La Romania e il conflitto in Medio Oriente
La Romania non è parte del conflitto che oppone l’Iran agli Stati Uniti e a Israele, afferma Bucarest.
Ştefan Stoica, 17.03.2026, 12:12
Il Ministero degli Esteri di Bucarest ha subito ribattuto agli avvertimenti lanciati lunedì dalla parte iraniana, affermando che la Romania non è parte del conflitto in Medio Oriente e che la priorità delle autorità romene è lo sforzo diplomatico per la de-escalation. L’Iran aveva avvertito la Romania che potrebbe reagire politicamente e giuridicamente dopo aver consentito agli Stati Uniti di utilizzare basi sul proprio territorio per operazioni contro l’Iran. “Se la Romania mette le proprie basi a disposizione degli Stati Uniti, ciò equivarrebbe a partecipare all’aggressione militare contro l’Iran”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano. A suo avviso, una tale mossa sarebbe inaccettabile secondo il diritto internazionale e comporterebbe per la Romania una responsabilità internazionale.
Sebbene, secondo alcuni diplomatici di lunga esperienza, la Romania non debba rendere conto della propria relazione con gli alleati, alcuni dei quali sono partner strategici, come gli Stati Uniti, il Ministero degli Esteri di Bucarest ha spiegato che l’accordo bilaterale di accesso del 2006 offre agli USA il quadro legale garantito per utilizzare basi militari in Romania in modo continuativo. La Romania, ricorda il Ministero, ospita da oltre dieci anni capacità di difesa antimissile contro minacce provenienti da fuori dello spazio euro-atlantico. Il sistema collocato nel sud della Romania ha carattere strettamente difensivo ed è utilizzato solo per scopi di autodifesa, in conformità con la Carta dell’ONU.
D’altra parte, la diplomazia romena condanna gli attacchi completamente ingiustificati dell’Iran contro gli stati della regione del Golfo e ringrazia questi ultimi per aver protetto anche i cittadini romeni presenti nei loro Paesi. “Chiediamo all’Iran di cessare questi attacchi, che mettono in pericolo vite umane e portano al deterioramento della sicurezza e dell’economia globale”, ha inoltre dichiarato il Ministero degli Esteri.
Le vociferazioni della parte iraniana arrivano dopo che il Parlamento romeno ha approvato la scorsa settimana la decisione del Consiglio Supremo di Difesa del Paese riguardante il dispiegamento temporaneo in Romania di equipaggiamenti difensivi e forze militari americane, nel contesto della crisi in Medio Oriente. Ciò nonostante le proteste allarmistiche dell’opposizione populista e ultranazionalista, che cerca di incutere il timore di un coinvolgimento nella guerra. Secondo la decisione del Consiglio, saranno dispiegati aerei da rifornimento, apparecchiature di monitoraggio e sistemi di comunicazione satellitare. Gli equipaggiamenti e le forze americane, circa 400–500 militari, andranno a due basi militari, una vicino al Mar Nero e un’altra nel centro del Paese.
A Bruxelles, i ministri degli Esteri dell’UE, tra cui anche il capo della diplomazia romena, Oana Ţoiu, hanno espresso preoccupazione per le azioni di escalation dell’Iran, con effetti su tutta la regione e a livello globale. La priorità dell’Unione resta la sicurezza dei cittadini europei e la protezione dei civili. Finora, con il sostegno dell’UE, sono stati effettuati 89 voli, di cui cinque di evacuazione richiesti da Romania e Polonia.