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Proteste degli studenti in Romania

Gli studenti romeni hanno protestato contro la riduzione delle borse di studio tramite la modifica del metodo di calcolo.

foto: Agerpres
foto: Agerpres

, 27.06.2025, 11:18

Si prospettano tempi di ristrettezze finanziarie e di bilancio, e il nuovo governo di coalizione non ha nascosto questa realtà. Ci saranno tagli ai fondi in tutto il sistema pubblico, dove l’eccesso di spese dell’anno scorso – fortemente elettorale – ha creato squilibri significativi nelle finanze del paese. Tutti i cittadini romeni dovranno pagare, in un modo o nell’altro, per questi eccessi: questo è il principio da cui si parte. E lo faranno anche gli studenti, poiché il nuovo metodo di calcolo ridurrà le loro borse di studio.

È questo il motivo per cui l’Alleanza Nazionale delle Organizzazioni Studentesche della Romania ha organizzato giovedì a Bucarest e negli altri grandi centri universitari, proteste contro l’intenzione del nuovo governo di ridurre i fondi destinati alle borse di studio. La variante proposta dal Governo di assegnare il 10% del salario minimo netto per ogni studente finanziato dallo stato, ovvero circa 220 lei (circa 44 euro), a differenza dell’importo attuale di 370 lei (74 euro), calcolato in rapporto al 10% del salario minimo lordo, porterebbe, secondo gli studenti, ad una riduzione del fondo per le borse di circa il 40% e, implicitamente, alla diminuzione del numero di beneficiari.

Essi segnalano che la riduzione dei finanziamenti per l’istruzione accentua le disuguaglianze del sistema scolastico e limita l’accesso agli studi universitari per le persone provenienti da ambienti socio-economici svantaggiati, e non dovrebbe mai rappresentare un’opzione, indipendentemente dalle circostanze. Gli studenti ritengono che la riduzione del disavanzo non si risolva limitando i meccanismi di sostegno e inclusione per loro e che anche le attuali borse sono insufficienti.

Ecco alcune delle loro dichiarazioni: “La borsa che riceviamo non copre nemmeno le spese di base. Ad esempio, non basta nemmeno per un affitto a Bucarest. Bisogna coprire anche i servizi essenziali, avere accesso al cibo, a vari altri servizi, come studenti.”

“Abbiamo molti colleghi che devono trovare un secondo lavoro, perché non riescono a cavarsela con l’attuale borsa. Questo, ovviamente, riduce il rendimento accademico e aumenta l’abbandono universitario.”

“Questo può creare anche un precedente – prima ci hanno tagliato le sovvenzioni per il trasporto, ora vogliono ridurre anche le borse di studio… Cosa seguirà?”

In risposta, il ministro dell’Istruzione, Daniel David, ha dichiarato che la Romania è uno dei paesi che offre il più forte meccanismo di borse di studio nel sistema pubblico. Tuttavia, ha affermato che, per ragioni finanziarie, va ridimensionato in modo accettabile. “La riduzione del fondo per le borse – certamente è inferiore rispetto al 2024, ma è superiore del 10% rispetto al 2023. Secondo le prime stime che stiamo facendo in questo momento, sarà comunque quasi tre volte maggiore”, ha detto Daniel David.

Una domanda riguardante la riduzione del numero di borse di studio, questa volta nel sistema pre-universitario, è stata rivolta anche al presidente Nicuşor Dan, premiato nel passato alle olimpiadi internazionali di matematica. Il presidente ha affermato che il sistema attuale è squilibrato e che è anormale definire “di merito” ciò che viene attualmente assegnato al 30% degli studenti.

 

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