Cooperazione accademica nell’Anno Culturale Romania–Italia 2026
L’Ambasciata di Romania in Italia ha ospitato recentemente la conferenza scientifica internazionale “Un’amicizia duratura. Le relazioni tra la Romania e l'Italia dall’epoca moderna fino a oggi”, organizzata dall’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca, in collaborazione con l’Università Roma Tre.
Iuliana Sima Anghel, 28.04.2026, 13:09
Inserito nel programma dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, l’evento ha riunito docenti universitari, studiosi e specialisti dei due paesi in un dialogo accademico dedicato all’evoluzione delle relazioni bilaterali romeno-italiane da prospettive storiche, diplomatiche, politiche, culturali ed economiche, nonché alle sfide e opportunità attuali in contesto europeo, precisa l’Ambasciata di Romania in Italia.
In apertura dell’evento, il vicecapo missione Eugen Roșca, ha presentato il messaggio dell’ambasciatore di Romania in Italia, Gabriela Dancău, sottolineando l’importanza del dialogo accademico e delineando una visione ampia e coerente di un partenariato romeno-italiano solido e in continua evoluzione, precisa la fonte.
Sono intervenuti il prof. Daniel David, rettore dell’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca, e il prof. Massimiliano Fiorucci, rettore dell’Università Roma Tre, nonché il prof. Adrian Corpădean, preside della Facoltà di Studi Europei dell’Università Babeș-Bolyai, il prof. Alberto D’Anna, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Roma Tre, e la prof.ssa Emilia Fiandra, direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche della stessa università.
I lavori della conferenza sono stati articolati in tre sezioni tematiche. La prima, dedicata alla storia e alla diplomazia nelle relazioni italo-romene, è stata moderata dai professori Francesco Guida e Maria Chiara Giorda (Università Roma Tre) e ha incluso interventi dei professori Antonio D’Alessandri, Francesco Guida, Maria Chiara Giorda, Ioan Cozma (Università Roma Tre), Alessandro Vagnini (Università La Sapienza), Adrian Corpădean (Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca), Cristian Luca (Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia) e Laura Herța (Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca).
La seconda sezione, dedicata alle interferenze politiche e culturali, moderata dai professori Alfredo Canavero e Giulia Lami (Università degli Studi di Milano), ha riunito contributi dei professori Cesare Alzati (Università di Pisa e Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Alfredo Canavero (Università degli Studi di Milano), Vittorio Cappelli (Università della Calabria), Giuseppe Munarini (Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca), Angela Vasilovici (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Carmen Stratone (Istituto Nazionale per lo Studio del Totalitarismo), Delia Ioana Morar (Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca) e Violeta Popescu (presidente del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano).
La terza sezione, dedicata alle sfide economiche e alle dinamiche migratorie, moderata dai professori Roberto Di Quirico (Università di Cagliari) e Anca Stângaciu (Università Babeș-Bolyai), ha incluso interventi dei professori Giuseppe Tateo (Università Roma Tre), Roberto Di Quirico (Università di Cagliari), Ion Cârja, Anca Stângaciu (Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca), Iosif Marin Balog, Mara Mărgineanu (Istituto di Storia “George Barițiu” di Cluj-Napoca), Ileana Benga (Istituto “Archivio di Folclore dell’Accademia Romena” di Cluj-Napoca) e della dottoranda Andreea Danilescu (Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca).
Radio Romania Internazionale ha parlato con l’esperta di studi europei e relazioni internazionali Anca Stângaciu, professoressa associata alla Facoltà di Studi Europei dell’Università Babeş-Bolyai di Cluj-Napoca, delle tematiche affrontate nel corso della conferenza, nonchè del ruolo essenziale della cooperazione accademica e del dialogo interdisciplinare nel rafforzamento dei legami tra la Romania e l’Italia.