Rapporto OCSE sulla Romania
A Bucarest è stato lanciato lo Studio economico sulla Romania, elaborato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), che formula raccomandazioni per le riforme nel settore fiscale e di bilancio, per il mercato del lavoro e per l’aumento della competitività economica.
Corina Cristea, 17.03.2026, 12:07
Elaborati ogni due anni, gli studi economici dell’OCSE rappresentano analisi periodiche delle economie degli stati membri, nonché di quelli partner e candidati. La Romania ha avviato i negoziati a gennaio 2022, entrando in un processo di valutazione delle proprie politiche e pratiche rispetto agli standard OCSE in quasi tutti i settori delle politiche pubbliche e, grazie allo sforzo congiunto delle istituzioni coinvolte, ha compiuto passi importanti in questo processo di adesione.
A quasi due decenni da due momenti decisivi, l’adesione all’UE e alla NATO, la Romania si propone di raggiungere quest’anno un nuovo obiettivo: l’adesione all’OCSE, ha sottolineato il primo ministro Ilie Bolojan durante l’evento di presentazione dell’edizione 2026 dello Studio economico dell’organizzazione intergovernativa con 38 Paesi membri, fondata nel 1961 per promuovere il progresso economico.
L’invito per l’adesione della Romania all’OCSE potrebbe essere trasmesso nell’estate di quest’anno, a giugno, prima della riunione del Consiglio, ha dichiarato a Bucarest il segretario generale dell’organizzazione, Mathias Cormann, il quale ha evidenziato che la Romania, negli ultimi decenni, ha registrato una forte crescita e ha ottenuto risultati molto buoni in termini di convergenza agli standard OCSE relativi al reddito e al tenore di vita.
Lo Studio economico presentato lunedì offre una radiografia equilibrata e utile delle politiche macroeconomiche e strutturali, includendo raccomandazioni di politiche pubbliche formulate dall’organizzazione riguardanti la macroeconomia, il mercato del lavoro, il rafforzamento della resilienza ai rischi climatici e la competitività. Nel documento si legge che le finanze pubbliche della Romania si sono deteriorate in modo significativo, il che rappresenta un rischio per la sostenibilità a lungo termine.
Per evitarlo, l’OCSE raccomanda una maggiore efficienza della spesa pubblica e l’ampliamento della base imponibile. Il rapporto rileva inoltre che la recente riforma delle pensioni, in particolare attraverso l’aumento dell’età pensionabile per le donne, la limitazione delle pensioni speciali e l’introduzione di nuove regole di indicizzazione, costituisce un passo positivo verso il miglioramento della sostenibilità del sistema pensionistico e l’incentivazione della partecipazione al mercato del lavoro.
Allo stesso tempo, la Romania si trova ad affrontare una pressione crescente per aumentare la spesa in sanità, istruzione, assistenza sociale e innovazione, al fine di sostenere una crescita inclusiva. Le imposte ambientali e quelle sulla proprietà restano sottoutilizzate e dovrebbero essere rafforzate, mentre la recente riduzione della soglia di tassazione per le microimprese è un passo positivo.
Il rapporto sottolinea inoltre che i cambiamenti climatici esercitano una pressione crescente sull’attività economica e sul benessere sociale in Romania. In tal senso, accelerare le misure di adattamento, come il miglioramento delle difese contro le inondazioni, è essenziale per proteggere le popolazioni vulnerabili e le infrastrutture vitali.
D’altra parte, la Romania ha registrato progressi significativi nell’integrazione del mercato globale negli ultimi decenni. Per mantenere questo slancio, deve affrontare le persistenti sfide strutturali — in particolare per quanto riguarda l’innovazione, la digitalizzazione, l’istruzione e il dinamismo imprenditoriale — che continuano a limitare la produttività e il potenziale economico del Paese.