Protezione anti-drone nei porti militari
Le Forze Navali Romene stanno testando i nuovi sistemi anti-drone Black Talon, sviluppati dalla Marina degli Stati Uniti, per proteggere i porti sul Mar Nero e sul Danubio.
Daniela Budu, 17.09.2026, 12:14
I porti romeni sul Mar Nero e sul Danubio saranno difesi con attrezzature moderne contro i droni aerei e marittimi. Le Forze Navali Romene hanno già iniziato a testare uno scudo anti-drone nel porto militare di Costanza, sul Mar Nero, un equipaggiamento di tipo Black Talon, che diventerà operativo entro la fine dell’anno. Altri tre dispositivi saranno forniti dalla Marina degli Stati Uniti e installati nei porti militari in prossimità al confine con l’Ucraina – Brăila, Tulcea e Mangalia. Questi dispositivi rilevano le minacce da una distanza di fino a 10 km e possono disturbare o distruggere sia i droni aerei che quelli navali.
Per aumentare la sicurezza portuale, le Forze Navali Romene installeranno anche sistemi di tipo Sentinel, in grado di rilevare droni subacquei, nonché sommozzatori da combattimento e da incursione e persino mini-sottomarini. “Questi sistemi Sentinel e Black Talon saranno installati in tutti i porti – Brăila, Tulcea, Mangalia e Constanța. Dobbiamo proteggere le infrastrutture critiche nazionali. Siamo in collaborazione e in gruppi di cooperazione con le autorità navali romene, l’Amministrazione portuale di Constanța e la Polizia di frontiera, per condividere queste informazioni e avere la migliore immagine aerea e subacquea possibile a livello dei porti militari”, ha spiegato il comandante Alexandru Mitel.
I due sistemi hanno ruoli diversi, ma si completano a vicenda nella missione di protezione dell’area. Il primo, Sentinel, è un equipaggimento militare per il rilevamento di droni di superficie e subacquei. Utilizza sonar e sensori avanzati per individuare imbarcazioni senza pilota veloci o droni che minacciano i porti. Il sistema li rileva, li traccia e determina quali di essi rappresentano una minaccia per l’area protetta. Poi, trasmette i dati ai sistemi che possono intervenire per neutralizzarli, in questo caso Black Talon. Quando un drone entra in un’area protetta, l’apparecchiatura di sicurezza militare può rilevarlo e tracciarlo. Tramite il disturbo delle comunicazioni, può interrompere il collegamento radio con l’operatore e il segnale di navigazione, neutralizzando così il drone.
In questo periodo, gli operatori vengono addestrati all’utilizzo dei due dispositivi, in modo che entro la fine dell’anno i sistemi diventino operativi e possano iniziare a monitorare effettivamente le minacce nel raggio d’azione dei porti militari. Una volta operativi, questi sistemi ultramoderni difenderanno l’area portuale del fianco orientale della NATO e, implicitamente, il sud-est della Romania. Le misure fanno seguito ai recenti e ripetuti incidenti avvenuti nell’area romena del Mar Nero. I più gravi sono stati quelli del 5 giugno, quando un drone marittimo è entrato nel porto di Costanza ed è esploso, e del 26 agosto, quando un drone ha raggiunto la riva, in prossimità dei lettini prendisole.