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Vertice Nato: aumenta presenza nell’est Europa

Progettata e creata, subito dopo l’ultima guerra mondiale, come si diceva all’epoca, per tenere i sovietici fuori dall’Europa, la Nato ritrova la sua vocazione iniziale, con il risvegliato appetito territoriale della Russia di Vladimir Putin. La scorsa settimana, il vertice di Newport, in Gran Bretagna, è stato dominato dalle irrequietudini provocate, sul fianco orientale dell’Alleanza, dalla ribellione dei secessionisti pro-russi in Ucraina e dal supporto logistico, finanziario e militare di cui, godono, ormai apertamente, da parte di Mosca. In questo contesto, i leader degli stati Nato hanno approvato l’istituzione di una forza di risposta rapida volta ad aumentare la capacità di difesa degli alleati.

Vertice Nato: aumenta presenza nell’est Europa
Vertice Nato: aumenta presenza nell’est Europa

, 08.09.2014, 15:58

Progettata e creata, subito dopo l’ultima guerra mondiale, come si diceva all’epoca, per tenere i sovietici fuori dall’Europa, la Nato ritrova la sua vocazione iniziale, con il risvegliato appetito territoriale della Russia di Vladimir Putin. La scorsa settimana, il vertice di Newport, in Gran Bretagna, è stato dominato dalle irrequietudini provocate, sul fianco orientale dell’Alleanza, dalla ribellione dei secessionisti pro-russi in Ucraina e dal supporto logistico, finanziario e militare di cui, godono, ormai apertamente, da parte di Mosca. In questo contesto, i leader degli stati Nato hanno approvato l’istituzione di una forza di risposta rapida volta ad aumentare la capacità di difesa degli alleati.



Il segretario generale dell’Alleanza, Anders Fogh Rasmussen, ha annunciato che la nuova forza militare avrà una presenza continua nei Paesi al confine del mondo libero con lo spazio ex-sovietco — Polonia, Romania e gli Stati Baltici — con contingenti a rotazione. Se sarà necessaria l’attivazione della forza militare di risposta rapida, essa potrà entrare in azione entro al massimo 4 giorni, ha aggiunto Rasmussen. Un comando Nato sarà istituito sul territorio della Romania. Lo ha reso noto, dal canto suo, il presidente romeno Traian Basescu.



Per Bucarest, il vertice Nato ha confermato la solidarietà e la solidità dell’Alleanza. È ciò che ha voluto annunciare, appena rientrato nel Paese, il capo dello stato romeno, Traian Basescu, rispondendo, cosi’, alle angosce di molti romeni sui conflitti, congelati o scottanti, nel vicinato. Il presidente ha precisato che la Romania sarà difesa a prescindere dallo scenario di guerra e che adesso esistono piani di risposta per ciascun tipo potenziale di attacchi armati – terrestri, aerei o navali.



“La Romania è, attualmente, in seguito alle decisioni prese a questo vertice Nato, un Paese che sarà difeso a prescindere dallo scenario di guerra in cui potrebbe essere attaccato. Inoltre, in base alle decisioni del vertice, nel più breve tempo possibile, le strutture militari della Nato e le strutture nazionali devono elaborare le disponibilità di forze all’interno dell’Alleanza, affinchè la Romania sia difesa nelleventualità di qualsiasi scenario di guerra”, ha affermato il presidente.



Il capo dello stato romeno ha sottolineato che i Paesi alleati copriranno, in base al principio della solidarietà, i costi di certe operazioni militari di difesa della Romania, cosi’ come Bucarest ha coperto i costi della sua presenza militare in Afghanistan. Certe voci trovano esagerato il tono bellicoso del presidente Basescu. Ma, in un Paese che, negli ultimi tre secoli, ha subito ben 12 invasioni armate russe, simili voci restano minoritarie e marginali. Razionalmente, ammette anche il presidente Basescu, è al 99,99% improbabile che la Russia attacchi un’altra volta la Romania. Ma resta una probabilità dello 0,01%, e il dovere di chi dirige la Romania è di garantire la sua sicurezza anche contro l’irrazionale — ha concluso il capo dello stato romeno.


(traduzione di Adina Vasile)

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