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Il fotografo Stelian Petrescu

La fotografia è stata portata in Romania dallOccidente, dagli stranieri che si sono stabiliti da queste parti, ed è diventata popolare abbastanza presto.

Il fotografo Stelian Petrescu
Il fotografo Stelian Petrescu

, 20.09.2022, 20:42

La fotografia è stata portata in Romania dall’Occidente, dagli stranieri che si sono stabiliti da queste parti, ed è diventata popolare abbastanza presto. Dopo gli anni 1850, il mercato fotografico romeno esplose e in ogni città apparvero degli studi fotografici con una clientela desiderosa di beneficiare dei nuovi servizi. Fotografi stranieri hanno scritto pagine di storia in Romania ed hanno lasciato fonti documentarie cha parlano di come erano le città e la gente dell’epoca. Carol Popp de Szathmary, Franz Mandy, Franz Duschek, Adolphe A. Chevallier, ma anche romeni come Ioan Spirescu e Iosif Berman furono alcuni di coloro ai quali la storia della fotografia romena deve i suoi inizi.



Uno dei fotografi romeni più prolifici che hanno lasciato il maggior numero di negativi e foto fu Stelian Petrescu. Nacque a Giurgiu nel 1874 in una famiglia abbiente e si spense il 23 luglio 1947 a Bucarest. Era attratto dalle scienze sin dalla scuola elementare. Si laureò a Bucarest presso la Facoltà di Scienze Fisico-Chimiche e successivamente diventò insegnante al liceo Gheorghe Șincai. Dopo alcuni anni, partì per la Germania, dove frequentò una seconda facoltà, laureandosi in geodesia e tornò in Romania nel 1901. Cominciò a insegnare presso le Scuole Superiori di Mestieri di Iași. Nel 1909 fu assunto come ingegnere presso le Compagnia delle Ferrovie Romene e vi restò fino al pensionamento, nel 1930. Però non abbandonò il mestiere d’insegnante e, parallelamente, continuò a insegnare scienze a Bucarest.



Uno dei grandi avvenimenti all’inizio del XX secolo fu la mostra giubilare del 1906 di Bucarest. Era volta a rendere omaggio ai 40 anni di regno di Carlo I di Hohenzollern-Sigmaringen, iniziato nel 1866. Immaginata in stile francese e beneficiando dell’attenzione di tutte le istituzioni interne e di presenza internazionale, la mostra fu anche un’occasione per i fotografi di ottenere visibilità. Vi parteciparono nomi famosi come Franz Mandy, Adolf Klingsberg, proprietario del famoso studio fotografico “Julietta” di Bucarest, Alexandru Antoniu, ma anche nomi meno conosciuti come Marco Klein, proprietario di uno studio fotografico a Brăila. Petrescu partecipò anche lui e fu insignito del primo premio e della medaglia d’oro.



La storica Adriana Dumitran della Biblioteca Nazionale della Romania ci ha raccontato della passione per la fotografia di Stelian Petrescu e della sua presenza alla mostra giubilare del 1906: “Aveva iniziato abbastanza presto la sua attività fotografica. Nel 1895 apparve un suo articolo sulla Rivista scientifica e successivamente egli continuò a scattare foto per tutta la durata degli studi universitari. La sua prima grande presenza espositiva fu nel 1906 alla Mostra Generale Romena, dove espose da parte della Casa delle Scuole. La sua presenza fu segnalata anche dalla stampa. Espose foto di argomento militare, di paesaggi romeni, ritratti, studi di espressione, animali. Fu una mostra abbastanza grande, non sappiamo esattamente quanti oggetti abbia esposto.”



Stelian Petrescu diventò conosciuto e apprezzato. Era molto richiesta la sua collaborazione. In più, diversificò le sue preoccupazioni in cui poteva applicare le sue conoscenze di fotografia. Adriana Dumitran: “Iniziò a collaborare con la Commissione dei Monumenti Storici. Nel 1908 quando fu pubblicato il Bollettino della Commissione dei Monumenti Storici, egli pubblicò almeno fino alla prima guerra mondiale, in diversi numeri, fino al 1912. Collaborò moltissimo con l’architetto Nicolae Ghica-Budești e illustrò più volumi. Nel 1909 illustrò un volume con oggetti religiosi del monastero di Probota, nel 1909 illustrò un volume con oggetti religiosi dei monasteri di Neamț e Secu. Uno dei suoi contributi più interessanti è quello del 1910, quando fotografò i quadri di Nicolae Grigorescu che illustravano la monografia di Alexandru Vlahuță dedicata al pittore.”



Stelian Petrescu rimase, però, anche uno scienziato e ciò si notava nel suo nuovo orientamento nella fotografia. Particolari da Adriana Dumitran: “La sua passione per le ferrovie si abbinò alla fotografia. Nel 1913 pubblicò una specie di guida visiva delle Ferrovie Romene. All’epoca, la Romania aveva 3500 chilometri di ferrovia che attraversavano tutto il Paese. Stelian Petrescu percorse queste distanze, scattò delle foto e illustrò la guida con le sue foto. A ogni nodo ferroviario importante presentava obiettivi storici culturali e d’interesse. Nella guida sono inserite più di 350 foto.”



Stelian Petrescu continuò a scattare foto anche a eventi pubblici. Il 16 ottobre 1922 colse sulla pellicola il passaggio dall’Arco di Trionfo dei re Ferdinando e Maria, del corteo reale e del corteo storico. Dopo il 1930, ormai pensionato, pubblicò foto su riviste tecniche, passando a uno stile modernista, con interni di capannoni di costruzione di ferrovie e immortalando pezzi di motori, cuscinetti e altri gruppi secondari utilizzati per le ferrovie. Fotografò le fabbriche Malaxa e pubblicò un album con prodotti di materiali rotabili. E’ considerato un fotografo “di nicchia”, le sue foto avendo un grande valore documentario per la storia dell’industria romena.

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