Il commissario europeo per la giustizia a Bucarest
Lo stato di diritto in Romania è nuovamente all'attenzione della Commissione Europea.
Bogdan Matei, 13.02.2026, 11:22
Il commissario europeo per la democrazia e la giustizia, Michael McGrath, ha incontrato il premier Ilie Bolojan, nell’ambito di una missione tecnica per il rafforzamento della democrazia e dello stato di diritto in Romania. L’agenda dell’esponente comunitario ha incluso anche incontri con dirigenti del sistema giudiziario e delle procure, con magistrati, con organizzazioni della società civile, nonché con i ministri degli Affari Esteri e della Giustizia, Oana Ţoiu e Radu Marinescu. Tutti questi incontri fanno parte del processo di preparazione della Relazione annuale della Commissione Europea sullo stato di diritto nei paesi membri dell’Unione.
Il primo ministro Bolojan ha dichiarato che, dopo l’abolizione del cosiddetto Meccanismo di Cooperazione e Verifica, attraverso il quale Bruxelles monitorava il funzionamento della giustizia romena, “le attribuzioni del fattore politico nella gestione delle carriere dei magistrati sono state significativamente ridotte e le responsabilità riguardanti i bilanci e le promozioni sono state trasferite alle strutture dirigenziali del sistema giudiziario”. “Questi cambiamenti avevano come obiettivo il rafforzamento dell’indipendenza della giustizia e il riassestamento dell’equilibrio istituzionale”, sostiene il premier.
Ha inoltre sollevato la questione “della riforma delle pensioni di servizio e della sostenibilità del sistema, nel contesto delle pressioni di bilancio e dei traguardi del PNRR, alla luce delle differenze significative tra le pensioni nel settore della giustizia e la media nazionale”. Il tema è al centro del dibattito pubblico in Romania, dopo che la Corte Costituzionale ha rimandato, per cinque volte, una decisione sul ddl promosso dal governo, secondo il quale si riduce l’importo delle pensioni a cui hanno diritto i giudici e i procuratori, affinché non superino l’ultimo stipendio percepito durante la carriera attiva, e si innalza l’età pensionabile, che attualmente è di soli 48-50 anni. La conseguenza è che la Romania rischia di perdere 230 milioni di euro dai fondi comunitari, poiché la legge sulle pensioni dei magistrati era stata concordata con la Commissione Europea come traguardo nel PNRR.
Il commissario europeo McGrath ha apprezzato quella che ha definito la cooperazione costante delle autorità di Bucarest nel processo riguardante lo stato di diritto e ha sottolineato l’importanza di un dialogo costruttivo tra la Commissione Europea e il governo romeno. La Commissione Europea, ha detto, è disposta a sostenere la Romania, in particolare per garantire indagini e azioni penali efficaci sui reati nel sistema giudiziario, garantire l’indipendenza dei procuratori di alto rango e chiarire gli aspetti relativi al regime della prescrizione. La Romania e la Commissione Europea continueranno il dialogo per consolidare un sistema giudiziario efficiente, indipendente e credibile, si legge in un comunicato ufficiale.