La settimana 25 – 30/08/2025
Riunione Annuale della Diplomazia Romena / La Repubblica di Moldova riceve un rinnovato sostegno europeo / Il secondo pacchetto di misure per ridurre il deficit di bilancio, in corso di preparazione / Proseguono le proteste contro le misure fiscali / Bucarest, di nuovo il centro mondiale della musica classica
Sorin Iordan, 30.08.2025, 07:00
Riunione Annuale della Diplomazia Romena
Bucarest ha ospitato questa settimana la Riunione Annuale della Diplomazia Romena, alla quale hanno partecipato i capi delle missioni diplomatiche, degli uffici consolari, i direttori delle rappresentanze all’estero dell’Istituto Culturale Romeno, alti funzionari statali e ospiti speciali. Il ruolo della Romania nell’attuale contesto internazionale, le priorità di politica estera, l’unità transatlantica, la solidarietà europea e il ruolo della diplomazia parlamentare sono stati i principali argomenti discussi. Il capo della diplomazia romena, Oana Ţoiu, ha dichiarato che lo status di Stato membro dell’Unione Europea, l’adesione alla NATO e il partenariato strategico con gli Stati Uniti d’America rimangono le basi della politica estera della Romania. Lei ha affermato che il messaggio che Bucarest trasmette è semplice e diretto: “Ci si può contare sulla Romania”. Da parte sua, il presidente del Paese, Nicuşor Dan, ha affermato che la politica estera della Romania deve rimanere prevedibile e coerente, incentrata sul rispetto del diritto internazionale, sull’ordine mondiale basato sulle regole e sul dialogo e la cooperazione con i partner internazionali. Dan ha inoltre dichiarato che sono tre le direzioni su cui si concentrerà lo Stato romeno: la sicurezza, la dimensione economica e i romeni all’estero. Nel suo discorso, il presidente ha parlato anche delle opportunità offerte dalla posizione geografica della Romania, che può diventare, a suo avviso, un hub di connettività tra Europa, Asia e Africa, e ha aggiunto che la strategia per il Mar Nero deve essere parte di questo approccio.
La Repubblica di Moldova riceve un rinnovato sostegno europeo
Attraversiamo il fiume Prut e arriviamo nella Repubblica di Moldova, che ha celebrato questa settimana 34 anni dall’ottenimento dell’indipendenza dall’ex Unione Sovietica. In occasione dell’anniversario, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro polacco Donald Tusk si sono recati a Chişinău. Lo Stato moldavo ha ricevuto così un segnale forte dall’Occidente, in un contesto in cui, nel pieno del suo percorso europeo, si trova ad affrontare interferenze e propaganda filorusse, volte a destabilizzarlo e ad avvicinarlo alla sfera d’influenza di Mosca. Il messaggio che portiamo oggi è di sostegno, solidarietà e fiducia nel nostro futuro comune nell’Unione Europea, hanno trasmesso i tre leader europei. A sua volta, il primo ministro romeno Ilie Bolojan ha dichiarato che Bucarest continuerà a sostenere con fermezza gli ideali della Repubblica di Moldova e dei romeni dall’altra riva del Prut. Il capo del governo di Bucarest ha sottolineato il legame unico di lingua, cultura, storia e tradizioni tra i due Stati e ha ribadito il sostegno fermo, concreto e multidimensionale che la Romania offre e continuerà a offrire per l’adesione della Repubblica di Moldova all’Unione Europea. Il 28 settembre nella Repubblica di Moldova si terranno le elezioni politiche, che gli analisti politici ritengono vitali per il suo percorso europeo.
