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Previsioni della Banca Mondiale

La Banca Mondiale ha rivisto al rialzo le previsioni sull’avanzo dell’economia romena, al 4,2 %, quest’anno, al 3,6% l’anno prossimo e al 3,2% nel 2021. Gli specialisti affermano che si attende un rallentamento della crescita economica a medio termine, soprattutto nel contesto dell’aumento del tasso d’impiego delle persone con studi post-liceali, a sfavore di quelle con un grado di istruzione più basso, fatto che accentuerà le disuguaglianze. L’istituzione finanziaria considera, d’altra parte, che il governo avrà difficoltà a mantenere il deficit di bilancio inferiore al 3% del PIL. La nuova Legge sulle pensioni e gli aumenti salariali previsti nel settore pubblico porranno pressione sul deficit del bilancio consolidato e diminuiranno i fondi per gli investimenti.

Previsioni della Banca Mondiale
Previsioni della Banca Mondiale

, 10.10.2019, 13:44

La Banca Mondiale ha rivisto al rialzo le previsioni sull’avanzo dell’economia romena, al 4,2 %, quest’anno, al 3,6% l’anno prossimo e al 3,2% nel 2021. Gli specialisti affermano che si attende un rallentamento della crescita economica a medio termine, soprattutto nel contesto dell’aumento del tasso d’impiego delle persone con studi post-liceali, a sfavore di quelle con un grado di istruzione più basso, fatto che accentuerà le disuguaglianze. L’istituzione finanziaria considera, d’altra parte, che il governo avrà difficoltà a mantenere il deficit di bilancio inferiore al 3% del PIL. La nuova Legge sulle pensioni e gli aumenti salariali previsti nel settore pubblico porranno pressione sul deficit del bilancio consolidato e diminuiranno i fondi per gli investimenti.



La Banca Mondiale raccomanda che, tra le di priorità del governo, siano inserite riforme nella pubblica amministrazione e nelle compagnie pubbliche e politiche adeguate atte ad eliminare le disparità sociali e spaziali. La BM raccomanda inoltre di rinnovare gli sforzi per il miglioramento della partecipazione sul mercato del lavoro e di introdurre misure per la diminuzione del tasso alto di disoccupazione tra i giovani e tra le persone con una bassa qualificazione, il che aiuterà ad attenuare le restrizioni per quanto riguarda l’offerta e a migliorare la sostenibilità della crescita.



“A medio termine, il punto centrale della politica fiscale andrebbe re-equilibrato, dall’aumento del consumo verso la mobilitazione degli investimenti, soprattutto da fondi europei, per sostenere una convergenza verso l’UE e l’inclusione sociale. Le riforme nella pubblica amministrazione e nelle compagnie statali, l’aumento delle prevedibilità delle regolamentazioni, nonché politiche adeguate per risolvere le disparità sociali e spaziali andrebbero inserite tra le priorità del Governo”, sostiene l’istituzione finanziaria.



D’altra parte, sempre un rapporto della Banca Mondiale rileva che quasi il 40% degli emigrati romeni hanno frequentato l’università. Gli specialisti richiamano l’attenzione che, proprio per questo, nei Paesi d’origine appaiono problemi legati alla manodopera qualificata, il che determinerebbe un rallentamento della crescita economica nelle rispettive zone. Secondo il rapporto, il tasso degli immigrati in Europa è aumentato rapidamente negli ultimi quattro decenni. Uno su tre immigrati di tutto il mondo sceglie questo continente. Anche la migrazione intraregionale è alta in Europa e Asia Centrale: l’80% delle persone sceglie di stabilirsi in altri Paesi della regione. La migrazione genera preoccupazioni in merito al cosiddetto “esodo dei cervelli”, della manodopera qualificata dai Paesi d’origine, perché le persone con un alto livello di istruzione tendono ad emigrare soprattutto all’interno della regione — precisa ancora la Banca Mondiale.

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