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Soluzioni romene per la digitalizzazione dell’istruzione

Tra le sfide create dalle restrizioni scattate nel contesto della pandemia di Covid-19, una delle più complesse è quella che riguarda l'insegnamento.

Soluzioni romene per la digitalizzazione dell’istruzione
Soluzioni romene per la digitalizzazione dell’istruzione

, 11.11.2020, 08:00

Tra le sfide create dalle restrizioni scattate nel contesto della pandemia di Covid-19, una delle più complesse è quella che riguarda linsegnamento. Attualmente, le istituzioni dinsegnamento romene, scuole, licei e università, tengono lezioni e corsi esclusivamente online. Ma la didattica a distanza non è semplice, soprattutto in numerose zone rurali o a disagio, dove molti allievi e insegnanti non hanno accesso a dispositivi digitali elementari e dove la connessione a internet si realizza con difficoltà. Inoltre, domande tipo “cosa, come e quanto insegniamo”, ma anche “come sostengono gli allievi gli esami online e come facciamo le valutazioni” sorgono sempre più spesso nel contesto delladattamento dellinsegnamento alle attuali condizioni. Già alcuni imprenditori specializzati nelleducazione propongono soluzioni digitali e non solo per facilitare ladattamento. Ma tutto dovrebbe cominciare con la risposta alla domanda “cosa adattiamo”, considera Dragoș Iliescu, docente ed esperto di psicopedagogia.



“Potrei dire che nessuno sa esattamente cosa adattare. Ovviamente non si possono adattare i contenuti, nel senso che non si possono aggiungere o cancellare. E temo sia questa la tendenza che vedo in una parte dei decisori nel sistema. È un anno difficile. Perchè non cancellare qualcosa dal curriculum? Ma cancellare o aggiungere al curriculum non è unopzione in questo periodo. Ma se non è raccomandabile adattare il contenuto del curriculum, si possono adattare i contenuti delle lezioni. Quasi non cè cosa che non possa essere insegnata anche in modalità digitale, a distanza, mediata dalla tecnologia. Per quasi qualsiasi lezione di qualsiasi disciplina si possono immaginare nuove modalità, diverse o insolite, per insegnare. E se si può insegnare, sicuramente si possono anche sostenere prove desame con la mediazione della tecnologia. Ma uno dei nostri problemi è sia che non cè sufficiente flessibilità da parte di tutte le parti coinvolte, non solo degli insegnanti, per compiere questo salto e adattare i contenuti alla didattica a distanza, sia non ci sono sufficienti risorse. Una parte di questi adattamenti sono difficili da realizzare oppure ragionevolmente difficili al di là delle competenze degli insegnanti”, ha spiegato Dragoș Iliescu.



Anche se, a prima vista, la valutazione on line sembra più facile delle lezioni, neanche qui le cose sono proprio semplici, continua Dragoș Iliescu. “Neanche qui le cose sono semplici, perchè puntando sul digitale si risolvono certi problemi, ma appaiono altri. Ad esempio, viene creato un test di verifica e teoricamente esso può essere sottoposto a qualsiasi bambino da qualsiasi zona del Paese. Ma a questo punto appaiono problemi di sicurezza. Per quanto tempo si può usare un test che qualsiasi bambino può copiare tramite un print screen e distribuirlo ai suoi colleghi. Esistono, però, tecnologie e impostazioni che risolvono anche questo problema, perchè non è per la prima volta che ci confrontiamo con esso. In altri Paesi, sono state trovate soluzioni da tempo. Ma per risolvere il problema occorrono più risorse e più investimenti. Non spetta solo agli insegnanti farlo, bensì a un sistema più ampio. Ma la variante questanno è uno più difficile, è meglio ridurre al minimo e rinunciare alle prove desame è qualcosa di insolito. Se finora si dovevano superare prove desame ed erano parte del feedback formativo fornito ai bambini, non va bene eliminarle adesso. La soluzione non è di rinunciare a qualcosa di cui si ha bisogno, bensì di trovare varianti, in queste condizioni bizzarre e poco fortunate, per continuare a svolgere la rispettiva attività”, ha precisato Dragoș Iliescu.



Un esempio che la valutazione può andare avanti è anche la piattaforma di verifica BRIO.RO, creata proprio da Dragoș Iliescu, una piattaforma dove i test sono pensati in tal modo da abbinare la valutazione allapprendimento cosicchè, alla fine, lallievo benefici anche di una valutazione più dettagliata del suo livello di competenza in un certo campo. “Durante la verifica, in realtà, uno impara. Forse nientaltro ti aiuta a imparare meglio. La verifica in sè è unattività di apprendimento, struttura molto meglio linformazione, incoraggia la metacognizione, è la migliore cosa che uno può fare per sedimentare le informazioni e collegarle ad altre informazioni in diverse attività pratiche. Inoltre, offre un feedback sul processo di apprendimento: ti rivela cosa sai e cosa non sai, ti mostra dove devi insistere e dove hai delle carenze. Quindi, la verifica guida lapprendimento, lo monitora e ti consente di pianificare nuove attività di apprendimento”, ci ha detto Dragoș Iliescu.



Stabilitosi da anni in Gran Bretagna, il romeno Paul Balogh ha sviluppato varie risorse educative digitali, dai libri di testo elettronici alle piattaforme digitali di insegnamento come Hypersay. I suoi collaboratori sono sia prestigiose università del Regno Unito, che professori in Romania. Come ha interagito con questi ultimi, ci dice proprio Paul Balogh. “La Romania non ha reagito proprio ottimamente, a livello del Ministero dellIstruzione, aiutando poco, quasi affatto gli insegnanti. Ma a livello individuale moltissimi insegnanti hanno trovato un modo per cavarsela benissimo, risolvendo i problemi con mezzi propri. Si sono educati e hanno imparato da soli ad adoperare le piattaforme online per le conferenze e lapprendimento. Mi sembra meraviglioso come se la siano cavata queste persone e sono sorpreso che non se ne stia discutendo di più pubblicamente. Daltra parte, in altri Paesi, i ministeri hanno agito più coerentemente assieme alle scuole. Hanno pensato in anticipo a diverse soluzioni e le hanno applicate. Il sostegno da parte del ministero fa la differenza”, ha spiegato Paul Balogh.



Di conseguenza, gli insegnanti, ciascuno per proprio conto, hanno dimostrato maggiore adattabilità di molte istituzioni pubbliche, ritiene Paul Balogh. “In Romania, continuiamo ad avere piuttosto relazioni individuali con gli insegnanti. Ci sono insegnanti da diverse scuole – pubbliche o private – che vogliono adoperare la nostra piattaforma, ma il sostegno nei loro confronti, soprattutto dal budget, da parte delle scuole è quasi inesistente per simili soft. Molte volte, gli insegnanti sono costretti a pagare di propria tasca qualcosa del genere, e non è una cosa proprio normale. E a livello istituzionale non abbiamo nessuna collaborazione del genere in Romania, nè col ministero, nè con le università, nè con le scuole. Ma abbiamo una serie di insegnanti entusiasti che adoperano quotidianamente la nostra piattaforma per insegnare meglio online”, ha concluso Paul Balogh.



Inoltre, le restrizioni cui sono sottoposte le lezioni in classe a causa della pandemia possono essere una chance per gli insegnanti di essere liberi e creativi nel processo di insegnamento con laiuto del digitale.




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