Il secondo pacchetto di misure per ridurre il deficit di bilancio, in corso di preparazione
I leader dei partiti che compongono la coalizione di governo in Romania si sono riuniti nuovamente questa settimana per mettere a punto gli ultimi dettagli del secondo pacchetto di misure fiscali volte a ridurre il deficit di bilancio. La portavoce dell’esecutivo, Ioana Dogioiu, ha precisato che sono in fase di preparazione sei progetti di atti normativi che faranno parte di questo secondo pacchetto di misure. I sei progetti riguardano diversi settori: tassazione, insolvenza, riforma delle aziende statali, riforma sanitaria, amministrazione locale, riforma delle pensioni speciali dei magistrati e, non da ultimo, la riforma dell’Autorità Nazionale di Regolamentazione nel campo dell’energia, dell’Autorità di Vigilanza Finanziaria e dell’Autorità Nazionale per l’Amministrazione e la Regolamentazione nelle Comunicazioni. Allo stesso tempo, l’esecutivo auspica una migliore regolamentazione per quanto riguarda l’esternalizzazione degli utili delle multinazionali, l’aumento della tassazione degli incassi dalla borsa, l’introduzione di nuove regole per la tassazione dei redditi da affitti e una tariffa di 25 lei per i pacchi ordinati da paesi non-UE. Sono previste anche modifiche in base alle quali i medici di famiglia verrebbero pagati in base alle visite e non al numero di pazienti registrati, e verrebbero adeguati i limiti minimo e massimo per il numero dei bambini di una classe. Si parla anche di un aumento del 70% delle tasse locali, del taglio di 40.000 posizioni a livello di amministrazione locale e dell’innalzamento dell’età pensionabile dei magistrati a 65 anni. Secondo il Primo Ministro Ilie Bolojan, gli effetti dei due pacchetti di misure si vedranno l’anno prossimo.
Proseguono le proteste contro le misure fiscali
L’attesa adozione del secondo pacchetto di misure fiscali per ridurre il deficit di bilancio ha portato nuovamente la gente in piazza questa settimana. Si sono svolte proteste davanti al Ministero dell’Istruzione, dove insegnanti e docenti preoccupati per l’impatto dei cambiamenti annunciati nel sistema si radunano da oltre 20 giorni. Sono insoddisfatti dell’aumento delle ore di lezione, della fusione di oltre 500 scuole, ma anche della riduzione di oltre il 50% della tariffa oraria delle lezioni. In segno di protesta, i sindacati dell’Istruzione hanno proposto il boicottaggio dell’inizio dell’anno scolastico, previsto per l’8 settembre. Inoltre, per la prima volta da molto tempo, i sindacalisti di diversi settori di attività hanno presentato una serie di richieste comuni, tra cui salari dignitosi e il riequilibrio del peso fiscale imposto dal governo per coprire il deficit. Anche gli studenti sono insoddisfatti di alcune misure che incidono sul loro tenore di vita. Proteste si sono svolte in diverse città del Paese, a cui hanno partecipato dipendenti dei settori sanitario, ferroviario, forestale, difesa e ordine pubblico. Anche i magistrati sono insoddisfatti e criticano le modifiche all’età pensionabile e al metodo di calcolo delle pensioni. Di conseguenza, i procuratori di 31 procure in tutto il Paese hanno sospeso le loro attività e forniscono solo servizi di emergenza.
Bucarest, di nuovo il centro mondiale della musica classica
In questo contesto di tensione sociale, è iniziata a Bucarest la 27/a edizione del Festival Internazionale “George Enescu”, uno dei più importanti festival di musica classica del mondo. Per quattro settimane, fino al 21 settembre 2025, la capitale romena è il centro mondiale della musica classica e riunisce oltre 4.000 artisti provenienti da 28 Paesi, in oltre 100 concerti. Quest’anno, il festival celebra i 70 anni dalla scomparsa di George Enescu e propone, sotto la direzione artistica del direttore d’orchestra Cristian Măcelaru, un’edizione costruita su tre pilastri: la tradizione di Enescu, l’innovazione artistica e l’apertura alle nuove generazioni. Il festival porta con sé anche delle novità, dal lancio delle serie di concerti Enescu in Control ed Enescu Immersive Experience, al ritorno dell’opera e del balletto nel programma dell’evento. Il festival comprende anche concerti, mostre, recital e spettacoli che si svolgono in diverse città della Romania, tra cui Iași, Cluj-Napoca, Timișoara, Sibiu, Brașov, Costanza, Oradea, Arad, Târgu Mureș, Craiova o Satu Mare.