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Il Governo resiste alle mozioni di sfiducia

Le quattro mozioni di sfiducia contro il Governo di Bucarest sono state bocciate.

Premierul Bolojan, la dezbaterea moțiunilor / Foto: gov.ro
Premierul Bolojan, la dezbaterea moțiunilor / Foto: gov.ro

, 08.09.2025, 14:23

Il Parlamento di Bucarest ha bocciato, ieri, le quattro mozioni di sfiducia contro il Governo di coalizione composto da PSD, PNL, USR e UDMR, presentate dall’opposizione populista formata da AUR, POT e SOS Romania. Il Legislativo, in cui la coalizione di governo detiene quasi i tre quarti dei mandati, ha discusso e votato le mozioni contro i pacchetti di riforme sui quali ha posto la fiducia l’Esecutivo e che hanno riguardato la sanità, la fiscalità e la riorganizzazione delle aziende statali. I quattro progetti, così come quello relativo alle pensioni dei magistrati, non contestato in Parlamento, sono considerati adottati. Queste misure, che hanno suscitato il malcontento dei dipendenti pubblici e innescato scioperi, consentono al Governo di adottare aumenti delle tasse e tagli alla spesa pubblica volti a ridurre il deficit di bilancio.

L’Esecutivo deve ridurre il più grande deficit di bilancio nell’Unione Europea per evitare un declassamento del rating creditizio dall’ultimo gradino del rating sugli investimenti e per sbloccare miliardi di euro dai fondi di ripresa offerti da Bruxelles. Il Primo Ministro liberale Ilie Bolojan ha presentato la posizione del Governo, inviando un messaggio fermo anche all’opposizione. Egli ha affermato che le riforme proposte attraverso le leggi su cui l’Esecutivo ha posto la fiducia portano maggiore equità per i cittadini, trasparenza e regole chiare.

“Il Governo ha deciso di porre la fiducia anche in ambito fiscale perché ci troviamo in un momento eccezionale che richiede coerenza e responsabilità. La Romania non può essere rimessa sulla strada dello sviluppo e non può evitare complicazioni di bilancio se non compiamo questo sforzo di riforme profonde”, ha affermato il Primo Ministro. Ilie Bolojan ha aggiunto: “Vi assicuro che, se prendiamo le decisioni giuste e ferme ora, la Romania tornerà a crescere a partire dalla metà del prossimo anno. I nostri obiettivi sono semplici: ridurre il deficit di bilancio il più vicino possibile al 6% nel 2026, stabilizzare le finanze del Paese, accedere ai fondi europei e allocare risorse per gli investimenti pubblici, garantire una crescita economica continua e, infine, ristabilire la scala di valori in Romania in base a principi morali. La Romania ha bisogno di decisioni chiare e responsabilità, non di populismo e blocchi”.

L’opposizione ha avviato le quattro mozioni di sfiducia a causa dell’incapacità dell’Esecutivo di promuovere vere riforme, ha affermato, a sua volta, il leader di AUR, George Simion. “Al ritmo con cui l’attuale coalizione ci sta portando, presto saremo insolventi. E questo prima che entrino in vigore le cosiddette misure riformiste. State solo giocando alle riforme, aumentando le tasse e riducendo le entrate statali”. Non tagliate affatto i redditi dei privilegiati, ma solo della gente semplice, di chi lavora, mentre tenete i raccomandati, ha detto George Simion.

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