Riforme in attesa
Le riforme promesse dal governo di Bucarest non prendono ancora forma.
Bogdan Matei, 17.02.2026, 11:05
L’IVA aumentata, accise più alte sui carburanti, tasse e imposte raddoppiate o triplicate in alcune località rispetto all’anno scorso, bollette dell’energia sempre più salate, un’inflazione che erode il potere d’acquisto dei romeni. Gli analisti concludono, quasi all’unanimità, che tutte le convulsioni economiche e sociali degli ultimi mesi hanno colpito esclusivamente i contribuenti, mentre i fattori decisionali politici non hanno nemmeno avviato la riforma dello Stato che promettono da oltre mezzo anno, da quando si è insediato l’attuale governo quadripartito, dichiarato pro-europeo, PSD-PNL-USR-UDMR.
La riforma relativa alle pensioni dei magistrati tornerà, ancora una volta, all’ordine del giorno della Corte Costituzionale della Romania (CCR), dopo cinque rinvii nella presa di una decisione; l’ultimo – dopo che l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia ha chiesto alla CCR di adire anche la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, affinché verifichi se le modifiche proposte dal governo rispettino il diritto comunitario. Mercoledì, i giudici costituzionali dovrebbero stabilire se accogliere tale richiesta o dichiararla inammissibile. L’accettazione di questa richiesta rinvierebbe la decisione sulle pensioni dei magistrati di almeno alcuni mesi. La portavoce del governo ha dichiarato, la scorsa settimana, che è solo questione di giorni prima che la Romania venga informata ufficialmente da Bruxelles se ha perso la tranche di finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pari a oltre 230 milioni di euro, che dipendeva da questa riforma.
Non c’è armonia nemmeno nella coalizione di governo che, in riunione dopo riunione, cerca di delineare la riforma della pubblica amministrazione, il pacchetto di rilancio economico e il bilancio dello Stato per quest’anno. I temi sono collegati tra loro, osserva la stampa, perché i fondi risparmiati dalla pubblica amministrazione saranno utilizzati per il rilancio economico e sulla base dei due pacchetti sarà costruito il bilancio. Il primo ministro liberale Ilie Bolojan e i leader socialdemocratici non hanno, però, raggiunto un accordo sulle modalità di riduzione delle spese nell’amministrazione pubblica locale e centrale. Il PSD sostiene che il taglio senza distinzioni degli stipendi dei dipendenti pubblici non rappresenta una riforma e può provocare gravi blocchi nei settori critici del sistema pubblico. A sua volta, l’USR accusa il PSD di tergiversare l’adozione del pacchetto di riforma dell’amministrazione.
Ciò che a Bucarest sembra senza soluzione ha iniziato a risolversi nel paese. L’intera stampa ha registrato una prima assoluta nell’amministrazione romena. I sindaci di due località della provincia di Satu Mare (nord-ovest), Beltiug e Socond, hanno annunciato ufficialmente di voler unificare i loro municipi. La decisione è stata presa per ridurre le spese di bilancio, nel contesto in cui i sindaci hanno riconosciuto che le loro località non sono più in grado di sostenersi finanziariamente.