La carta d’identità elettronica: dal progetto all’implementazione
L'implementazione della carta d'identità elettronica in Romania è ancora in fase di sviluppo e ci vorrà del tempo prima che i romeni siano in possesso esclusivamente della nuova carta d'identità.
Roxana Vasile, 02.04.2026, 21:37
Anche in Romania è entrata in vigore la carta d’identità elettronica, il cui rilascio è iniziato a marzo 2025, inizialmente nella provincia di Cluj (nord-ovest). Successivamente, l’implementazione del documento si è estesa gradualmente a tutto il territorio nazionale.
Nell’anno trascorso da quel momento, oltre 1,5 milioni di romeni hanno chiesto una carta d’identità con chip. Grazie a questo – ci assicurano le autorità – il titolare è protetto. Questo chip ad alte prestazioni, certificato ai massimi livelli, protegge i dati e previene il furto d’identità. Allo stesso tempo, il titolare risparmia tempo prezioso, potendo accedere in qualsiasi momento, da remoto, ai servizi elettronici offerti dalle autorità o da enti privati. Può generare una firma elettronica collegandosi a determinate applicazioni. Semplifica i suoi viaggi in tutti gli stati che riconoscono la carta d’identità elettronica come documento di viaggio. Infine, può cambiare il suo indirizzo di residenza senza richiedere un nuovo documento d’identità. Oppure, se è stato all’estero per un periodo, al suo ritorno in patria, conserva la stessa carta d’identità elettronica e sostituisce, sempre elettronicamente, la dicitura “nessun domicilio in Romania” con il nuovo indirizzo. A coloro che nutrono dubbi su questo documento, le autorità assicurano inoltre che non limita in alcun modo le libertà e non contiene funzioni che consentono il tracciamento geografico.
Invitato a Radio Romania, il questore Cătălin Giulescu, direttore della Direzione generale dell’Angrafe, ha dettagliato le informazioni presenti sul chip della carta d’identità elettronica. „Sul chip della carta d’identità elettronica sono memorizzate tutte le categorie di dati che troviamo stampate su entrambi i lati della carta. A queste si aggiunge l’immagine di due impronte digitali, perché nell’Unione Europea la carta d’identità elettronica è anche un documento di viaggio, il che significa che deve soddisfare gli standard dei documenti di viaggio. Oltre a queste informazioni, ci sono due certificati elettronici. Ne utilizziamo uno per l’autenticazione nelle infrastrutture che richiedono l’autenticazione per accedere ai servizi; tale servizio di autenticazione è già in fase di test, è operativo da febbraio presso il centro servizi del Ministero dell’Interno, e un altro certificato elettronico viene utilizzato per firmare i documenti.”
Il fatto è che la nuova piattaforma lanciata dal governo – fara-hartie.gov.ro – dove i cittadini possono segnalare le difficoltà incontrate nei loro rapporti con le istituzioni statali ha già raccolto numerose lamentele. E molte di queste riguardano proprio la carta d’identità elettronica. Le persone si lamentano, ad esempio, del fatto che l’indirizzo di residenza non sia più stampato sulla carta, ma sia memorizzato nel chip. Oppure che cambiarlo sia complicato.
Il questore Cătălin Giulescu ammette che il progetto per l’implementazione della nuova carta d’identità presenta ancora delle imperfezioni. “Il lancio del prototipo 2 della carta d’identità elettronica, un prototipo complesso, è solo una delle fasi del progetto. I servizi e l’accesso ai servizi collegati alla carta d’identità elettronica sono in continuo sviluppo e ci siamo prefissati una prima scadenza circa due anni fa, ovvero il 1° luglio 2026. Pertanto, entro tale data, si presume che tutto ciò che il quadro normativo attualmente in vigore stabilisce sia ragionevolmente funzionante. Abbiamo già iniziato, insieme al Ministero dell’Interno, a rendere accessibili alcuni servizi, ma l’accesso avviene gradualmente. Per quanto riguarda la riscrittura dell’indirizzo, dobbiamo ammettere che, rispetto alle nostre previsioni, siamo stati un po’ in ritardo a causa del fatto che alcuni test non hanno avuto successo. L’ambiente informatico è sempre, per così dire, molto interessante. Ci sono situazioni in cui bisogna testare molte volte prima di arrivare a una soluzione valida.”
Nemmeno per i romeni che vivono all’estero le cose sono semplici. Più precisamente, se desiderano ottenere una carta d’identità elettronica, per ora devono rivolgersi esclusivamente agli uffici pubblici sul territorio nazionale. Il sindaco Cătălin Giulescu ha dichiarato: “Stiamo lavorando intensamente con il Ministero degli Esteri e credo che a breve sarà possibile presentare domanda per la carta d’identità elettronica anche presso le missioni diplomatiche e gli uffici consolari romeni all’estero. Entro il 1° luglio metteremo in circolazione anche un altro tipo di documento d’identità, ovvero la carta elettronica per i cittadini che non risiedono in Romania. Stiamo ancora lavorando allo sviluppo di questo prototipo di carta d’identità elettronica”.
In termini di tecnologia e standard di sicurezza, la carta d’identità elettronica è simile al passaporto. L’unica differenza è che il chip del passaporto è invisibile, mentre il chip della carta d’identità è visibile e può essere utilizzato in entrambe le modalità – con contatto o senza contatto – un principio simile a quello di una carta bancaria.
Al momento, la carta d’identità elettronica non include la tessera sanitaria, la patente di guida o altri tipi di permessi. Si arriverà al punto in cui questa carta d’identità li conterrà? Almeno per ora, secondo il questore Cătălin Giulescu, entro l’estate la tessera sanitaria sarà inclusa nella carta d’identità elettronica. Per quanto riguarda gli altri permessi o certificazioni, saranno inclusi gradualmente, soprattutto perché a livello europeo è già in corso un acceso dibattito sul portafoglio europeo.
In altre parole, l’implementazione della carta d’identità elettronica in Romania è una realtà, ma è ancora in fase di sviluppo e ci vorrà del tempo prima che i romeni utilizzino esclusivamente la nuova carta d’identità.