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Scuole senza bullismo

Nelle scuole romene incontriamo sempre più spesso un fenomeno che promuove la violenza tra gli allievi, noto come bullismo.

Scuole senza bullismo
Scuole senza bullismo

, 29.10.2018, 17:56

Nelle scuole romene incontriamo sempre più spesso un fenomeno che promuove la violenza tra gli allievi, noto come bullismo. Migliaia di bambini sono molestati, intimiditi e aggrediti a scuola dai propri colleghi, a causa dell’aspetto fisico o dello status sociale. I dati del Ministero dell’Istruzione, per l’anno scolastico 2014-2015, mostrano oltre 18.780 casi di violenza nelle scuole a livello nazionale. Decine di migliaia di appelli sono stati registrati anche dall’Associazione Il Telefono del Bambino, nei quali i bambini si sono lamentati di essere vittime del bullismo a scuola. Il 54% dei bambini non hanno parlato con nessuno dell’abuso cui sono stati sottoposti, il 24% hanno confessato il loro dispiacere agli amici o ai colleghi e solo il 22% hanno parlato con i genitor



Nel 2016, l’Organizzazione Salvate i bambini ha lanciato il primo studio nazionale sul fenomeno del bullismo nelle scuole romene.



Solo il 13% dei bambini dell’ambiente scolastico sanno di questo fenomeno del bullismo. Questo è un indicatore che mostra che nelle scuole si svolgono poche attività di prevenzione o di intervento. I dati rilevano inoltre che il 31% dei bambini sono esclusi dal gruppo di allievi, il 29% vivono minacce con percosse e denigrazioni, almeno due volte alla settimana, mentre il 39% vengono feriti, pestati, spinti, sputati. Credo che il fenomeno si possa notare allorquando discutiamo dei bambini che sono testimoni del fenomeno a scuola. Il 73% dei bambini affermano di essere stati testimoni del bullismo. Inoltre, le cose non stanno meglio neanche sui social media. Il 69% dei bambini affermano di aver assistito, almeno una volta, a questo fenomeno su WhatsApp, sui gruppi di colleghi, nell’ultima settimana. Discutiamo quindi di un fenomeno in crescita e ciò succede, soprattutto, a causa del fatto che non esistono programmi di prevenzione nelle scuole ed è anche un indicatore del fatto che nella società romena l’abuso si trova ancora a delle quote estremamente alte », spiega lo psicologo Marius Rusu.



Gli psicologi sono del parere che il primo fattore che porta ad un simile comportamento sia legato all’ambiente familiare e a ciò che vedono i bambini a casa, nei loro genitori. Gli studi rilevano che 6 su 10 bambini crescono con una forma di violenza fisica o emozionale. Se parliamo dell’ambiente scolastico, gli specialisti affermano che occorrono centri di educazione dei genitori e un servizio di supporto ai bambini e alla famiglia in ciascuna provincia, gli studi scolastici di consulenza psicopedagogica essendo insufficienti. C’è un unico consulente scolastico-psicologo per ogni 800 allievi nel Paese, mentre nella capitale Bucarest c’è un unico consulente scolastico per ogni 1200 allievi.



Negli ultimi anni, in Romania, si sono svolti campagne, dibattiti e programmi per combattere questo fenomeno. Di recente, l’Organizzazione « Salvate i bambini » ha lanciato il programma pilota « Scuole senza bullismo », che sarà sviluppato quest’anno e i benficiari saranno oltre 5000 allievi dalle 20 scuole selezionate.



« Noi cerchiamo di implementare nella provincia diDâmboviţa un progetto-pilota con cui avere questo approccio, al fine di formare equipe di insegnanti, un consulente scolastico e un allievo e avere in vista i due aspetti di contrasto di questo fenomeno. Da una parte, il fenomeno di prevenzione con cui cerchiamo di sviluppare le abilità socio-emozionali dei bambini. Sviluppare l’empatia, la compassione dei bambini. Poi vogliamo aumentare il livello di conscientizzazione sui rischi del bullismo, tramite questi programmi di sviluppo di abilità. Inoltre, desideriamo elaborare procedure chiare per la gestione delle situazioni di bullismo e qui si tratta delle formazione dei professori e dei consulenti scolastici che sapranno chiaramente, passo dopo passo, cosa devono fare dal momento in cui una situazione di bullismo è stata segnalata. E la cosa più importante in questo progetto-pilota è che cerchiamo tramite l’implicazione dei bambini nell’equipe di averli come partner nell’elaborazione di strategie e soluzioni per eliminare i comportamenti di bullying », spiega Marius Rusu, psicologo per « Salvate i bambini ».



Anche l’Associazione dei Bravi Genitori ha sviluppato una campagna di prevenzione del bullismo, l’anno scorso, in collaborazione con Itsy Bitsy FM. Un primo dibattito si è svolto al Palazzo del Parlamento, e vi hanno partecipato oltre 40 rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle ong, psicologi ed esperti nella gestione del fenomeno del bullismo.



Alle tavole rotonde che abbiamo organizzato con tutte le parti interessate l’anno scorso hanno partecipato anche parlamentari. Due hanno visto quanto sia importante questo problema del bullismo e hanno promosso due iniziative legislative che hanno inoltrato, a maggio, al Parlamento. Le rispettive iniziative riguardano l’introduzione nella Legge sull’istruzione e nel Codice del Lavoro dell’equivalenza violenza psicologica – bullismo, accanto alle altre forme di violenza, soprattutto fisica, che conosciamo. Questi progetti legislativi seguono il loro iter nel Parlamento, il più avanzato è il progetto di modifica della Legge sull’istruzione, già passato da tutte le commissioni e che, quest’autunno, sicuramente giungerà alla Camera dei Deputati al voto nella plenaria, al Senato, e avremo una nuova legge sull’istruzione modificata. Punizioni per il bullismo ci saranno, ma l’obiettivo non è quello di avere punizioni. Il nostro obiettivo è che la gente diventi consapevole che la violenza psicologica è molto pericolosa e non farlo più. A tal scopo abbiamo bisogno di campagne molto forti di prevenzione e campagne di istruzione del corpo docenti, per aiutarli a individuare il bullismo e intervenire in modo sano, spiegaNadia Tătaru, co-fondatrice di Itsy Bitsy FM e presidente dell’Associazione dei Bravi Genitori, promotrice della campagna nazionale di prevenzione del bullismo.



A livello europeo, la Romania si colloca al terzo posto per quanto riguarda il fenomeno del bullismo, in una classifica di 42 Paesi in cui è stato studiato, stando all’Organizzazione Mondiale della Salute.




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