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La Rivoluzione anticomunista in Romania – 29 anni dopo

Ogni fine anno, i romeni commemorano le vittime della Rivoluzione anticomunista del dicembre 1989. Il presidente Klaus Iohannis ha deposto una corona di fiori al monumento della Piazza dell’Università di Bucarest, mentre i deputati e i senatori hanno osservato un minuto di raccoglimento alla loro memoria. Ieri, Timisoara ha celebrato la Giornata della Vittoria. Il 20 dicembre 1989, dopo più giorni di repressione comunista, gli abitanti della città sono usciti in gran numero in piazza. L’esercito si è ritirato nelle caserme, e, dal balcone dell’Opera, Timisoara veniva proclamata la prima città libera dal comunismo in Romania. Il suono delle sirene ha ricordato ieri questa giornata a Timisoara, che ha acceso la scintilla della Rivoluzione.

La Rivoluzione anticomunista in Romania – 29 anni dopo
La Rivoluzione anticomunista in Romania – 29 anni dopo

, 21.12.2018, 12:30

Ogni fine anno, i romeni commemorano le vittime della Rivoluzione anticomunista del dicembre 1989. Il presidente Klaus Iohannis ha deposto una corona di fiori al monumento della Piazza dell’Università di Bucarest, mentre i deputati e i senatori hanno osservato un minuto di raccoglimento alla loro memoria. Ieri, Timisoara ha celebrato la Giornata della Vittoria. Il 20 dicembre 1989, dopo più giorni di repressione comunista, gli abitanti della città sono usciti in gran numero in piazza. L’esercito si è ritirato nelle caserme, e, dal balcone dell’Opera, Timisoara veniva proclamata la prima città libera dal comunismo in Romania. Il suono delle sirene ha ricordato ieri questa giornata a Timisoara, che ha acceso la scintilla della Rivoluzione.

Tutto è cominciato da una protesta spontanea, in risposta al tentativo delle autorità di evacuare il pastore riformato Laszlo Tokes, le cui critiche contro il regime sulla stampa internazionale sono state definite, nel registro tipico del comunismo, incitazione alla separazione etnica. Confrontate con una situazione senza precedenti, le autorità hanno ordinato all’esercito di uscire sulle strade già piene degli agenti dell’onnipresente Securitate, la famigerata polizia politica del regime. E’ seguito un intervento brutale, in cui decine di persone sono rimaste uccise. Per cancellare le tracce della violenta repressione, i cadaveri sono stati trasferiti a Bucarest per essere cremati. Le ceneri sono state buttate in una fognatura vicina al crematorio, in un’operazione chiamata La Rosa. Il 21 dicembre, la Rivoluzione si è estesa anche a Bucarest, per raggiungere l’apice il 22 dicembre con la fuga del dittatore Nicolae Ceausescu e della consorte Elena. Successivamente, sono stati catturati e giustiziati proprio nel giorno di Natale.

A dicembre 1989, in Romania sono morte oltre 1000 persone e almeno 3000 sono rimaste ferite. A 29 anni dalla Rivoluzione, le indagini dei procuratori non sono state ancora ultimate e non tutti i colpevoli sono stati puniti. Archiviato ad un certo punto, il fascicolo della Rivoluzione è stato riaperto nel 2017, dopo che i giudici hanno constatato la superficialità delle indagini. I procuratori militari hanno annunciato l’estensione del procedimento penale in rem su reati contro l’umanità. I magistrati rilevano che per mantenere il potere, la nuova leadership politica e militare insediatasi dopo il 1989 ha determinato l’uccisione e la privazione di libertà di numerose persone. Il presidente dell’Associazione 21 Dicembre, Doru Maries, afferma che per gli eroi della rivoluzione c’è ancora un’unica cosa da fare: la giustizia.

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