell’OMS con trasmissione endemica del morbillo, il che significa che la malattia circola in modo continuo tra la popolazione, senza interruzioni.
“Dobbiamo capire quali sono le barriere e le cause di questi bassi tassi di vaccinazione. Tra gli aspetti segnalati dai medici di famiglia e dagli assistenti sanitari comunitari vi sono la mancanza di informazione, la disinformazione sui social media – un fattore molto importante – ma anche barriere sistemiche come l’eccessiva burocrazia o la carenza di risorse materiali e, inoltre, l’abolizione della vaccinazione nelle scuole”, ha dichiarato Silvia Burcea, coordinatrice del programma Salute della Madre e del Bambino di Save the Children Romania.
Save the Children chiede alle autorità di semplificare il sistema dei rapporti sulle vaccinazioni, di organizzare corsi di formazione in comunicazione per il personale sanitario e di sviluppare, a livello locale, un’équipe multidisciplinare per promuovere la vaccinazione dei bambini.