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Neptun Deep – il più grande investimento nel settore energetico romeno

„Stiamo scrivendo la storia. Contro gli ostacoli e le minacce di coloro che farebbero di tutto per impedire alla Romania di diventare un fornitore di sicurezza energetica per l'Europa. Abbiamo promesso di non fermarci e lo stiamo facendo: fino alla fine, per una Romania indipendente e forte.” – è il messaggio del ministro dell’Energia romeno, Sebastian Burduja, dopo l’inizio, a marzo, delle trivellazioni nel perimetro Neptun Deep, a 160 km dalla costa.

Il progetto Neptun Deep (fonte: Romgaz)
Il progetto Neptun Deep (fonte: Romgaz)

, 18.04.2025, 19:33

„Stiamo scrivendo la storia. Contro gli ostacoli e le minacce di coloro che farebbero di tutto per impedire alla Romania di diventare un fornitore di sicurezza energetica per l’Europa. Abbiamo promesso di non fermarci e lo stiamo facendo: fino alla fine, per una Romania indipendente e forte.” – è il messaggio del ministro dell’Energia romeno, Sebastian Burduja, dopo l’inizio, a marzo, delle trivellazioni nel perimetro Neptun Deep, a 160 km dalla costa. Il gas del Mar Nero significa per la Romania oltre 20 miliardi di euro, afferma Sebastian Burduja, ma significa anche “spezzare le catene attraverso le quali la Russia ha mantenuto l’Europa dipendente dal suo gas”.

Per sviluppare questo progetto, OMV Petrom, il più grande produttore di energia integrato nell’Europa sudorientale, e Romgaz, il più grande produttore e principale fornitore di gas naturale in Romania, il cui azionista principale è lo Stato romeno con una quota del 70%, investiranno congiuntamente fino a 4 miliardi di euro. “Queste riserve di gas nelle profondità del Mar Nero sono state individuate già prima del 1989. Successivamente, la Romania ha intrapreso una traiettoria attraverso la quale ha cercato di attrarre investitori”, ricorda Sebastian Burduja. “C’è stata una vera e propria saga con la legge sul gas offshore, in seguito alla quale la grande compagnia americana coinvolta nel progetto, Exxon, ha voluto vendere la sua quota. Romgaz ha assunto l’incarico di acquisizione e lo Stato romeno ha assunto l’incarico di entrare nel progetto, attraverso questa grande compagnia romena, che all’epoca aveva investito un miliardo di dollari, e ha acquisito la quota di Exxon. E, insieme a OMV Petrom, una compagnia di cui lo Stato romeno detiene ancora oltre il 20% delle azioni, ha avviato l’investimento. Nel 2027, all’inizio dell’anno, se non addirittura prima, avremo le prime molecole di gas romeno provenienti dal Mar Nero nel sistema di trasporto nazionale, il che significa due cose importanti per la Romania. La prima è che stanno arrivando molti soldi al bilancio, quindi, con un investimento da parte dello Stato romeno di diversi miliardi di euro, la redditività di questo investimento sarà probabilmente oltre 10 volte superiore.

In secondo luogo, siamo fornitori di sicurezza energetica per l’intera regione, stiamo raddoppiando la nostra produzione di gas, siamo già praticamente i primi produttori di gas nell’UE, ma tra pochi anni raddoppieremo la produzione e saremo in grado di coprire il consumo interno, di rivitalizzare l’industria che consuma gas, ad esempio la produzione di fertilizzanti chimici, ma anche di avere quantità extra da esportare a buon mercato verso altri stati della regione, che oggi forse importano dalla Federazione Russa.”

In che misura il giacimento Neptun Deep influenzerà il mercato energetico europeo? Innanzitutto, il gas proveniente da lì avrà un grande significato per il mercato romeno, afferma la direttrice fondatrice del gruppo di ricerca e analisi Romania Energy Center, Eugenia Gusilov: “In pratica, non saremo più importatori durante lo sfruttamento di questo giacimento. Al contrario, potremmo persino avere qualcosa in più da esportare. Questo significa che possiamo svolgere un ruolo regionale. Significa che possiamo aiutare alcuni dei nostri vicini, se non tutti. E il quadro generale, dato che la produzione in Europa sta diminuendo e il consumo di gas tende a ridursi, ci pone in una situazione piuttosto vantaggiosa. Nel senso che prolunga la vita utile, diciamo, di questo gas e la durata della transizione energetica, a differenza di altri Paesi, dove stanno accadendo cose paradossali.”

Si stima che, una volta raggiunto il plateau di produzione, Neptun Deep contribuirà alla produzione di gas della Romania con circa 8 miliardi di metri cubi all’anno. Mihnea Cătuți, direttore di ricerca e sviluppo dell’Energy Policy Group: ”Questo giacimento è piuttosto importante per l’economia regionale. Questo perché nei Balcani occidentali stiamo parlando di un’influenza piuttosto forte della Russia, che può essere contrastata sostituendo parzialmente il consumo di gas in quella regione. Credo che questo debba essere l’obiettivo principale per i gas che verranno prodotti lì, perché il nostro intero sviluppo industriale non può basarsi su essi, come abbiamo sentito dire ultimamente. Questo perché al momento l’enfasi in Europa è sulla riduzione del consumo di gas, dato che oggi l’Europa importa circa il 90% del gas che consuma. Abbiamo una situazione simile nella produzione e nel consumo di petrolio greggio. Quindi, l’UE ha una vulnerabilità strategica per quanto riguarda le importazioni di idrocarburi e la produzione di 8-10 miliardi di metri cubi all’anno da Neptun Deep non cambia radicalmente questo quadro. L’Europa consuma circa 330-350 miliardi di metri cubi all’anno. Per questo motivo, anche il prezzo del gas non potrebbe essere ridotto di molto.”

Dovremmo, afferma Mihnea Cătuţi, “considerare l’utilità strategica e di sicurezza a livello regionale e immaginare meno che reinventeremo le grandi industrie consumatrici di gas, dato che questi giacimenti non promettono di cambiare la bilancia commerciale negativa dell’Europa quando si tratta del gas naturale”.

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