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Romania rischia di perdere fondi UE

La Romania rischia di perdere fondi europei se non adotta rapidamente misure di risanamento del bilancio.

Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea
Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea

, 05.06.2025, 11:50

Per la prima volta nella storia postcomunista della Romania, i negoziati per la formazione di una grande coalizione di governo sono iniziati con la discussione sul programma di governo, e più precisamente sulle misure per ridurre il disavanzo eccessivo del bilancio, e non con la distribuzione politica dei ministeri. È positivo che si sia cominciato così, ma l’urgenza di formare un nuovo esecutivo e di adottare misure di riequilibrio fiscale resta una priorità. Questo anche perché, se non attuerà le riforme a cui si è impegnata, la Romania rischia di entrare in una procedura europea al termine della quale potrebbe perdere fondi comunitari, a partire dalla fine del prossimo anno.

La Commissione Europea ha presentato il quadro economico dell’Unione, indicando che la Romania è l’unico paese comunitario con squilibri macroeconomici eccessivi. Il suo deficit di bilancio è il più alto dell’UE e, secondo la Commissione, Bucarest non ha adottato alcuna misura efficace rispetto agli impegni assunti a gennaio. La riforma fiscale promessa non è entrata in vigore alla data raccomandata, ovvero il 1º aprile 2025.Secondo la Commissione, il deterioramento della situazione finanziaria è stato causato, tra l’altro, dall’aumento delle spese correnti, in particolare per salari e pensioni. Di conseguenza, il debito pubblico è salito a quasi il 55% nel 2024 e si prevede che raggiunga quasi il 60% nel 2025.

Per questo motivo, la Commissione chiede alla Romania di presentare misure rapide ed efficaci, altrimenti il paese non riuscirà a raggiungere l’obiettivo di correggere il disavanzo entro il 2030. A causa di questi ritardi e scostamenti, la Romania è l’unico stato dell’Unione per il quale la Commissione presenterà al Consiglio un documento che constata l’assenza di azioni efficaci per ridurre gli squilibri.

La scadenza è il 20 giugno, o eventualmente l’8 luglio, quando si terranno le riunioni del Consiglio Affari Economici e Finanziari (ECOFIN). Se gli stati membri approveranno l’opinione della Commissione, si aprirà la procedura al termine della quale la Romania potrebbe perdere fondi europei. Sarà comunque una procedura lunga, con varie fasi che includono comunicazioni e decisioni tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento Europeo da una parte, e il Governo romeno dall’altra.

La vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Roxana Mînzatu, mantiene l’ottimismo e dichiara che, sebbene la situazione sia seria, i rischi possono essere evitati se il nuovo governo della Romania invierà le proposte per la riduzione del disavanzo e raggiungerà rapidamente un accordo con la Commissione.

Per quanto riguarda le misure concrete di riduzione del deficit, fonti interne alla Commissione affermano che l’alto livello imporrebbe azioni dure e con effetto immediato, incluso l’aumento dell’IVA. Oltre agli squilibri macroeconomici, la Romania ha anche ritardi significativi nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per circa l’80% delle riforme. Il termine per tutti gli stati membri rimane invariato: il 31 agosto 2026 per completare le misure e il 31 dicembre 2026 per l’ultima tranche di pagamento.

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