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100 anni di olimpismo romeno

Il ricorso alle Olimpiadi ha rappresentato una via per guardare luomo come un essere universale, oltre alle divisioni politiche, economiche, sociali, razziali e culturali.

100 anni di olimpismo romeno
100 anni di olimpismo romeno

, 10.05.2014, 14:39

Il ricorso alle Olimpiadi ha rappresentato una via per guardare l’uomo come un essere universale, oltre alle divisioni politiche, economiche, sociali, razziali e culturali. L’artigiano dell’olimpismo moderno, lo storico e pedagogo francese Pierre de Fredy, barone di Coubertin (1863-1937), è riuscito a trasmettere a tutti coloro che si sono impegnati nel riportare l’olimpismo all’atenzione del mondo moderno, l’idea che la cosa più importante nella vita non è trionfare, ma combattere, non è vincere, bensì lottare correttamente.”



Lo spirito di fair-play che aveva animato una volta le Olimpiadi antiche doveva fare l’individuo a superare i propri interessi e a introdurlo nel mondo dei valori universali, perenni, dell’umanità. E siccome qualsiasi tendenza occidentale era subito assorbita dalle società dell’Europa Centrale e dell’Est, l’olimpismo ha richiamato anche l’atenzione dei romeni.



Ma va detto che nell’Europa del Sud-Est esisteva già una sorta di preolimpismo. Una delle personalità più importanti è stato Evanghelie Zappa (1800-1865), commerciante greco e proprietario di terreni agricoli nei pressi di Bucarest e nel Baragan, la zona sgricola più fertile del sud-est di Romania. Partecipante attivo al movimento nazionale di liberazione greco, Zappa ha avuto nel 1856 l’idea di elaborare un memorandum con cui ad Atene siano organizzati, nel 1857, dei concorsi sportivi chiamati proprio così: olimpiadi.



Inoltre, il ricco e generoso commerciante greco si impegnava a pagare tutte le spese di organizzazione. Evanghelie Zappa ha donato pure fondi per la costruzione ad Atene dello Zappeion, un complesso di edifici, con stadio, amfiteatro per conferenze e con palestre. Purtroppo, Zappa morì prima di vedere concretizzato il suo progetto, che fu portato a termine da suo cugino, Constantin Zappa. Nella storia della Romania, Evanghelie Zappa è rimasto anche come un contribuente alla fondazione dell’Accademia Romena e come un donatore per la ricostruzione di Bucarest, dopo il grave incendio del 1847.



L’olimpismo romeno diventava sempre più una corrente culturale importante nel nuovo stato romeno, dopo il 1877. Vi aderirono personalità ed elite della società romena.La creazione il 27 marzo 1914 del Comitato Olimpico Romeno è stata una naturale conseguenza delle manifestazioni a favore della competizione sportiva e dello spirito di correttezza. A dirigere il Comitato fu il principe Carlo, futuro re Carlo II, eletto per due volte alla testa dell’organismo promotore dell’olimpismo, tra 1914 e 1920 e tra 1923 e 1930.



Dopo essere diventato re di Romania, Carlo II ha guidato l’olimpismo romeno anche in veste di sovrano, fino al 1940, quando lasciò il trono. Tra i primi membri del Comitato Olimpico Romeno si annoverano il principe George Valentin Bibescu, promotore dell’aviazione in Romania, il medico Ion Costinescu, ministro nei governi liberali e sindaco di Bucarest, il medico Carol Davila, fondatore della scuola di medicina in Romania, l’avvocato Ion Cămărăşescu, deputato e ministro, lo storico d’arte Alexandru Tzigara-Samurcas, geologo e professore Gheorghe Murgoci.



E la promozione dello spirito olimpico ebbe successo in Romania. Nel 1924 si registra la prima partecipazione romena ufficiale all’ottava edizione dei Giochi Olimpici di Parigi. Sempre allora si registra la prima medaglia della storia olimpica dello sport romeno, vinta dalla squadra di rugby, piazzatasi al terzo posto.



Da allora, la delegazione romena è stata presente a tutte le olimpiadi, eccezion fatta per quelle estive del 1932 e 1948, e per quella invernale del 1960. I risultati, fino all’Olimpiade di Londra del 2012, sono 301 medaglie, di cui 88 d’oro, 94 d’argento e 119 di bronzo alle Olimpiadi estive. Cui si sggiunge l’unica medaglia vinta sinora alle Olimpiadi invernali, quella di Grenoble del 1968. Si tratta del bronzo vinto da Ion Panţuru e Nicolae Neagoe al bob a 2.

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