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Proteste per la riforma della giustizia

Le proteste contro la situazione della giustizia in Romania si estendono.

foto: RRA / Petruța Obrejan
foto: RRA / Petruța Obrejan

, 15.12.2025, 11:33

Negli ultimi giorni, migliaia di persone sono scese in piazza a Bucarest, ma anche in altre città del Paese – Arad, Cluj, Timișoara, Sibiu, Iași, Alba Iulia e Craiova – per sostenere una giustizia indipendente, in seguito alle rivelazioni del documentario realizzato dalla pubblicazione Recorder sui problemi del sistema giudiziario. I protestatari chiedono le dimissioni della presidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, Lia Savonea, e del ministro dell’Interno, Cătălin Predoiu, ex ministro della Giustizia. Secondo alcuni magistrati, le leggi che hanno permesso una struttura piramidale della giustizia che non risponde più davanti a nessuno, sono state adottate nel 2022,durante il suo mandato.

I protestatari chiedono inoltre le dimissioni del ministro della Giustizia in carica, Radu Marinescu, e del procuratore capo della DNA, Marius Voineag. Chiedono modifiche alla struttura del sistema giudiziario e una nuova impostazione delle competenze del Consiglio Superiore della Magistratura, nonché l’eliminazione per via legislativa delle “scappatoie” che permettono il rinvio dei processi penali fino alla prescrizione. Le proteste sono, affermano i manifestanti, anche un segno di solidarietà con i giudici e i procuratori che hanno avuto il coraggio di criticare la situazione del sistema. L’inchiesta giornalistica Recorder intitolata “Giustizia catturata”, pubblicata la scorsa settimana, porta alla luce abusi nel sistema giudiziario romeno.

La pubblicazione dell’inchiesta ha creato una frattura nel sistema giudiziario, provocando una reazione aggressiva da parte della presidente della Corte d’Appello di Bucarest, istituzione subordinata al CSM, e, all’opposto, solidarietà nei confronti degli abusi denunciati nel documentario, espressa da un numero sempre maggiore di magistrati del Paese, guidati da Laura Codruța Kövesi, capo della Procura Europea. Diversi procuratori e giudici, alcuni con identità protetta, hanno denunciato il modo in cui la dirigenza della Corte d’Appello di Bucarest cambia i giudici nei collegi per ottenere decisioni favorevoli a persone accusate di corruzione. La Sezione Giudici del Consiglio Superiore della Magistratura ha annunciato di aver chiesto all’Ispezione Giudiziaria di effettuare verifiche sugli aspetti segnalati nel materiale Recorder. Indagini sono condotte anche dalla Sezione Procuratori del CSM.

D’altra parte, il numero delle persone che hanno firmato una petizione lanciata dalle comunità Declic e Funky Citizens – indirizzata al capo dello stato e al primo ministro, con cui si chiede la modifica urgente delle leggi sulla giustizia – ha già raccolto circa 170.000 firme.

Il primo ministro Ilie Bolojan ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro governativo che analizzerà la legislazione e proporrà riforme. “È necessario fare un’analisi della legislazione, per vedere in che misura questa legislazione tenga conto delle realtà, in modo che gli aspetti legati alla prescrizione di alcuni fatti siano trattati in una certa formula e che la durata di soluzione dei processi venga ridotta. Gli aspetti legati alle deleghe e alla possibilità di intervento che possa allungare alcuni processi devono essere chiaramente regolamentati”, ha dichiarato Ilie Bolojan.

Il presidente Nicușor Dan ha invitato i magistrati che desiderano denunciare problemi nel sistema giudiziario romeno a una discussione “senza limiti di tempo” il 22 dicembre. Quando 200 magistrati affermano che esiste un problema di integrità nel sistema giudiziario, la situazione è molto seria, ha detto il capo dello stato.

foto: © European Union - Source: EC - Audiovisual Service / Photographer: Christophe Licoppe
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