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Insoddisfazioni sindacali nel settore pubblico

In Romania, alcuni pubblici dipendenti ritengono insufficienti gli incrementi salariali promessi dal Governo.

foto: Facebook / CulturMedia
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, 23.05.2024, 11:24

A Bucarest, il Ministero del Lavoro ha lanciato al dibattito pubblico un progetto di ordinanza che prevede un aumento del 10% degli stipendi di alcune categorie di pubblici dipendenti quest’anno, in due tranche, a giugno e settembre. Secondo il progetto, i dipendenti delle istituzioni culturali e del Registro del commercio, diplomatici, personale del settore della difesa, di comuni e istituzioni finanziate da fonti proprie del Governo e del Parlamento, dovrebbero ricevere salari più alti. Beneficerebbero degli aumenti anche il personale delle agenzie per la protezione dell’ambiente di Bucarest e delle province.

L’impatto sul bilancio è stimato a oltre un miliardo di lei, l’equivalente di 200 milioni di euro, che dovrebbero essere ottenuti attraverso la riorganizzazione e la riduzione della spesa per beni e servizi. Per la prima volta, il capo del governo di coalizione PSD-PNL, il leader socialdemocratico Marcel Ciolacu, è stato sentito dichiarare che l’Esecutivo non può permettersi di concedere un aumento maggiore. E’ quanto emerge dall’analisi del Ministero delle Finanze, ha precisato Ciolacu.

L’incremento salariale del 10% verrebbe concesso anche ai dipendenti dei musei o a quelli che fanno parte dell’apparato di lavoro del Governo. Sia loro che i dipendenti delle agenzie per la protezione dell’ambiente, hanno reagito negativamente alla proposta del Governo. I dipendenti del settore ambiente delle province di Bacău (est) e Mehedinţi (sud-ovest) hanno protestato ieri per diverse ore, sollecitando l’allineamento degli stipendi del territorio a quelli del centro e un aumento di almeno il 20%.

I protestatari hanno accusato l’Esecutivo di promuovere una politica salariale discriminatoria che non tiene conto delle loro reali necessità. Se le disuguaglianze lamentate non verranno eliminate, si potrà arrivare a forme di protesta molto più radicali, tra cui la cessazione dell’attività di rilascio di approvazioni per grandi progetti, come quelli basati su fondi governativi o europei, ammoniscono i dipendenti del settore ambiente.

Anche i dipendenti dell’Archivio Nazionale della provincia di Caraş-Severin (sud-ovest) hanno organizzato, all’inizio della settimana, una protesta spontanea, denunciando le disparità salariali tra i servizi provinciali e l’apparato centrale. La protesta è consistita nella cessazione dell’attività e nella sospensione del programma di lavoro con il pubblico. Sebbene a gennaio sia stato avviato un processo per uniformare gli stipendi in diversi campi del settore pubblico, i dipendenti degli Archivi Nazionali sono stati esclusi da questi iter, accusava un dipendente.

Il Governo di Bucarest è sottoposto a una doppia pressione: da parte di alcune categorie di dipendenti del settore pubblico, che si considerano trattati ingiustamente rispetto ad altri statali, non pochi, ai quali il Governo ha soddisfatto la maggior parte delle richieste salariali, e dal deficit di bilancio salito a quote allarmanti. E il grande slalom elettorale che inizia il 9 giugno con le amministrative e le europee, prosegue a settembre con le presidenziali e si conclude a dicembre con le politiche, è solo l’inizio.

Foto: pixabay.com
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