Riforma pensioni magistrati, costituzionale
Il progetto di riforma riguardante le pensioni dei magistrati, elaborato dal governo di Bucarest, è stato dichiarato valido dai giudici della Corte Costituzionale della Romania (CCR).
Corina Cristea, 19.02.2026, 11:31
Dopo più di due mesi e cinque rinvii, la Corte Costituzionale della Romania ha convalidato il ddl del governo Bolojan che riduce le pensioni dei giudici e dei procuratori e innalza l’età pensionabile fino a quella standard, dopo un periodo di transizione di 15 anni. Con una maggioranza di sei voti contro tre, i giudici costituzionalihanno respinto la segnalazione presentata dall’Alta Corte di Cassazione e Giustizia in questo caso, mentre la decisione di bocciare quella di adire la Corte di Giustizia dell’Unione Europea è stata adottata, secondo fonti giudiziarie, con una maggioranza di sette voti contro due. La decisione è definitiva e vincolante, e la legge è stata inviata alla presidenza per la promulgazione.
Insoddisfatti, i membri del Consiglio Superiore della Magistratura ritengono che il nuovo quadro legislativo sul pensionamento produrrà gravi effetti sul funzionamento del sistema giudiziario, rischiando di generare uscite dal sistema e di rendere la professione di magistrato poco attrattiva per le nuove generazioni di professionisti della giurisprudenza.
I rappresentanti del Consiglio denunciano nuovamente, in un comunicato, la carenza di magistrati e l’elevato numero di fascicoli, nonché l’impossibilità di reclutare personale — aspetti di cui affermano che sono ignorati dalle altre autorità dello stato. L’opinione è condivisa anche dai giudici della Corte d’Appello di Bucarest, i qualisostengono che il governo abbia scelto di riconfigurare l’architettura costituzionale rompendo l’equilibrio tra i poteri dello stato, l’unico meccanismo che agiva come filtro contro l’eccesso di potere.
La classe politica, però, ha accolto con soddisfazione la decisione della CCR. Il presidente Nicușor Dan ha dichiarato che si tratta di un gesto di equità e ha assicurato a tutti i giudici e procuratori che il loro lavoro è rispettato e che la loro importanza nell’architettura dello stato è pienamente riconosciuta. Anche il premier Ilie Bolojan ha salutato la decisione della Corte Costituzionale, mentre il ministro della Giustizia, Radu Marinescu, ha auspicato che nello statuto di ogni professione siano garantite la stabilità e la normalità.
I leader della coalizione di governo hanno parlato di giustizia sociale e della necessità di eliminare i privilegi, ma anche della riduzione del rischio — fino a poco tempo fa considerato imminente — che la Romania potesse perdere fondi europei che dipendevano da questa riforma, adottata con grande ritardo.
La Commissione Europea ha comunicato ufficialmente di aver preso atto della decisione della CCR, ma di essere ancora in fase di valutazione per decidere se sbloccare i 231 milioni di euro del PNRR, fondi condizionati dalla riforma delle pensioni dei magistrati. A Bucarest, il ministro degli Investimenti e dei Progetti Europei, Dragoș Pîslaru, ha promesso che farà tutto il possibile affinché tali fondi non vadano perduti.